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Aggiornato il 3 ottobre 2026
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Articolo: Parodontologia
- Che cos'è l'iperplasia gengivale?
- Quali farmaci possono far crescere la gengiva?
- Che differenza c'è tra gengiva ingrossata e gengivite?
- La gengiva cresciuta può danneggiare i denti?
- Come si cura l'iperplasia gengivale?
- Quando NON serve la chirurgia gengivale?
- Che cosa succede alla prima valutazione?
- Come si collega ai percorsi degli studi Adamanti
- Cosa dicono i pazienti degli studi Adamanti
- Domande frequenti
In sintesi
Iperplasia gengivale: perché la gengiva cresce e copre i denti, quali terapie la favoriscono, come si distingue dalla gengivite e quando serve la chirurgia. In questa pagina: che cos'è l'iperplasia gengivale; quali farmaci possono far crescere la gengiva; che differenza c'è tra gengiva ingrossata e gengivite; la gengiva cresciuta può danneggiare i denti. Se il problema è tuo, lo studio Adamanti più vicino a te ti riceve dal lunedì al venerdì: scegli la sede e lascia il numero e ti richiamiamo per la visita.
Si parla di iperplasia gengivale quando la gengiva aumenta di volume, cresce in altezza e arriva a coprire una parte della corona dei denti. Le cause più frequenti sono l'accumulo di placca, alcune terapie assunte per altre malattie e, più raramente, forme familiari. Qui trovi come si riconosce, come si distingue da una gengivite comune, che cosa si prova a correggere prima e quando si valuta la chirurgia.
Che cos'è l'iperplasia gengivale?
È una crescita eccessiva del tessuto gengivale, che aumenta di spessore e di altezza fino a formare festoni che risalgono sui denti. Il termine indica un aumento del numero delle cellule; nella pratica clinica si usa anche «ipertrofia gengivale» o, più genericamente, ingrossamento gengivale.
Quando visito un paziente con questo quadro, la prima cosa che cerco di capire è a quale gruppo appartiene:
- Forma infiammatoria. La gengiva è rossa, lucida, sanguina facilmente: il motore è la placca batterica accumulata al colletto.
- Forma associata a terapie in corso. L'aumento parte dalle papille fra i denti e cresce lentamente, spesso senza dolore.
- Forma ereditaria. È rara, compare in età giovanile, interessa entrambe le arcate e può ricorrere in famiglia.
- Forma reattiva o localizzata. Un singolo rigonfiamento legato a un margine tagliente, a una protesi incongrua, a un residuo di tartaro.
Quali farmaci possono far crescere la gengiva?
Tre classi sono descritte da tempo in letteratura: alcuni antiepilettici, alcuni immunosoppressori usati dopo un trapianto e alcuni antipertensivi della famiglia dei calcio-antagonisti. Non tutti coloro che le assumono sviluppano il problema, e la quantità di placca presente sembra influire su quanto il tessuto reagisce.
L'aumento di volume compare spesso entro 1-3 mesi dall'inizio della terapia e si nota prima fra gli incisivi. Qui la regola è una sola: la terapia non si sospende e non si modifica da soli. Se emerge un sospetto, l'odontoiatra scrive al medico che l'ha prescritta e la decisione resta sua.
Iperplasia gengivale
Dal 1997 in Toscana
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Che differenza c'è tra gengiva ingrossata e gengivite?
Nella gengivite il tessuto è infiammato ma non aumenta di massa in modo stabile: migliora in poche settimane quando la placca viene rimossa. Nell'ingrossamento vero, invece, dopo l'igiene l'infiammazione si riduce ma resta un eccesso di tessuto fibroso.
Proprio per questo la rivalutazione dopo la prima fase di cura è il momento che decide tutto. Uno studio prospettico del 2026 pubblicato su International Dental Journal (Cao e Ying) ha mostrato come sottotipi diversi di gengivite rispondano in modo differente alla terapia e vengano percepiti in modo differente dai pazienti: la risposta individuale va misurata, non prevista.
La gengiva cresciuta può danneggiare i denti?
Sì, soprattutto in modo indiretto: il tessuto in eccesso crea false tasche in cui lo spazzolino non arriva, e il ristagno di placca alimenta l'infiammazione. Si innesca un circolo che col tempo può coinvolgere anche l'osso di supporto.
- Igiene domiciliare difficile. Le pseudotasche superano facilmente i 4 mm di profondità alla misurazione.
- Sanguinamento ripetuto. Un lavoro del 2015 sul Journal of Periodontal Research (Gonzalez e colleghi) collega il sanguinamento al sondaggio all'andamento della profondità delle tasche nel tempo.
- Spostamenti dentali. Nei casi estesi i denti possono inclinarsi o separarsi.
- Nei più piccoli. Un eccesso di gengiva può rallentare l'eruzione dei denti permanenti.
Come si cura l'iperplasia gengivale?
Si parte sempre dalla causa e dalla terapia meno invasiva: igiene professionale, istruzioni domiciliari mirate e rimozione di ciò che irrita il tessuto. La revisione di consenso del gruppo 4 dell'undicesimo Workshop europeo, pubblicata nel 2015 sul Journal of Clinical Periodontology (Sanz e Bäumer), conferma il ruolo della rimozione meccanica professionale della placca come base della prevenzione secondaria.
Il percorso che seguo in genere è a tappe:
- Prima fase. Igiene professionale, correzione dello spazzolamento (2 volte al giorno, 2 minuti) e uso degli strumenti interdentali.
- Rivalutazione. Dopo 4-6 settimane si misura di nuovo: si vede quanto tessuto si è ridotto da solo.
- Confronto con il medico curante. Se c'è una terapia potenzialmente coinvolta, la valutazione è condivisa.
- Chirurgia selettiva. Quando resta un eccesso che impedisce l'igiene si rimodella la gengiva; la guarigione dei tessuti superficiali richiede di solito 2-3 settimane.
La tecnica (lama, elettrobisturi, strumentazione laser) e la sua disponibilità in sede le valuta l'odontoiatra caso per caso: fra i trattamenti parodontali la scelta dipende da estensione, spessore del tessuto e salute generale.
Quando NON serve la chirurgia gengivale?
Nella maggior parte dei casi non serve subito, e in molti quadri infiammatori non serve affatto: l'alternativa più semplice viene sempre prima. Operare un tessuto ancora infiammato e con placca abbondante espone a una ricrescita rapida.
- Igiene non ancora stabile. Senza controllo domiciliare costante, il rimodellamento tende a ricomparire in pochi mesi.
- Terapia in corso non modificabile. Si può intervenire, ma sapendo che il rischio di recidiva resta più alto e che servono richiami ravvicinati, spesso ogni 3-4 mesi.
- Fumo attivo e malattie non compensate. Condizioni da discutere prima, perché influenzano la guarigione.
- Lesione singola, dura o asimmetrica. Qui prima della chirurgia serve una diagnosi: può essere indicata una biopsia per esame istologico.
Se il problema è invece una gengiva che si è ritirata, e non cresciuta, il ragionamento è opposto: ne parlo in modo esteso nell'articolo sull'innesto gengivale. E se il rigonfiamento è comparso in pochi giorni, con dolore e pus, non è un ingrossamento cronico: vale la pena leggere come si distingue un ascesso da un'afta gengivale.
Che cosa succede alla prima valutazione?
L'odontoiatra raccoglie l'anamnesi completa, comprese tutte le terapie in corso, misura le profondità al sondaggio, valuta il sanguinamento e, se serve, prescrive le radiografie. Da qui nascono una diagnosi e un piano scritto, con le alternative e i tempi.
Negli studi Adamanti in Toscana il percorso parodontale segue gli stessi criteri, così chi si sposta per lavoro trova continuità. Le aree di cui mi occupo sono descritte nella mia pagina.
Il primo passo è una visita in cui si capisce se la gengiva è cresciuta per infiammazione, per una terapia in corso o per una forma costituzionale: solo dopo si decide se bastano igiene e richiami o se serve altro. Puoi fissare una valutazione su prenota.adamanti.it portando con te l'elenco dei farmaci che assumi.
Come si collega ai percorsi degli studi Adamanti
Questa pagina è una tappa autonoma del percorso dello studio di Adamanti. Qui sotto i percorsi che le stanno vicino.
Cosa dicono i pazienti degli studi Adamanti
“ Sono stato oggi per la prima volta per igiene più sbiancamento. Veloci, gentili, professionali. Zero dolore e risultato oltre le aspettative. È stata una piacevole sorpresa e lo consiglio senza riserve! ” — Lucca
“ Sono molto contenta dell’esperienza, allo studio Adamanti sono tutti disponibili e gentilissimi. Sicuramente tornerò sempre lì per qualsiasi procedura di cui abbia bisogno. ” — Empoli
“ Sono cliente dello studio da più di 4 anni e devo dire di essermi trovato sempre bene. I dottori sono accoglienti, professionali e competenti, così come le assistenti alla poltrona e le segretarie. Per quanto riguarda i servizi, effettuo tutti gli anni l'igiene dentale (l'igienista è competente e molto gentile); ho inoltre subìto otturazioni ed estrazioni e non ho mai avuto problemi. Consiglio vivamente! ” — Pistoia
Leggi le 1.015 recensioni Google dei 6 studi Adamanti.
Domande frequenti
L'iperplasia gengivale torna dopo l'intervento?
Può ricomparire, soprattutto se persiste la causa: placca non controllata o terapia proseguita. La frequenza dei controlli professionali e la qualità dell'igiene quotidiana sono i due fattori su cui si può lavorare davvero. Per questo dopo la chirurgia si impostano richiami ravvicinati.
Quanto costa intervenire su un'iperplasia gengivale?
Dipende dall'estensione, dal numero di denti coinvolti, dalle sedute necessarie e dall'eventuale esame istologico. Non esiste una cifra valida per tutti: l'importo si definisce in un preventivo scritto consegnato dopo la visita e gli esami. Le spese odontoiatriche restano detraibili secondo le regole fiscali vigenti.
La gengiva ingrossata fa male o sanguina?
Spesso non fa male, ed è il motivo per cui viene notata tardi. Il sanguinamento durante lo spazzolamento è invece frequente nelle forme infiammatorie, mentre nelle forme fibrose il tessuto appare pallido e duro.
Si può togliere con il laser?
La strumentazione laser è una delle opzioni descritte per rimodellare il tessuto, insieme a lama ed elettrobisturi. Quale sia indicata nel singolo caso, e quale sia disponibile in sede, lo valuta l'odontoiatra in visita in base allo spessore del tessuto e alla salute generale.
L'apparecchio ortodontico può far crescere la gengiva?
Sì, indirettamente: attacchi e fili rendono più difficile la pulizia e favoriscono l'accumulo di placca, che infiamma e gonfia le papille. In genere il quadro migliora con sedute di igiene più frequenti durante la terapia e con istruzioni specifiche sugli scovolini.
Nei bambini è frequente?
Nei bambini e negli adolescenti l'aumento di volume gengivale più comune è quello legato alla placca, spesso nel periodo dell'apparecchio o durante la permuta dei denti. Le forme ereditarie esistono ma sono rare. Un controllo precoce evita che la gengiva copra denti in eruzione.
L'igiene professionale riduce il volume della gengiva?
In molti casi sì, anche in misura rilevante: eliminando placca e tartaro l'infiammazione cala e il tessuto si ritrae. Quanto resta dopo 4-6 settimane è la parte fibrosa, quella che eventualmente si valuta sul piano chirurgico. È la ragione per cui non si opera alla prima visita.
Quando serve la biopsia?
Quando la lesione è singola, cresce rapidamente, ha consistenza dura, colore anomalo o non risponde alle cure iniziali. L'esame istologico serve a escludere altre condizioni e a dare un nome preciso al tessuto. L'indicazione la pone l'odontoiatra dopo l'esame clinico.
La gengiva cresciuta può far muovere i denti?
Nei quadri estesi sì: il tessuto in eccesso e l'infiammazione cronica possono favorire inclinazioni e spazi fra i denti, soprattutto nei settori anteriori. Se è coinvolto anche l'osso di supporto, la mobilità ha un'altra origine e va valutata con radiografie e sondaggio.
Posso smettere il farmaco che penso sia la causa?
No. Una terapia che tratta una malattia generale non si interrompe né si riduce senza il medico che l'ha prescritta. Il compito dell'odontoiatra è segnalare il problema orale e collaborare: la scelta su dose o sostituzione resta clinica e generale.
Quanto tempo serve per guarire dopo il rimodellamento?
I tessuti superficiali si riparano in genere in 2-3 settimane, con una fase iniziale di maggiore sensibilità. La maturazione completa del contorno gengivale richiede più tempo. Le indicazioni post-operatorie e i controlli vengono consegnati per iscritto.
Un collutorio basta a risolvere il problema?
No. I collutori antisettici possono essere un supporto temporaneo, se li indica il medico dopo la visita, ma non rimuovono il tartaro né riducono il tessuto fibroso. Il controllo meccanico della placca resta la base, come ribadito dalla letteratura parodontale.
Come distinguo un ingrossamento cronico da un gonfiore acuto?
L'ingrossamento cronico cresce in settimane o mesi, è in genere simmetrico e indolore; un gonfiore acuto compare in uno o due giorni, è localizzato, caldo e dolente. In quest'ultimo caso la valutazione è urgente: trovi indicazioni nell'articolo su come sgonfiare un ascesso gengivale.
Devo cambiare spazzolino o tecnica?
Spesso sì: in presenza di festoni gengivali servono setole morbide, movimenti lenti dal margine verso il dente e scovolini della misura giusta. La tecnica si personalizza in studio, perché un gesto sbagliato ripetuto due volte al giorno pesa più di qualunque prodotto.
Il primo passo è la misurazione delle gengive.
La parodontite si ferma se la si misura in tempo: lo studio Adamanti più vicino a te parte dal sondaggio completo e dal piano di mantenimento.
Prenota la valutazione parodontale: scegli la sede e lasciaci il numero, ti richiama la segreteria dello studio (lun-ven 9-19).
Parlarci non
ti impegna.
- 1Sondaggio parodontale e radiografie
- 2Terapia iniziale e rivalutazione
- 3Mantenimento programmato
Le sedi Adamanti
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Lucca
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