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Aggiornato il 3 ottobre 2026
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Articolo: Igiene & Prevenzione
- Come è fatta la scala dei colori dentali?
- Come si leggono le sigle A1, A2, B1 e C3?
- Che colore hanno i denti naturali sulla scala?
- Come si misura il colore dei denti in studio?
- Di quanti toni si schiariscono i denti con lo sbiancamento?
- Che tonalità scegliere per faccette, corone e otturazioni?
- Perché il colore sembra diverso con la luce artificiale?
- Quando NON conviene puntare al tono più bianco della scala?
- Come si collega ai percorsi degli studi Adamanti
- Cosa dicono i pazienti degli studi Adamanti
- Domande frequenti
In sintesi
Come funziona la scala colori denti: gruppi A, B, C, D, lettura dei numeri e come si scegliere una tonalità realistica per sbiancamento e faccette. In questa pagina: come è fatta la scala dei colori dentali; come si leggono le sigle a1, a2, b1 e c3; che colore hanno i denti naturali sulla scala; come si misura il colore dei denti in studio. Se il problema è tuo, lo studio Adamanti più vicino a te ti riceve dal lunedì al venerdì: scegli la sede e lascia il numero e ti richiamiamo per la visita.
La scala colori denti è il campionario che uso per tradurre in un codice la tonalità di un dente: una lettera per la tinta (A, B, C, D) e un numero per quanto quella tinta è carica. Serve a registrare il punto di partenza, a misurare il cambiamento dopo uno sbiancamento e a far combaciare una corona o un'otturazione con i denti vicini.
Come è fatta la scala dei colori dentali?
È un gruppo di campioni in ceramica o resina, ordinati per tinta e per intensità, che si affiancano al dente per trovare la corrispondenza più vicina. La versione storica, ancora la più diffusa negli studi italiani, raggruppa i campioni in quattro famiglie.
- Gruppo A. Tinte bruno-rossastre: sono le più frequenti nei denti naturali degli adulti.
- Gruppo B. Tinte giallo-rossastre, in genere percepite come più luminose.
- Gruppo C. Tinte grigiastre, tipiche di smalti sottili o di denti che hanno subito traumi.
- Gruppo D. Tinte bruno-grigiastre, intermedie fra A e C.
Esistono poi scale più recenti ordinate prima per luminosità e poi per tinta e saturazione: hanno 29 campioni e permettono una lettura più fine quando si lavora su un singolo dente anteriore.
Come si leggono le sigle A1, A2, B1 e C3?
La lettera indica la famiglia di tinta, il numero indica quanto quel colore è concentrato: A1 è più chiaro di A2, che è più chiaro di A3 e A4. Nella scala classica il campione più luminoso è B1 e il più scuro C4.
Nella pratica l'ordine dal più chiaro al più scuro non segue l'alfabeto: B1 viene prima di A1, poi arrivano B2, A2, C1 e così via. Per questo in cartella scrivo sempre il codice e non un aggettivo come «giallognolo».
Scala colori denti
Dal 1997 in Toscana
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Che colore hanno i denti naturali sulla scala?
La maggior parte degli adulti si colloca fra A2 e A3,5, cioè nella fascia centrale della scala, non agli estremi. Un dente naturale non è un colore piatto: il colletto è più saturo, il terzo medio porta la tinta di base e il bordo incisale è più traslucido e grigio-bluastro.
Con gli anni la dentina si ispessisce e lo smalto si assottiglia: il dente scivola verso tonalità più sature. È un processo fisiologico, non una malattia, e ne ho parlato più a fondo in il colore naturale dei denti: perché varia e cosa significa bianco.
Come si misura il colore dei denti in studio?
Si rileva all'inizio dell'appuntamento, su denti puliti e idratati, con luce neutra e il campione appoggiato a contatto del dente. Alcune regole pratiche cambiano il risultato più di quanto si pensi.
- Il tempo. Lo sguardo si affatica in pochi secondi: ogni confronto dura 5 secondi, poi si riposa l'occhio su una superficie neutra.
- L'idratazione. Dopo 15 minuti a bocca aperta lo smalto si disidrata e schiarisce artificialmente, falsando la lettura.
- La pulizia. Depositi e pigmenti alterano la percezione: una revisione firmata da Seerangaiyan e colleghi su J Breath Res nel 2018 ricorda quanto i tessuti orali trattengano pigmenti alimentari e batterici.
- Il supporto digitale. Uno spettrofotometro o una foto calibrata danno un dato ripetibile, da confrontare a distanza di mesi.
Di quanti toni si schiariscono i denti con lo sbiancamento?
In molti casi il recupero è di 2-4 toni della scala, a volte di più, ma dipende dalla tinta di partenza e dalla causa della discromia. Le tonalità del gruppo A rispondono in genere meglio di quelle grigiastre del gruppo C.
Il colore raggiunto non è stabile per sempre: tende a riassestarsi nei 12-24 mesi successivi, più rapidamente in chi fuma o consuma molto caffè, tè e vino rosso. I trattamenti estetici e conservativi disponibili negli studi Adamanti sono descritti nella pagina trattamenti.
Che tonalità scegliere per faccette, corone e otturazioni?
Si scelgono prima dello sbiancamento mai, e dopo sempre: il manufatto non cambia colore nel tempo, il dente naturale sì. Per questo l'ordine corretto è igiene, eventuale sbiancamento, attesa di 2 settimane e solo allora rilevazione del colore definitivo del manufatto.
Per un singolo dente ricostruito l'obiettivo non è il bianco, ma la continuità con i vicini: tinta, saturazione, traslucenza del bordo e piccole caratterizzazioni. Sulle otturazioni in composito lo spiego nel dettaglio in come si scelgono il colore nelle otturazioni estetiche.
Perché il colore sembra diverso con la luce artificiale?
Perché ogni fonte luminosa ha una temperatura di colore diversa e la ceramica reagisce in modo proprio a ciascuna. Il riferimento clinico è una luce neutra, intorno ai 5.500 K, simile a quella di una giornata leggermente velata.
Un manufatto scelto sotto una lampada calda può sembrare più grigio in ufficio o nelle foto con il flash. Per questo faccio verificare il colore in due condizioni, anche vicino a una finestra, prima della cementazione.
Quando NON conviene puntare al tono più bianco della scala?
Quando il tono scelto non è compatibile con l'incarnato, con l'età e con i denti che restano naturali: un B1 su un'arcata che resta A3 si nota più di una discromia. La via meno invasiva viene prima: in molti casi una seduta di igiene professionale rimuove pigmenti estrinseci e restituisce 1-2 toni senza toccare lo smalto.
Non è il momento di scegliere un colore quando ci sono carie attive, gengive infiammate o sanguinanti, o protesi incongrue da rivalutare: su questo punto una casistica pubblicata su Gerodontology nel 2010 da Jainkittivong e Aneksuk ha documentato quanto siano frequenti le lesioni della mucosa nei portatori di protesi. Anche una bocca con alterazioni del gusto o sintomi persistenti va valutata prima, come racconto in bocca amara: cause dentali e sistemiche.
Il primo passo è una visita in cui l'odontoiatra rileva il colore attuale, individua la causa della discromia e spiega quali toni sono realistici nel tuo caso: chi scrive riceve in uno degli studi Adamanti in Toscana, e l'elenco delle sedi è nella pagina sedi, mentre il mio percorso è descritto in la mia pagina.
Una valutazione si può fissare su https://prenota.adamanti.it/: il piano di cura e il preventivo scritto arrivano dopo la visita, non prima.
Come si collega ai percorsi degli studi Adamanti
Questa pagina è una tappa autonoma del percorso dello studio di Adamanti. Qui sotto i percorsi che le stanno vicino.
Cosa dicono i pazienti degli studi Adamanti
“ Ci sono stata per la prima volta e mi sono trovata bene fin da subito: molto accoglienti e gentili, personale medico competente e alla mano, studio ben curato e pulito. Rapidi anche nel servizio: tutto positivo. ” — Lucca
“ Studio pulito e organizzato. Tutti bravissimi a partire dagli assistenti ai dottori. Menzione d’onore al dottor Pinochi che l’ho conosciuto prima in palestra e poi per passaparola; tutti ne hanno parlato sempre benissimo e non posso che unirmi anche io alle svariate persone che ne parlano bene! É stato veramente delicato in tutte le fasi. Non posso che consigliarvi questo studio! Consigliatissimi ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ ” — Montecatini Terme
“ Avevo tanta paura del dentista ma con il dottor Palla e i suoi collaboratori mi sono trovata davvero bene ! Personale gentile e preparato , lo consiglio a tutti !! ” — Castelfranco di Sotto
Leggi le 1.015 recensioni Google dei 6 studi Adamanti.
Domande frequenti
Qual è il colore più bianco nella scala colori denti?
Nella scala classica il campione più luminoso è B1, seguito da A1. Nelle scale ordinate per luminosità esistono campioni ancora più chiari, usati soprattutto dopo sbiancamenti professionali. Resta una scelta da valutare caso per caso, perché un tono molto chiaro può risultare poco naturale.
Che cosa significa A2 sul referto del dentista?
Significa che il dente appartiene alla famiglia di tinta bruno-rossastra (A) con una saturazione bassa (2). È uno dei colori più comuni negli adulti giovani. Il codice serve al laboratorio per riprodurre quella tonalità in un manufatto.
Il colore B1 è troppo bianco per un risultato naturale?
Non sempre, ma va verificato in bocca e con la luce naturale. Su una persona giovane, con denti luminosi e smalto spesso, può essere coerente; su un'arcata di base A3 rischia di creare uno stacco visibile. La valutazione si fa in studio, con il campione appoggiato al dente.
La scala colori è uguale in tutti gli studi dentistici?
I campionari più diffusi sono standardizzati, quindi A2 significa la stessa cosa in studi diversi. Cambiano però la scala adottata, l'illuminazione e l'occhio di chi misura. Per questo nel referto indico scala usata e codice.
Si può misurare il colore con una foto del cellulare?
Una foto aiuta a comunicare, ma non sostituisce la rilevazione: bilanciamento del bianco, flash e filtri alterano la tinta. In studio si usa il campione fisico, eventualmente insieme a una foto calibrata con il riferimento accanto al dente. La decisione resta clinica.
Il colore dei denti peggiora con l'età?
Tende a spostarsi verso tonalità più sature, perché lo smalto si assottiglia e la dentina sottostante si ispessisce. Non è una malattia, ma un cambiamento fisiologico. Igiene regolare e controllo dei pigmenti ne rallentano la percezione.
Quanti toni si recuperano solo con la pulizia dei denti?
Quando la causa è pigmentazione esterna da caffè, tè, fumo o vino, una seduta di igiene professionale può restituire 1-2 toni, perché rimuove il deposito e non modifica lo smalto. Se la discromia è interna, invece, serve un approccio diverso. La distinzione si fa in visita.
La scala colori vale anche per corone e impianti?
Sì: la corona su impianto si costruisce sullo stesso codice colore usato per i denti naturali. Cambia la gestione della gengiva e della zona del colletto, che su impianto può apparire più grigia. Per questo si valutano anche traslucenza e spessore dei tessuti.
Perché il mio dente ricostruito sembra diverso con certe luci?
Perché materiali differenti riflettono la luce in modo differente: lo stesso codice colore può apparire coerente alla luce del giorno e spento sotto una lampada calda. È un fenomeno noto e si riduce scegliendo il colore in più condizioni di luce. Nei casi complessi si fa una prova prima della cementazione definitiva del manufatto.
Come si abbina il colore di un solo dente anteriore?
Si rilevano separatamente colletto, corpo e bordo incisale del dente vicino, perché la tonalità non è uniforme. Spesso serve una prova in bocca del manufatto prima della cementazione. È la situazione in cui il confronto diretto con il laboratorio aiuta di più.
Quanto tempo aspettare fra sbiancamento e scelta del colore della faccetta?
In genere si attendono almeno 2 settimane, il tempo perché il colore si stabilizzi e lo smalto si reidrati. Scegliere subito dopo lo sbiancamento porta a manufatti troppo chiari, che poi stonano. I tempi esatti li indica l'odontoiatra in base al protocollo usato.
Dove posso far valutare il colore dei miei denti in Toscana?
Negli studi Adamanti la rilevazione del colore fa parte della visita estetica e conservativa. Un approfondimento dedicato è nella pagina il colore dei denti giusto per te, a Montecatini. L'elenco completo delle sedi è nella pagina sedi.
Il primo passo è una seduta di igiene con controllo.
Un controllo periodico costa meno di qualsiasi cura: lo studio Adamanti più vicino a te ti dice la frequenza giusta per te, non quella standard.
Prenota una visita di controllo: scegli la sede e lasciaci il numero, ti richiama la segreteria dello studio (lun-ven 9-19).
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- 2Controllo di denti e gengive
- 3Richiami calibrati sul tuo rischio
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