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Aggiornato il 5 settembre 2026
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Servizio: Chirurgia parodontale
- Chirurgia parodontale a Pisa: perché una tasca profonda non si svuota dall'esterno?
- Quali numeri della cartella parodontale fanno decidere per la chirurgia?
- Curettage a cielo aperto, chirurgia resettiva o rigenerativa: che cosa si esegue a Pisa?
- Quando l'osso attorno al dente si può rigenerare e quando si deve solo rimodellare?
- Come si svolge la seduta di chirurgia parodontale e che cosa succede nei giorni dopo?
- Perché a Pisa la malattia parodontale arriva in studio quando i denti si muovono già?
- Che cosa serve dopo, perché il risultato della chirurgia parodontale non si perda?
- Quando la chirurgia parodontale non è la strada giusta e cosa si fa invece?
- Chi segue la chirurgia parodontale nello studio di Ghezzano, a Pisa, e come si arriva al preventivo?
- Come si collega agli altri percorsi dello studio di Pisa
- Cosa dicono i pazienti di Pisa
- Come si può pagare
- Domande frequenti
In sintesi
Chirurgia parodontale a Pisa: questa pagina spiega che cosa si fa quando la levigatura radicolare non chiude una tasca profonda, quali numeri della cartella parodontale portano a programmare un intervento, che differenza c'è fra curettage a cielo aperto, chirurgia resettiva e chirurgia rigenerativa, quando l'osso attorno al dente si può ricostruire e quando invece va solo rimodellato. Trovi anche i casi in cui l'intervento si rimanda o si evita, come si svolge la seduta, che cosa succede nelle settimane dopo e come si arriva al preventivo scritto. In Via Giosuè Carducci 51, a Ghezzano, la parodontologia è seguita dal Dott. Cristiano Spallanzani.
Chirurgia parodontale a Pisa: perché una tasca profonda non si svuota dall'esterno?
**La chirurgia parodontale a Pisa entra in gioco in un momento preciso: quando la tasca è troppo profonda perché lo strumento, lavorando dall'esterno, arrivi a pulirla fino in fondo.** La levigatura radicolare, cioè la strumentazione sotto la gengiva fatta senza aprire un lembo, è efficace e va sempre provata prima. Ma oltre i cinque o sei millimetri, e soprattutto nei solchi delle radici e negli spazi fra le radici dei molari, il controllo diventa parziale: resta tartaro dove l'occhio non arriva e la tasca continua a sanguinare. Le linee guida europee di terapia parodontale (European Federation of Periodontology, 2020) descrivono un percorso a passi: prima istruzione all'igiene e controllo dei fattori di rischio, poi strumentazione di tutte le tasche, poi una rivalutazione; solo i siti che restano profondi sei millimetri o più, o che continuano a sanguinare, arrivano allo scalino chirurgico.
Chi cerca la chirurgia parodontale a Pisa, quasi sempre, è già dentro questo percorso: ha fatto una o due sedute di pulizia profonda e si è sentito dire che tre o quattro punti non si sono chiusi. Nello studio di Ghezzano, a due passi da Pisa, arrivano persone dal centro, dalla zona di Cisanello, da Porta a Mare e da Putignano con la stessa frase: «mi hanno detto che lì la tasca è rimasta».
Non è un intervento che si decide al telefono, né alla prima visita. Serve una cartella parodontale completa, serve vedere come ha reagito la gengiva alla fase non chirurgica e serve che l'igiene a casa sia sotto controllo: su una bocca che sanguina ancora per la placca, aprire un lembo non ha senso.
Quali numeri della cartella parodontale fanno decidere per la chirurgia?
**Decidono i numeri raccolti dente per dente, non l'impressione a occhio.** La cartella parodontale si compila sondando sei punti attorno a ogni elemento con una sonda millimetrata, e da quei valori si capisce dove la malattia è ancora attiva e dove invece è stata fermata.
- **Profondità di sondaggio.** Quanti millimetri scende la sonda fra dente e gengiva. Fino a quattro millimetri la strumentazione non chirurgica di solito basta; a sei o più, dopo la rivalutazione, si apre il discorso chirurgico.
- **Sanguinamento al sondaggio.** Una tasca profonda ma asciutta si può tenere in controllo; una tasca profonda che sanguina indica infiammazione che continua a lavorare sull'osso.
- **Forma del difetto osseo.** Nelle radiografie si legge se la perdita di osso è a cratere, attorno a un solo dente, oppure uniforme su tutta l'arcata: da questo dipende il tipo di intervento.
- **Mobilità e spazi fra le radici.** Un molare con le radici scoperte fra loro e un dente che si muove sotto il morso pongono problemi diversi e hanno prognosi diverse.
La classificazione internazionale della malattia parodontale (Workshop congiunto European Federation of Periodontology e American Academy of Periodontology, 2018) aggiunge due informazioni utili: lo stadio, che misura quanto danno c'è già, e il grado, che stima quanto veloce sta andando. Due pazienti di Pisa con gli stessi millimetri possono avere fretta molto diversa.
Chirurgia parodontale a Pisa
Da 20 anni a Pisa
Gengive che sanguinano ogni volta che spazzoli, una pulizia profonda già fatta e una tasca che «è rimasta», un dente che si muove mordendo, un ascesso tornato due volte: raccontaci la situazione e misuriamola dente per dente.
Curettage a cielo aperto, chirurgia resettiva o rigenerativa: che cosa si esegue a Pisa?
**Nello studio di Pisa la chirurgia parodontale a Pisa si articola in tre interventi, scelti in base alla forma del difetto e al numero di denti coinvolti.**
- **Curettage a cielo aperto, per quadrante.** Si solleva la gengiva quanto basta per vedere la radice, si rimuove tartaro e tessuto infiammato sotto controllo visivo, si riposiziona il lembo e si sutura. È l'intervento più conservativo: non si tolgono tessuti, si guarda dove prima si lavorava alla cieca.
- **Chirurgia parodontale resettiva, per quadrante.** Quando la perdita di osso è più uniforme, l'obiettivo è ridurre la profondità della tasca rimodellando il profilo osseo e riposizionando la gengiva più in basso, così che spazzolino e scovolino arrivino davvero al fondo.
- **Chirurgia parodontale rigenerativa, per elemento.** Nei crateri ossei contenuti, attorno a un singolo dente, si cerca di far riformare tessuto di supporto usando materiali che il medico scelge in base al difetto. Si paga a elemento perché si lavora su un dente per volta.
Spesso il piano è misto: un quadrante trattato a cielo aperto, un molare in fondo all'arcata affrontato con la rigenerativa, un settore che invece si tiene sotto controllo senza chirurgia. Fra i pazienti che vengono a Ghezzano da Pisa e da Cascina è la situazione più comune.
Quando l'osso attorno al dente si può rigenerare e quando si deve solo rimodellare?
**La rigenerazione ha senso quando il difetto osseo è profondo e circondato da pareti che facciano da contenitore; non funziona nello stesso modo dove l'osso si è abbassato uniformemente.** In parole semplici: se il cratere è stretto e con due o tre pareti, il tessuto ha una forma dentro cui riformarsi. Se l'osso è calato in orizzontale su tutta l'arcata, non c'è un contenitore: lì l'obiettivo diventa un altro, cioè rendere la tasca pulibile.
Contano anche altri fattori: la vitalità e la stabilità del dente, la quantità di gengiva rimasta, la posizione nel cavo orale, il fumo, il controllo del diabete e, prima di tutto, l'igiene domiciliare. Un difetto perfetto per la rigenerativa in una bocca che non viene pulita non è un difetto adatto alla rigenerativa.
Nessun intervento riporta l'osso a come era vent'anni prima: l'obiettivo realistico è recuperare parte del supporto, ridurre la profondità della tasca e fermare la progressione. Quanto si può recuperare su un dente preciso va valutato in visita, radiografie in mano.
Come si svolge la seduta di chirurgia parodontale e che cosa succede nei giorni dopo?
**Si lavora in anestesia locale, un settore per volta, e la gengiva viene richiusa con punti di sutura alla fine della seduta.** Il numero di sedute dipende da quanti quadranti sono coinvolti e si programma prima, in modo che il paziente sappia come si distribuiscono nel calendario.
Nei giorni successivi è normale un po' di gonfiore e di fastidio, variabile da persona a persona, e una certa sensibilità dei denti trattati al freddo. Antibiotici o antinfiammatori, se servono, li prescrive il medico dopo la visita. Si mangia morbido e tiepido, si evita di spazzolare la zona operata nei primi giorni seguendo le indicazioni ricevute, e si torna in studio per il controllo e la rimozione dei punti.
Una cosa va detta chiaramente perché sorprende molti pazienti: dopo la chirurgia parodontale la gengiva si assesta più in basso e i denti possono sembrare più lunghi, con più radice esposta. Non è un peggioramento, è la conseguenza di aver eliminato una tasca che prima era gonfia. È meglio saperlo prima che scoprirlo allo specchio.
Perché a Pisa la malattia parodontale arriva in studio quando i denti si muovono già?
**Perché la parodontite, per anni, non fa male.** Dà sanguinamento quando si spazzola, alito pesante, qualche gengiva che si ritira, a volte un dente che sembra meno saldo mordendo il pane: segni che si spiegano con lo spazzolino troppo duro o con la stanchezza, e si rimandano. Quando il dolore arriva, spesso siamo già a un ascesso o a una mobilità evidente.
Nello studio di Ghezzano vediamo due profili ricorrenti fra chi viene da Pisa e dintorni. Il primo: adulti fra i quaranta e i sessant'anni, fumatori, che non hanno fatto igiene professionale per anni e arrivano con tasche profonde diffuse e qualche dente già compromesso. Il secondo: persone attente, che si lavano i denti bene, ma con una forma di malattia veloce su pochi denti e un familiare che «ha perso i denti presto».
Arrivano dal centro di Pisa, da Cisanello, da Riglione, da Ospedaletto e da Marina di Pisa, e anche da San Giuliano Terme, Vecchiano, Vicopisano, Calci e Fornacette: lo studio è in Via Giosuè Carducci 51, raggiungibile dal centro di Pisa e dalla FI-PI-LI.
Che cosa serve dopo, perché il risultato della chirurgia parodontale non si perda?
**Il mantenimento non è un accessorio dell'intervento: è la parte che decide se il risultato regge nel tempo.** Una tasca ridotta a tre millimetri resta a tre millimetri solo se viene pulita ogni giorno a casa e controllata a intervalli regolari in studio.
Il programma di controlli si personalizza in visita: la frequenza dipende dallo stadio della malattia, dalla velocità con cui si è mossa, dal fumo, dal controllo del diabete e da quanto la pulizia domiciliare risulta efficace nei richiami. A ogni controllo si risonda, si confrontano i millimetri con la cartella precedente e si vede se qualche sito sta ricominciando a sanguinare.
È anche il momento di sistemare le cose che lavorano contro: uno spazzolino usato male, scovolini della misura sbagliata, un morso che carica troppo un dente indebolito. Il percorso della chirurgia parodontale a Pisa, nella nostra esperienza, funziona nei pazienti che tornano ai controlli, non in quelli che spariscono dopo la rimozione dei punti.
Quando la chirurgia parodontale non è la strada giusta e cosa si fa invece?
**La soluzione meno invasiva viene sempre prima, e ci sono situazioni in cui l'intervento si rimanda o non si fa affatto.** Dirlo è parte della visita.
- **Igiene domiciliare non ancora sotto controllo.** Se placca e sanguinamento sono ancora diffusi, si lavora su istruzione, strumentazione e richiami: aprire un lembo in quelle condizioni espone a un risultato che non dura.
- **Tasche che si sono chiuse da sole.** Dopo la fase non chirurgica molti siti rientrano. In quel caso si passa direttamente al mantenimento, senza chirurgia.
- **Denti con supporto perso quasi del tutto.** Un dente molto mobile, con osso residuo minimo, in molti casi non si recupera con un intervento: si valuta l'estrazione e come sostituirlo, decidendo insieme.
- **Condizioni generali da compensare.** Diabete scompensato, terapie in corso che riguardano la coagulazione o l'osso, gravidanza, fumo intenso: sono situazioni che richiedono di rinviare, coordinarsi con il medico curante o rivedere l'obiettivo.
Quando la chirurgia non è indicata non significa non fare nulla: significa fare terapia parodontale non chirurgica, richiami più ravvicinati, controllo dei fattori di rischio, e rivalutare fra qualche mese con i numeri alla mano.
Chi segue la chirurgia parodontale nello studio di Ghezzano, a Pisa, e come si arriva al preventivo?
**La parodontologia, nello studio di Pisa, è seguita dal Dott. Cristiano Spallanzani, che esegue la visita, compila la cartella parodontale e propone il piano di cura.** L'intervento non si programma prima di aver visto la risposta della gengiva alla fase iniziale.
Il percorso è sempre lo stesso: visita con sondaggio completo, lettura delle radiografie, fase non chirurgica e rivalutazione a distanza; solo a quel punto si decide se e dove serve la chirurgia, e con quale tecnica fra curettage a cielo aperto, resettiva e rigenerativa. Su questa pagina non trovi cifre: il costo dipende da quanti quadranti e quanti elementi vengono trattati, e ti viene consegnato in un preventivo scritto dopo la visita, prima di qualsiasi intervento.
Lo studio è in Via Giosuè Carducci 51, a Ghezzano (San Giuliano Terme), comodo dal centro di Pisa e dalla zona di Cisanello; si telefona allo 050 9910086 o si scrive su WhatsApp al 351 8207758, dal lunedì al venerdì dalle 9:00 alle 19:00. Parlarci non ti impegna a iniziare una cura: il primo passo per la chirurgia parodontale a Pisa è una visita in cui si misura la situazione dente per dente.
Come si collega agli altri percorsi dello studio di Pisa
Questa pagina è una tappa del percorso «Parodontologo a Pisa» dello studio di Pisa. Qui trovi la pagina madre e le pagine sorelle, per capire dove si colloca la cura che stai valutando.
- Il percorso madre: Parodontologo a Pisa
- Curettage gengivale a Pisa
- Recessione gengivale a Pisa
- Denti che si muovono a Pisa
- Tutte le aree cliniche dello studio di Pisa
Cosa dicono i pazienti di Pisa
“ La bravura del dottor Palla é imparagonabile. L'ho conosciuto un paio di anni fa, per mia grande fortuna. Per errore di un dentista di un altro ambulatorio ero in una situazione difficile da mesi, ho girato 6 - 7 ambulatori, anche quelli più rinomati di Pisa e dintorni, nessun dottore era disposto ad aiutarmi, hanno detto che non é possibile... Dr. Palla invece ha detto, facciamolo, e il lavoro é venuto benissimo. Non ho sentito nulla, durante il lavoro, e quando il dottore dopo un oretta di lavoro ha detto "va bene per oggi abbiamo finito",non volevo alzarmi dalla poltrona! Gliel'ho chiesto, se possiamo fare ancora qualcos'altro, dall'altra parte della bocca, l'altro dente, e lui mi ha accontentato. Ringrazio a Edoardo e a tutto lo staff per la gentilezza. Ambulatorio nuovo, molto bello, bravo Antonio che esegue le pulizie denti, la Silvia, le segretarie ed assistenti. ”
“ Studio dentistico di alto livello. La gentilezza e soprattutto la competenza professionale del dott. Palla fanno la differenza. Detto da uno che gira per studi dentistici da 50 anni. Lo consiglio vivamente soprattutto a quelle persone che hanno bisogno di interventi di implantologia complessi. Il dott. Palla è un ottimo chirurgo e molto attento a non provocare dolore al paziente. Andate tranquilli! ”
“ Ho fatto tre impianti dentali presso questo studio dentistico dove ho trovato grande competenza, onestà, gentilezza e disponibilità. Nonostante la mia situazione non fosse delle più facili è andato tutto a buon fine e sono veramente molto soddisfatta. Lo consiglio vivamente ”
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Come si può pagare
Al termine della prima visita ricevi un preventivo scritto, con il dettaglio di ogni fase. Per i percorsi più impegnativi lo studio di Pisa consente di concordare pagamenti dilazionati nel tempo: se ne parla apertamente prima di iniziare, così la decisione la prendi conoscendo tempi e importi.
Le spese odontoiatriche sono detraibili nella dichiarazione dei redditi secondo la normativa vigente.
Domande frequenti
Quanto dura un intervento di chirurgia parodontale?
Dipende dall'estensione: si lavora normalmente su un quadrante per seduta, oppure su un singolo dente quando l'obiettivo è rigenerare un difetto osseo. La durata reale della seduta e il numero di sedute necessarie vengono stabiliti in visita, dopo il sondaggio completo e la lettura delle radiografie, e ti vengono comunicati prima di iniziare.
La chirurgia parodontale fa male?
L'intervento si esegue in anestesia locale. Nei giorni successivi possono comparire gonfiore, fastidio e sensibilità al freddo dei denti trattati, con intensità che varia molto da persona a persona e in base all'estensione della zona operata. Le indicazioni per il dopo vengono spiegate e consegnate, e il controllo post-operatorio serve proprio a verificare come sta andando.
Che differenza c'è fra levigatura radicolare e curettage a cielo aperto?
Nella levigatura radicolare si pulisce sotto la gengiva senza aprirla, lavorando in gran parte al tatto. Nel curettage a cielo aperto si solleva un piccolo lembo di gengiva per vedere la radice e rimuovere tartaro e tessuto infiammato sotto controllo visivo, richiudendo poi con punti di sutura. Si passa al secondo quando il primo non ha chiuso la tasca.
Quanto costa la chirurgia parodontale a Pisa?
Su questa pagina non pubblichiamo cifre, perché il costo cambia con il numero di quadranti e di denti coinvolti e con il tipo di intervento scelto. Dopo la visita con cartella parodontale ricevi un preventivo scritto, voce per voce, da leggere con calma a casa prima di decidere se iniziare.
L'osso perso attorno al dente si può ricostruire?
In parte e in condizioni precise. La chirurgia rigenerativa ha senso nei difetti ossei profondi e contenuti fra due o tre pareti, attorno a un singolo dente. Dove l'osso si è abbassato in modo uniforme su tutta l'arcata l'obiettivo diventa un altro: ridurre la profondità della tasca perché diventi pulibile. Va valutato caso per caso in visita.
Dopo la chirurgia parodontale i denti si muovono di più?
Nei primi giorni un dente trattato può sembrare più mobile, perché i tessuti attorno sono stati manipolati e sono infiammati. Con la guarigione la situazione in molti casi si stabilizza. Quanto ci si può aspettare su un dente preciso dipende da quanto supporto osseo era rimasto prima dell'intervento e si discute in fase di piano di cura.
Le gengive si ritirano dopo l'intervento?
Sì, è un effetto atteso e va spiegato prima: eliminando una tasca profonda e infiammata la gengiva si assesta più in basso, così che i denti possano sembrare più lunghi e possa comparire sensibilità. Non è un peggioramento della malattia, è la conseguenza di aver reso quel punto pulibile con spazzolino e scovolino.
Cosa posso mangiare nei giorni dopo la chirurgia parodontale?
Nei primi giorni si preferiscono cibi morbidi e tiepidi, evitando alimenti duri, croccanti o molto caldi e masticando dal lato non operato. Le indicazioni precise, compresa la gestione dell'igiene nella zona con i punti, vengono consegnate al termine della seduta e riviste al controllo post-operatorio.
Il fumo influisce sul risultato della chirurgia parodontale?
Il fumo è uno dei principali fattori di rischio della malattia parodontale e pesa sulla guarigione dei tessuti dopo l'intervento. Per questo, prima di programmare una chirurgia, se ne parla apertamente: ridurre o smettere cambia le prospettive del trattamento, e in alcuni casi è la ragione per cui si preferisce rinviare e rivalutare.
Ogni quanto servono i controlli dopo la chirurgia parodontale a Pisa?
La frequenza si stabilisce in visita, perché dipende dallo stadio della malattia, dalla velocità con cui si è mossa, dal fumo, dal controllo del diabete e dall'efficacia della pulizia a casa. A ogni richiamo si risonda e si confrontano i millimetri con la cartella precedente, per vedere subito se un sito sta ricominciando a sanguinare.
Si può fare la chirurgia parodontale se ho il diabete?
Il diabete non esclude il trattamento, ma il suo compenso conta molto: una glicemia controllata è una condizione che si valuta prima di programmare l'intervento, eventualmente coordinandosi con il medico curante. È una delle informazioni che chiediamo in anamnesi, insieme alle terapie in corso, proprio per decidere tempi e tipo di intervento.
Da quali zone e comuni arrivano i pazienti allo studio di Pisa?
Lo studio è in Via Giosuè Carducci 51, a Ghezzano (San Giuliano Terme), raggiungibile dal centro di Pisa e dalla FI-PI-LI. Vengono pazienti dalla zona di Cisanello, da Porta a Mare, Putignano, Riglione, Ospedaletto e Marina di Pisa, oltre che da Cascina, San Giuliano Terme, Vecchiano, Vicopisano, Calci e Fornacette.
Devo aver già fatto la pulizia profonda prima di chiedere una visita?
No. Puoi chiedere una visita anche come primo passo: si compila la cartella parodontale, si leggono le radiografie e si stabilisce da dove partire. Se la fase non chirurgica non è stata fatta o è incompleta, si comincia da lì e la chirurgia si valuta dopo, sui soli siti che non si sono chiusi.
Come si prenota una visita per la chirurgia parodontale a Pisa?
Si telefona allo 050 9910086 oppure si scrive su WhatsApp al 351 8207758, dal lunedì al venerdì dalle 9:00 alle 19:00; in alternativa si lascia nome e numero nel modulo della pagina e ti richiamiamo. Parlarci non ti impegna a iniziare una cura: si parte da una valutazione della situazione.
Una tasca che continua a sanguinare non aspetta la prossima igiene.
Con una cartella parodontale completa e le radiografie sul tavolo, il Dott. Cristiano Spallanzani ti dice se i tuoi siti profondi si possono ancora gestire senza aprire, quale intervento sarebbe indicato dove e con che obiettivo, e ti consegna un preventivo scritto prima di qualsiasi decisione. Il primo passo è una visita: telefona allo 050 9910086 o scrivi su WhatsApp al 351 8207758, lun-ven 9:00-19:00.
Prenota la visita parodontale oppure chiama lo 050-9910086: rispondiamo negli orari di apertura e ti diciamo subito le prime date disponibili.
Parlarci non
ti impegna.
- 1Visita con cartella parodontale: millimetri dente per dente e lettura delle radiografie
- 2Fase non chirurgica e rivalutazione dei siti che non si sono chiusi
- 3Intervento sul quadrante o sull'elemento, controlli e mantenimento programmato
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