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Aggiornato il 5 ottobre 2026
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Servizio: Panoramica dentale
- Che cos'è la panoramica dentale e cosa si vede?
- Quando serve la panoramica e quando non è necessaria?
- Come si fa una panoramica e quanto dura l'esame?
- Quanta radiazione comporta una panoramica dentale?
- Panoramica, radiografia endorale o esame 3D: che differenza c'è?
- Si può fare la panoramica in gravidanza o ai bambini?
- Da cosa dipende il costo di una panoramica dentale?
- Come si usa la panoramica dentale negli Studi Dentistici Adamanti?
- Panoramica dentale in Toscana: in quale sede degli Studi Dentistici Adamanti?
- Come si collega ai percorsi degli studi Adamanti
- Cosa dicono i pazienti degli studi Adamanti
- Come si può pagare
- Domande frequenti
In sintesi
In questa pagina trovi cos'è la panoramica dentale e che cosa si legge in quell'immagine, quando serve e quando è più utile un altro esame, come si svolge passo per passo e quanto dura, quanta radiazione comporta secondo i documenti europei di radioprotezione, le differenze fra panoramica, radiografia endorale ed esame tridimensionale, le cautele in gravidanza e nei bambini, da cosa dipende il costo e con quale criterio l'esame viene letto negli Studi Dentistici Adamanti, con la Dott.ssa Irene Bottacci.
Che cos'è la panoramica dentale e cosa si vede?
La panoramica dentale è una radiografia che raccoglie in una sola immagine entrambe le arcate, le ossa mascellari e diverse strutture vicine: il nome tecnico è ortopantomografia, abbreviato in OPT, e nel linguaggio di tutti i giorni si dice radiografia panoramica, RX panoramica o semplicemente panoramica dei denti.
L'apparecchio ruota attorno alla testa e ricostruisce una striscia curva che segue la forma delle arcate. Il risultato è una veduta d'insieme: non la fotografia di dettaglio di un singolo dente, ma la mappa di quello che c'è, compreso ciò che il paziente non può vedere allo specchio. È per questo che viene chiesta quando la domanda clinica riguarda un'area ampia e non un punto solo.
In un'immagine di questo tipo si leggono soprattutto quattro famiglie di informazioni.
- Denti e radici. Quanti denti sono presenti, come sono orientati, se ci sono denti inclusi (i denti del giudizio, ma anche canini che non sono scesi), radici residue sotto la gengiva, denti mancanti dalla nascita.
- Osso di supporto. Il livello dell'osso intorno ai denti, che interessa quando si sospetta una malattia delle gengive, e l'osso presente nelle zone dove un dente manca da tempo.
- Aree da approfondire. Zone di radiotrasparenza che possono corrispondere a granulomi, cisti o processi infiammatori cronici e che vanno studiate con esami più precisi.
- Strutture vicine. Seni mascellari, canale mandibolare, articolazioni temporo-mandibolari, e i lavori già presenti come otturazioni, perni, corone (le capsule) e impianti.
L'immagine ha però un limite preciso, ed è onesto conoscerlo prima: è una proiezione bidimensionale di volumi curvi, quindi contiene sovrapposizioni, ingrandimenti e distorsioni che variano da zona a zona. Un dente può sembrare vicino a una struttura da cui in realtà è distante. Per questo, nel metodo clinico degli Studi Dentistici Adamanti, un'immagine di insieme non viene mai letta da sola, ma insieme all'esame della bocca e, quando serve il dettaglio, ad altre proiezioni.
Quando serve la panoramica e quando non è necessaria?
Questo esame serve quando la domanda clinica riguarda tutta la bocca o un'area ampia che la visita da sola non riesce a chiarire; non è indicato, invece, come esame di routine da ripetere a ogni controllo o da eseguire prima di aver guardato la bocca.
Le linee guida europee di radioprotezione in odontoiatria (Commissione europea, Radiation Protection 136) e le raccomandazioni statunitensi sulla selezione dei pazienti per gli esami radiografici dentali, pubblicate dall'American Dental Association con la Food and Drug Administration, concordano su un punto: nessuna radiografia va prescritta per abitudine, ogni esame deve rispondere a un quesito capace di cambiare la condotta clinica. Prima viene la visita, poi l'immagine.
Le situazioni in cui l'indicazione è frequente. Valutazione dei denti del giudizio e di denti inclusi; studio prima di un'estrazione complessa; impostazione di un percorso ortodontico; pianificazione iniziale di un lavoro protesico o implantare che coinvolge più denti; dolore diffuso che il paziente non riesce a localizzare; traumi; controllo nel tempo di una lesione già conosciuta; prima visita in cui manca qualunque documentazione radiografica recente.
Quando non è la scelta giusta. Se il sospetto è una carie fra due denti vicini, questa immagine è poco adatta: lì è più leggibile una radiografia endorale. Se esiste già un esame recente e la situazione non è cambiata, può essere più sensato riusare quello invece di ripeterlo. Se il problema è una gengiva infiammata in un punto solo, spesso bastano la visita e un'endorale mirata. E se l'esito non modificherebbe in alcun modo la decisione terapeutica, l'esame non ha ragione di essere eseguito.
Il criterio che gli Studi Dentistici Adamanti applicano è sempre questo: un esame radiologico si giustifica quando il risultato può cambiare il piano di cura, non per riempire una cartella.
Panoramica dentale: parliamone in visita
Dal 1997 in Toscana
Hai un dolore che non riesci a localizzare, un dente del giudizio che preme, un controllo rimandato da anni o un'immagine fatta altrove da far leggere: raccontaci la situazione e scegli la sede più comoda fra le sei in Toscana.
Come si fa una panoramica e quanto dura l'esame?
L'esame si esegue in piedi oppure seduti davanti a un apparecchio che ruota attorno alla testa: l'acquisizione vera e propria dura pochi secondi, mentre tutta la procedura, posizionamento compreso, si misura in pochi minuti.
Non ci sono aghi, non si inietta nulla e non si entra in alcun tunnel chiuso: chi ha trovato faticosi gli esami negli spazi ristretti di solito tollera meglio questa situazione. Il passaggio che richiede collaborazione è uno solo: restare fermi mentre il braccio compie il giro.
La sequenza è sempre questa.
- Prima. Si togliono gli oggetti metallici dalla testa e dal collo: orecchini, piercing, collane, forcine, occhiali e, se presenti, apparecchi mobili o protesi rimovibili. Il metallo crea aloni che coprono le strutture da leggere.
- Posizionamento. Si morde un supporto che tiene le arcate nella posizione corretta, il mento appoggia su un piano, labbra chiuse e lingua spinta sul palato; l'operatore allinea la testa con riferimenti luminosi e applica le protezioni previste.
- Acquisizione. Si respira normalmente e si resta immobili per la durata del giro. Un movimento, anche piccolo, produce un'immagine mossa che va ripetuta: è il motivo per cui l'operatore insiste tanto su questo punto.
- Dopo. Si riprende subito la normale attività, senza limitazioni, e l'immagine è disponibile per la lettura.
Chi fa fatica a stare in piedi a lungo, chi ha problemi di equilibrio o chi utilizza una carrozzina è utile che lo dica prima: la posizione può essere adattata. Lo stesso vale per un riflesso faringeo marcato, per il mal di schiena o per una limitazione nell'apertura della bocca. Sono informazioni che negli Studi Dentistici Adamanti vengono raccolte durante la visita, proprio per evitare ripetizioni inutili.
Quanta radiazione comporta una panoramica dentale?
Una panoramica dentale comporta una dose di radiazioni molto contenuta rispetto alla maggior parte degli esami radiologici: nei documenti europei di radioprotezione in odontoiatria la dose efficace di un'ortopantomografia è indicata nell'ordine di alcune decine di microsievert, con variazioni che dipendono dall'apparecchio, dal programma scelto e dall'ampiezza del campo esaminato.
Per dare una scala di confronto: secondo le valutazioni dell'UNSCEAR, il comitato scientifico delle Nazioni Unite sugli effetti delle radiazioni, l'esposizione media di una persona alla radioattività naturale di fondo è di circa 2,4 millisievert all'anno, cioè migliaia di microsievert, che arrivano da terreno, materiali da costruzione, raggi cosmici e alimenti. Un esame panoramico rappresenta una frazione piccola di quella quantità.
Questo non significa che la dose sia zero, e la normativa italiana è chiara su come va trattata. Il decreto legislativo 101 del 2020, che recepisce la direttiva europea 2013/59/Euratom, fonda l'uso delle radiazioni in medicina su due principi: la giustificazione, cioè ogni esame deve avere un beneficio atteso superiore al rischio, e l'ottimizzazione, cioè la dose deve essere la più bassa compatibile con un'immagine diagnostica. In pratica: nessuna radiografia tanto per fare, e per ogni radiografia il programma più contenuto che risponda alla domanda.
Va considerato anche il rovescio della medaglia. Rinunciare a un'immagine indicata può significare non riconoscere un'infezione cronica, una cisti silenziosa o un dente incluso che spinge su una radice vicina, con conseguenze ben più pesanti dell'esposizione evitata. È il ragionamento che negli Studi Dentistici Adamanti viene spiegato al paziente prima di qualunque esame: perché quell'immagine, cosa si cerca, cosa cambia nel piano se si trova.
Panoramica, radiografia endorale o esame 3D: che differenza c'è?
La differenza sta nel tipo di domanda a cui rispondono: l'immagine panoramica restituisce l'insieme, la radiografia endorale il dettaglio di pochi denti, l'esame tridimensionale il volume e i rapporti nello spazio. Non sono in concorrenza fra loro e non si sostituiscono a vicenda.
- Endorale. Una piccola lastra o un sensore posizionato dentro la bocca, che riprende due o tre denti con grande definizione. È l'esame più adatto per le carie fra i denti, per lo stato di un dente già devitalizzato, per un ascesso localizzato e per i controlli durante una cura canalare.
- Panoramica (OPT). La veduta d'insieme di arcate, ossa mascellari, seni mascellari e articolazioni. È spesso il punto di partenza quando il problema non è circoscritto, quando si devono contare e orientare i denti, quando si imposta un percorso ortodontico o si valuta un quadro complessivo.
- Esame 3D a fascio conico (cone beam). Ricostruisce un volume e permette di misurare altezza e spessore dell'osso, di vedere la posizione di una radice rispetto a un nervo, di studiare un dente incluso nelle tre dimensioni. Le linee guida europee dedicate (Radiation Protection 172) ne raccomandano l'uso selettivo, quando le immagini bidimensionali non rispondono alla domanda clinica, perché la dose è superiore.
- Teleradiografia. Una proiezione del cranio di profilo o frontale, usata nello studio ortodontico per misurare rapporti scheletrici e crescita, spesso in abbinamento all'esame panoramico.
Capita che un paziente arrivi convinto di dover eseguire subito l'esame più sofisticato. Non sempre è così: molte decisioni si prendono con una visita accurata e un'immagine semplice, e solo alcune richiedono il tridimensionale. L'ordine che gli Studi Dentistici Adamanti considerano corretto è l'opposto della fretta: prima l'esame meno invasivo che può bastare, poi, se la domanda resta aperta, l'approfondimento.
Si può fare la panoramica in gravidanza o ai bambini?
In gravidanza una radiografia odontoiatrica non urgente si rinvia, mentre quando l'esame è necessario per curare un'infezione o un dolore va valutato caso per caso con le protezioni previste; nei bambini si esegue solo se esiste una domanda clinica precisa, con i programmi a dose più contenuta disponibili.
Gravidanza e allattamento. La regola pratica è dichiarare sempre una gravidanza in corso o il sospetto di una gravidanza, prima della visita e prima dell'esame. Le linee guida di radioprotezione ricordano che il fascio di una radiografia dentale è collimato sulla testa e che l'esposizione diretta dell'addome è trascurabile, ma il principio di giustificazione diventa ancora più stretto: se si può aspettare, si aspetta; se non si può, si procede con cautela, spesso in accordo con il ginecologo che segue la gravidanza. L'allattamento non è una controindicazione, perché una radiografia non lascia alcuna sostanza nel corpo.
Bambini e ragazzi. Qui contano due cose: la collaborazione e l'utilità. Un bambino che non riesce a stare fermo produce un'immagine mossa, cioè una dose spesa per nulla. Per questo si valuta la maturità del piccolo paziente e, quando possibile, si preferiscono esami più semplici o il solo esame clinico. L'immagine d'insieme diventa utile quando si deve controllare la presenza e la direzione dei denti permanenti, sospettare un dente mancante dalla nascita, seguire il cambio dei denti o impostare un trattamento ortodontico.
Negli Studi Dentistici Adamanti scelte di questo tipo non si decidono allo sportello: nascono dalla visita, dall'anamnesi e dal confronto con il genitore, e si traducono in una decisione motivata e spiegata.
Da cosa dipende il costo di una panoramica dentale?
Il costo di una panoramica dentale dipende dal tipo di esame richiesto, da quante immagini servono, dal fatto che sia un atto isolato o una parte di un percorso diagnostico più ampio e dall'eventuale passaggio a un esame tridimensionale: per questo l'unico riferimento attendibile resta il preventivo scritto consegnato dopo la visita.
Gli elementi che spostano l'impegno economico sono soprattutto questi: la complessità del quesito, perché una veduta d'insieme di controllo non è la stessa cosa dello studio di un dente incluso vicino a un nervo; le immagini aggiuntive, come endorali mirate o una teleradiografia per l'ortodonzia; la tecnologia necessaria, dato che un esame volumetrico richiede un impegno diverso da una proiezione piana; il tempo clinico di lettura e documentazione, cioè interpretare l'immagine, confrontarla con le precedenti e spiegarla al paziente.
Vale la pena ricordare un punto che spesso sfugge: ripetere un esame che esiste già e risponde ancora alla domanda è un costo doppio, in denaro e in dose. Se hai una radiografia fatta altrove, portarla in visita è la cosa più utile che puoi fare.
Il metodo che gli Studi Dentistici Adamanti seguono sui costi è sempre lo stesso: prima la visita, poi la proposta dei soli esami utili, poi un preventivo scritto da leggere con calma a casa, senza impegno a iniziare una cura.
Come si usa la panoramica dentale negli Studi Dentistici Adamanti?
Negli Studi Dentistici Adamanti una panoramica dentale è considerata un atto clinico e non una formalità: nasce da un quesito posto durante la visita e torna al paziente sotto forma di spiegazione, non di file da archiviare.
In concreto, questo significa tre cose. La prima è che l'indicazione viene motivata a voce: cosa si sta cercando, perché la visita da sola non basta, cosa cambierebbe nel piano di cura. La seconda è che l'immagine viene guardata insieme, sullo schermo, indicando le zone che interessano; chi vuole può chiedere una copia da conservare, perché resta un documento utile per i confronti futuri. La terza è che le conclusioni finiscono per iscritto nel piano, con le alternative e con i tempi, e non restano affidate alla memoria del colloquio.
Ci sono poi i casi in cui l'immagine mostra qualcosa che non c'entra con il motivo della visita: un dente incluso silenzioso, un'area da controllare, un lavoro vecchio che regge ancora. Non tutto ciò che si vede va trattato subito, e l'atteggiamento prudente è il più utile: alcune situazioni si osservano nel tempo, altre si approfondiscono, altre si affrontano. Quale sia la categoria giusta per il tuo caso è una valutazione clinica, che va fatta in visita e non su una fotografia.
Gli Studi Dentistici Adamanti sono sei realtà in Toscana e lavorano con lo stesso criterio diagnostico: la soluzione meno invasiva, e l'esame meno invasivo, vengono prima. Se antibiotici o antinfiammatori servono, li prescrive il medico dopo la visita.
Panoramica dentale in Toscana: in quale sede degli Studi Dentistici Adamanti?
Gli Studi Dentistici Adamanti hanno sei sedi in Toscana: Lucca, Empoli, Montecatini Terme, Pistoia, Pisa e Castelfranco di Sotto. Le pagine di città spiegano come si organizza la visita nella sede più comoda e come si prenota: Panoramica dentale a Lucca, Panoramica dentale a Empoli, Panoramica dentale a Montecatini Terme, Panoramica dentale a Pistoia, Panoramica dentale a Pisa, Panoramica dentale a Castelfranco di Sotto.
Direttore sanitario degli Studi Dentistici Adamanti: Dott. Roberto Guazzetti. Orari di apertura: lun-ven 9:00-19:00.
Come si collega ai percorsi degli studi Adamanti
Questa è la pagina nazionale del percorso «Trattamenti» degli Studi Dentistici Adamanti: qui trovi l'area clinica e la pagina di ogni città, con la stessa cura raccontata dallo studio che la esegue.
- L'area clinica: Trattamenti
- Panoramica dentale a Lucca
- Panoramica dentale a Empoli
- Panoramica dentale a Montecatini Terme
- Panoramica dentale a Pistoia
- Panoramica dentale a Pisa
- Panoramica dentale a Castelfranco di Sotto
- Tutte le aree cliniche degli studi Adamanti
Cosa dicono i pazienti degli studi Adamanti
“ Sono cliente dello studio da più di 4 anni e devo dire di essermi trovato sempre bene. I dottori sono accoglienti, professionali e competenti, così come le assistenti alla poltrona e le segretarie. Per quanto riguarda i servizi, effettuo tutti gli anni l'igiene dentale (l'igienista è competente e molto gentile); ho inoltre subìto otturazioni ed estrazioni e non ho mai avuto problemi. Consiglio vivamente! ” — Pistoia
“ Studio dentistico di alto livello. La gentilezza e soprattutto la competenza professionale del dott. Palla fanno la differenza. Detto da uno che gira per studi dentistici da 50 anni. Lo consiglio vivamente soprattutto a quelle persone che hanno bisogno di interventi di implantologia complessi. Il dott. Palla è un ottimo chirurgo e molto attento a non provocare dolore al paziente. Andate tranquilli! ” — Pisa
“ Sono stata in questo studio per la prima volta e mi sono trovata molto bene. Seduta di igiene e visita entrambe eseguite in maniera attenta e scrupolosa. Professionisti qualificati e affidabili, meravigliosa l'accoglienza da parte della segretaria. Ambiente molto pulito e ordinato. ” — Empoli
Leggi le 1.015 recensioni Google dei 6 studi Adamanti.
Come si può pagare
Al termine della prima visita ricevi un preventivo scritto, con il dettaglio di ogni fase. Per i percorsi più impegnativi lo studio di Adamanti consente di concordare pagamenti dilazionati nel tempo: se ne parla apertamente prima di iniziare, così la decisione la prendi conoscendo tempi e importi.
Le spese odontoiatriche sono detraibili nella dichiarazione dei redditi secondo la normativa vigente.
Domande frequenti
La panoramica dentale è un esame fastidioso?
Non prevede aghi, iniezioni né spazi chiusi: si resta fermi qualche secondo mentre l'apparecchio ruota attorno alla testa. Il fastidio che i pazienti riferiscono più spesso riguarda il supporto da mordere o la posizione della lingua sul palato. Chi ha un riflesso faringeo marcato o difficoltà a stare in piedi può dirlo prima, così la posizione viene adattata.
Quanto dura una panoramica dentale?
L'acquisizione dell'immagine dura pochi secondi, in genere una decina. Il tempo complessivo è un po' più lungo perché comprende la rimozione di orecchini, collane, piercing e apparecchi mobili, il posizionamento della testa e le protezioni previste: nell'insieme si parla di pochi minuti. Subito dopo si riprende la normale attività, senza alcuna limitazione.
Ogni quanto si può ripetere una panoramica dentale?
Non esiste una scadenza fissa: le linee guida europee e le raccomandazioni americane escludono gli intervalli automatici e legano ogni ripetizione a una domanda clinica nuova. Un quadro stabile e senza sintomi non richiede immagini periodiche; un percorso ortodontico, un'infezione in osservazione o un trauma possono invece renderle necessarie. La decisione va presa in visita, caso per caso.
Devo togliere orecchini, piercing e occhiali?
Sì, tutti gli oggetti metallici dalla testa e dal collo: orecchini, piercing, collane, forcine, occhiali e, quando presenti, apparecchi mobili o protesi rimovibili. Il metallo crea aloni luminosi che si sovrappongono alle strutture da leggere e possono rendere l'immagine inutilizzabile, con il rischio di dover ripetere l'esame. Un piercing linguale va segnalato prima.
Si può fare la panoramica con l'apparecchio ortodontico fisso?
Sì. L'apparecchio fisso non si rimuove e la sua presenza è normale nelle immagini di chi sta seguendo un percorso ortodontico: anzi, proprio in quei casi l'esame serve a controllare la posizione delle radici e l'andamento del trattamento. Si togliono invece gli elementi rimovibili, come placche, mascherine o contenzioni mobili, e gli oggetti metallici non dentali.
Serve una prescrizione per fare una panoramica dentale?
Un esame radiologico, anche a dose contenuta, si esegue su indicazione di un medico o di un odontoiatra, che valuta se è giustificato e con quale programma. Non è un esame che si scelga da soli, perché il principio normativo è che il beneficio atteso superi il rischio. Il passaggio corretto è quindi la visita, durante la quale si stabilisce se l'immagine serve.
La panoramica dentale vede le carie?
Può mostrare carie già estese, ma non è l'esame più adatto per quelle iniziali fra due denti vicini: le sovrapposizioni tipiche della proiezione panoramica nascondono proprio quelle lesioni. Per la diagnosi delle carie interdentali è più leggibile una radiografia endorale, che riprende pochi denti con alta definizione. Spesso i due esami hanno ruoli diversi e complementari.
Posso fare una panoramica dentale se sono incinta?
Una radiografia non urgente in gravidanza si rinvia. Se invece l'esame è necessario per affrontare un'infezione o un dolore, va valutato caso per caso, con le protezioni previste e spesso in accordo con il ginecologo: il fascio è collimato sulla testa e l'esposizione diretta dell'addome è trascurabile. La gravidanza, anche solo sospetta, va dichiarata sempre prima della visita.
A che età si può fare la prima panoramica dentale a un bambino?
Non c'è un'età prestabilita: contano la capacità di stare fermi e l'esistenza di una domanda clinica precisa, perché un'immagine mossa è dose spesa per nulla. Diventa utile quando serve controllare presenza e direzione dei denti permanenti, sospettare un dente mancante dalla nascita o impostare un trattamento ortodontico. In molti casi, prima, bastano la visita e un'endorale mirata.
Serve la panoramica prima di togliere un dente del giudizio?
Spesso sì, perché prima di un'estrazione è importante conoscere il numero e la direzione delle radici e il loro rapporto con il canale mandibolare o con il seno mascellare. Quando questi rapporti restano dubbi su un'immagine bidimensionale, può essere indicato un esame tridimensionale a fascio conico, che le linee guida europee riservano ai casi in cui serve davvero.
La panoramica dentale basta per pianificare un impianto?
Di solito è il primo passo, non l'ultimo: dà la veduta d'insieme, mostra lo spazio disponibile e segnala eventuali problemi da risolvere prima. Per misurare con precisione altezza e spessore dell'osso e la distanza dalle strutture nobili serve però un volume, cioè un esame tridimensionale. Quale documentazione sia necessaria nel tuo caso si decide dopo la visita.
Posso portare agli Studi Dentistici Adamanti una panoramica fatta altrove?
Sì, ed è utile farlo. Un'immagine recente, portata in visita insieme a eventuali esami precedenti, permette di confrontare la situazione nel tempo e, se risponde ancora alla domanda clinica, di evitare di ripeterla: un esame non ripetuto è dose risparmiata. Va bene anche in formato digitale su chiavetta o scaricata dal portale di chi l'ha eseguita.
Per quanto tempo resta valida una panoramica dentale?
Non ha una data di scadenza formale: la sua utilità dipende da quanto è cambiata la bocca. Un'immagine di pochi mesi in una situazione stabile è spesso ancora valida; dopo estrazioni, protesi nuove, traumi o una malattia delle gengive in evoluzione può non rappresentare più la realtà. È il medico a stabilire in visita se è ancora rappresentativa.
La panoramica mostra anche i problemi dell'articolazione della mandibola?
Permette uno sguardo d'insieme sui condili e può far sospettare alterazioni evidenti, ma non è l'esame di riferimento per i disturbi dell'articolazione temporo-mandibolare, perché le strutture risultano sovrapposte e deformate. Quando il sospetto clinico è preciso si ricorre a proiezioni dedicate o a esami di secondo livello, scelti in base ai sintomi raccolti durante la visita.
Cosa succede se mi muovo durante l'esame?
Un movimento, anche piccolo, produce bande sfocate o doppi contorni che possono rendere alcune zone illeggibili. In quel caso l'immagine va ripetuta, con una seconda esposizione che si poteva evitare: è il motivo per cui l'operatore insiste sul restare immobili e sul respirare normalmente. Chi teme di non riuscirci può dirlo prima, così si cerca una posizione più stabile.
Una radiografia non è una formalità da timbrare: è una domanda clinica messa per iscritto, e come tale va giustificata prima e spiegata dopo.
Se nel tuo caso serva una panoramica dentale, se basti un'immagine più semplice o se convenga riusare un esame che hai già, lo si stabilisce in visita, guardando la bocca e ascoltando il motivo per cui sei venuto.
Prenota una visita odontoiatrica: scegli la sede e lasciaci il numero, ti richiama la segreteria dello studio (lun-ven 9-19).
Parlarci non
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- 1Visita e quesito clinico
- 2Esame radiologico se indicato
- 3Lettura spiegata e piano scritto
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