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Aggiornato il 7 ottobre 2026
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Servizio: Impronta dentale digitale
- Che cos'è l'impronta dentale digitale e come funziona lo scanner intraorale?
- Quando serve un'impronta dentale digitale?
- Come si svolge la scansione dentale digitale, passo per passo?
- Che differenza c'è tra impronta digitale e impronta tradizionale con la pasta?
- L'impronta dentale digitale è precisa e affidabile?
- L'impronta digitale è fastidiosa o richiede precauzioni?
- Quando l'impronta digitale non è la scelta giusta?
- Come si usa l'impronta dentale digitale negli studi Adamanti?
- Da cosa dipende il costo di un lavoro che parte da un'impronta digitale?
- Impronta dentale digitale in Toscana: in quale sede degli Studi Dentistici Adamanti?
- Come si collega ai percorsi degli studi Adamanti
- Cosa dicono i pazienti degli studi Adamanti
- Come si può pagare
- Domande frequenti
In sintesi
In questa pagina trovi che cos'è l'impronta dentale digitale e come lavora lo scanner intraorale, in quali trattamenti serve davvero (corone, intarsi, allineatori trasparenti, protesi su impianti, bite), come si svolge la scansione passo per passo, che differenze ci sono con l'impronta tradizionale con la pasta, quanto è affidabile e quali fattori la peggiorano, se dà fastidio e quali precauzioni prevede, i casi in cui non è la scelta giusta, come si inserisce nel percorso di cura degli Studi Dentistici Adamanti e da cosa dipende il costo del lavoro che ne nasce, con la Dott.ssa Irene Bottacci.
Che cos'è l'impronta dentale digitale e come funziona lo scanner intraorale?
L'impronta dentale digitale è il rilievo tridimensionale della forma dei denti e delle gengive ottenuto con una piccola telecamera che si muove in bocca, senza paste da tenere strette fra i denti. Al posto del modello in gesso nasce un file 3D che compare sullo schermo mentre la scansione procede, e che il medico e il laboratorio usano per progettare il lavoro.
Il manipolo che si impiega, lo scanner intraorale, proietta una luce sulle superfici dei denti e cattura un flusso continuo di immagini; un software le allinea una all'altra e ricostruisce la geometria dell'arcata, in molti sistemi anche a colori. Il risultato, chiamato anche impronta ottica o scansione intraorale, è un file: si archivia, si duplica senza perdere qualità, si trasmette per via telematica e non si deforma con il tempo come può fare un materiale da impronta o un modello in gesso lasciato su uno scaffale.
Una scansione completa registra tre cose insieme: la forma dei denti, l'andamento dei tessuti molli che li circondano e il rapporto fra arcata superiore e inferiore, cioè il morso. È quindi un passaggio di rilievo e di progetto, non una terapia: negli Studi Dentistici Adamanti serve a costruire bene un lavoro già deciso in visita, e non sostituisce né l'esame clinico né le radiografie, che restano esami a sé e si prescrivono solo quando il quadro li richiede.
Quando serve un'impronta dentale digitale?
Serve ogni volta che un trattamento ha bisogno della forma esatta della bocca per essere costruito fuori dalla bocca, in laboratorio o con un software di progettazione. Sono le stesse situazioni in cui, fino a pochi anni fa, si usava sempre il portaimpronta con la pasta.
- Corone, intarsi e faccette. Il dente preparato si rileva insieme ai denti vicini e all'antagonista, perché il manufatto deve combaciare nei margini e nei contatti.
- Ponti e protesi su impianti. Si registrano le posizioni dei monconi o degli elementi avvitati, in modo che la struttura appoggi senza tensioni.
- Allineatori trasparenti e apparecchi ortodontici. Il modello digitale è la base su cui si simula il movimento dei denti e si costruiscono mascherine o dispositivi.
- Bite e placche per il bruxismo. Qui la registrazione del morso conta quanto la forma dei denti.
- Dispositivi su misura. Mascherine per lo sbiancamento professionale e paradenti sportivi nascono dallo stesso tipo di file.
- Controllo nel tempo. Due scansioni a distanza di mesi si possono sovrapporre per osservare usura dei denti, recessioni gengivali o piccoli spostamenti.
- Pianificazione chirurgica. Quando il piano lo prevede, il modello della superficie si può unire a un esame radiografico tridimensionale per progettare l'inserimento degli impianti in titanio.
Non tutto richiede un rilievo: una semplice otturazione, una seduta di igiene o il controllo di una carie si fanno senza impronta. Se nel tuo caso un'impronta dentale digitale sia utile lo dice il piano di cura, non la curiosità per la tecnologia: negli Studi Dentistici Adamanti il criterio è che prima si valuta se esiste una soluzione più semplice e meno invasiva, e solo quando c'è un manufatto da costruire o un movimento da progettare si passa al rilievo.
Impronta dentale digitale negli studi Adamanti
Dal 1997 in Toscana
Una corona da rifare, un intarsio, delle mascherine, un bite o una protesi su impianti: raccontaci la situazione e scegli la sede più comoda tra le sei in Toscana per una visita con piano scritto.
Come si svolge la scansione dentale digitale, passo per passo?
Si sta seduti sulla poltrona con la bocca aperta e si lascia che il manipolo passi sulle superfici dei denti seguendo un percorso ordinato: non c'è nulla da mordere e nulla da trattenere. La sequenza, in genere, è sempre la stessa.
- Preparazione. Si allontanano labbra e guance, si asciugano i denti e si verifica che non ci sia saliva in eccesso o sanguinamento nelle zone da rilevare.
- Arcata inferiore e superiore. Il manipolo segue un tracciato continuo: prima le superfici masticanti, poi il versante interno e quello esterno, così il software non perde l'allineamento.
- Registrazione del morso. Si chiedono uno o due morsi a denti serrati e si scansiona di lato, per registrare come le due arcate si incontrano.
- Controllo immediato. Le zone incomplete appaiono come buchi sul modello a schermo e si ricompletano subito, senza ripetere tutto da capo.
- Invio. Il file viene trasmesso al laboratorio o al software di progettazione insieme alle indicazioni del medico.
I tempi dipendono dal caso: per una singola arcata servono in genere pochi minuti, mentre un rilievo su molti elementi, su impianti o in presenza di gengive infiammate richiede più passaggi e qualche ripresa. La procedura si può interrompere in qualunque momento e riprendere da dove si era arrivati, cosa che con un materiale che indurisce non è possibile. Negli Studi Dentistici Adamanti, quando il rilievo è parte del piano, viene spiegato prima di iniziare: così sai che cosa aspettarti e per quanto tempo dovrai restare con la bocca aperta.
Che differenza c'è tra impronta digitale e impronta tradizionale con la pasta?
La differenza sta nel mezzo con cui si copia la forma: nell'impronta tradizionale un materiale che indurisce in bocca, nella scansione la luce e un software. Da qui derivano tutte le altre differenze pratiche.
Nell'impronta tradizionale il medico riempie un portaimpronta con alginato o silicone, lo posiziona e attende il tempo di presa, durante il quale bisogna restare fermi con la bocca occupata; poi l'impronta viene disinfettata, eventualmente colata in gesso e inviata fisicamente al laboratorio. È una tecnica collaudata e in diverse situazioni ancora la più adatta, ma ha punti fragili: il materiale può deformarsi o distaccarsi dal portaimpronta, il gesso può rompersi, il trasporto aggiunge giorni e un errore a volte si scopre solo a lavorazione avviata.
Con il rilievo digitale non c'è materiale in bocca, il modello si vede subito sullo schermo e le zone imprecise si rifanno nello stesso appuntamento; il file non si ritira e resta disponibile per confronti futuri. In cambio pretende condizioni di lavoro buone: superfici asciutte, gengive che non sanguinano, margini visibili. Negli Studi Dentistici Adamanti la scelta fra scansione intraorale e impronta tradizionale si fa caso per caso, in base al tipo di lavoro e a quello che la bocca permette quel giorno, non per principio.
L'impronta dentale digitale è precisa e affidabile?
Nei limiti in cui è stata studiata sì: per corone singole, intarsi e sostituzioni di pochi denti la letteratura che ha confrontato le due tecniche considera la scansione intraorale paragonabile all'impronta con i materiali tradizionali, mentre su arcate complete e su molti impianti i risultati sono meno uniformi e serve più prudenza.
Quando si parla di precisione conviene usare le parole giuste. La norma ISO 5725, che definisce l'accuratezza delle misurazioni, distingue la veridicità (quanto la misura si avvicina al valore vero) dalla precisione (quanto misure ripetute coincidono fra loro). Un sistema può essere molto ripetibile e avere comunque uno scostamento sistematico: per questo i confronti si fanno in laboratorio su modelli di riferimento, e il dato di laboratorio non si traduce automaticamente in risultato clinico.
In bocca pesano fattori che nessuna scheda tecnica elimina: saliva, sangue e umidità, superfici metalliche molto riflettenti, margini che finiscono sotto il bordo gengivale, movimenti della lingua, tratti lunghi senza punti di riferimento, esperienza di chi guida il manipolo, calibrazione del sistema, qualità della lavorazione del file. Negli Studi Dentistici Adamanti il controllo finale resta clinico: il manufatto si prova in bocca e, se margini e contatti non convincono, si corregge o si ripete il rilievo prima della consegna.
L'impronta digitale è fastidiosa o richiede precauzioni?
Nella maggior parte dei casi è una procedura ben tollerata, perché non c'è materiale da trattenere, non si deve mordere nulla e la scansione si può fermare in qualsiasi momento. Il fastidio, quando c'è, è legato al tempo con la bocca aperta e al passaggio del manipolo nelle zone più posteriori.
Chi ha un riflesso del vomito marcato spesso trova questo tipo di rilievo più gestibile dell'impronta con la pasta, proprio perché palato e gola non vengono riempiti di materiale e si può interrompere a ogni conato; aiutano la respirazione nasale, pause brevi e una posizione della testa concordata prima. Lo stesso vale per i bambini collaboranti, per i quali una procedura divisibile in più tentativi è più semplice da accettare. Non è però un'esperienza identica per tutti, e la tolleranza va valutata in visita.
Sul piano della sicurezza lo scanner intraorale lavora con la luce e non con i raggi X: la scansione in sé non comporta esposizione a radiazioni ionizzanti, che riguardano invece le radiografie, esami distinti e prescritti solo quando servono. I puntali del manipolo seguono i protocolli di sterilizzazione previsti per gli strumenti che entrano in cavo orale, come ogni strumentazione riutilizzabile negli studi Adamanti. Se durante il rilievo compare dolore in un dente o in una gengiva va segnalato subito: è un'informazione clinica, non un inconveniente tecnico.
Quando l'impronta digitale non è la scelta giusta?
Quando le condizioni della bocca non permettono alla telecamera di vedere ciò che deve copiare, oppure quando il lavoro da costruire richiede informazioni che la luce non registra. Dirlo prima evita rilievi ripetuti e manufatti che non combaciano.
- Apertura della bocca molto limitata. Se il manipolo non raggiunge i settori posteriori con il giusto orientamento, il modello resta incompleto.
- Sanguinamento o salivazione abbondante. Gengive infiammate vanno curate prima: un rilievo su tessuti che sanguinano produce margini inaffidabili.
- Margini molto profondi sotto la gengiva. Se non si riescono a scoprire e asciugare, l'impronta tradizionale con materiali fluidi può restare la via più adatta.
- Arcate senza denti e protesi mobili. Qui spesso serve registrare il comportamento dei tessuti sotto pressione, cosa che le tecniche con materiale ottengono in modo diverso.
- Difficoltà a restare fermi. Tosse, tremori o ansia marcata rendono discontinua la ricostruzione del modello.
In queste situazioni l'impronta con i materiali non è un ripiego: è la tecnica corretta. A volte le due vie si combinano, per esempio rilevando in digitale l'arcata antagonista e con il materiale la zona critica. Negli Studi Dentistici Adamanti vale il criterio di sempre: prima la soluzione più semplice che risolve il problema, e quando una tecnica non restituisce informazioni affidabili si cambia strada invece di insistere.
Come si usa l'impronta dentale digitale negli studi Adamanti?
Negli Studi Dentistici Adamanti il rilievo non è il punto di partenza: il punto di partenza è la visita, in cui si capisce che problema c'è, quali denti sono coinvolti e che tipo di lavoro conviene fare. Solo dopo si decide con quale tecnica copiare la forma della bocca.
Il percorso tipico prevede l'esame clinico, le radiografie quando il quadro le richiede, la discussione delle alternative possibili e un piano scritto con fasi e tempi. Se il piano prevede un manufatto, il rilievo si esegue nella seduta concordata, il file viene progettato e lavorato, e il risultato si prova in bocca prima della consegna. La documentazione resta nella cartella clinica e può essere ripresa a distanza di tempo per confrontare la situazione.
Dopo la consegna di un lavoro, Adamanti imposta i controlli e le sedute di igiene nel tempo, perché la durata di una corona, di un intarsio o di una protesi dipende anche dalla salute delle gengive e dalle abitudini di chi li porta. La sede in cui svolgere la visita e le sedute successive si concorda quando si prenota, fra le sei in Toscana.
Da cosa dipende il costo di un lavoro che parte da un'impronta digitale?
L'impronta dentale digitale, da sola, non è un trattamento: è un passaggio dentro un percorso, e quello che si valuta è il costo del lavoro che da quel rilievo nasce. Per questo non ha senso un prezzo della scansione staccato dal resto.
Pesano il numero di elementi coinvolti, il tipo di manufatto (un intarsio, una corona, un ponte, una serie di mascherine o una protesi su impianti), i materiali scelti, le lavorazioni richieste al laboratorio, il numero di sedute di prova e le cure preliminari necessarie prima di costruire qualcosa, per esempio il trattamento di una gengiva infiammata o la cura di una carie profonda.
Negli Studi Dentistici Adamanti l'importo si comunica in un preventivo scritto dopo la visita, voce per voce, così da poterlo leggere a casa e confrontare le alternative discusse. È anche il motivo per cui in questa pagina non trovi cifre: senza aver visto la bocca, qualunque numero sarebbe approssimativo. Il primo passo è una visita, e non conviene rimandare la valutazione quando un dente o un manufatto danno problemi.
Impronta dentale digitale in Toscana: in quale sede degli Studi Dentistici Adamanti?
Gli Studi Dentistici Adamanti hanno sei sedi in Toscana: Lucca, Empoli, Montecatini Terme, Pistoia, Pisa e Castelfranco di Sotto. Le pagine di città spiegano come si organizza la visita nella sede più comoda e come si prenota: Impronta dentale digitale a Lucca, Impronta dentale digitale a Empoli, Impronta dentale digitale a Montecatini Terme, Impronta dentale digitale a Pistoia, Impronta dentale digitale a Pisa, Impronta dentale digitale a Castelfranco di Sotto.
Direttore sanitario degli Studi Dentistici Adamanti: Dott. Roberto Guazzetti. Orari di apertura: lun-ven 9:00-19:00.
Come si collega ai percorsi degli studi Adamanti
Questa è la pagina nazionale del percorso «Trattamenti» degli Studi Dentistici Adamanti: qui trovi l'area clinica e la pagina di ogni città, con la stessa cura raccontata dallo studio che la esegue.
- L'area clinica: Trattamenti
- Impronta dentale digitale a Lucca
- Impronta dentale digitale a Empoli
- Impronta dentale digitale a Montecatini Terme
- Impronta dentale digitale a Pistoia
- Impronta dentale digitale a Pisa
- Impronta dentale digitale a Castelfranco di Sotto
- Tutte le aree cliniche degli studi Adamanti
Cosa dicono i pazienti degli studi Adamanti
“ Ho fatto tre impianti dentali presso questo studio dentistico dove ho trovato grande competenza, onestà, gentilezza e disponibilità. Nonostante la mia situazione non fosse delle più facili è andato tutto a buon fine e sono veramente molto soddisfatta. Lo consiglio vivamente ” — Pisa
“ Ho apprezzamento molto la cordiale accoglienza all'ingresso, la musica rilassante di sottofondo e poi i dottori sono stati molto professionali nello specificare con attenzione (e parole semplici) i trattamenti da eseguire, anche con ulteriori consigli specifici e mirati al mio caso. Grazie davvero. ” — Empoli
“ Studio molto professionale. L'accoglienza è ottima e discreta. Pulizia e attenzione all'igiene sono al top. Medici eccellenti e sempre disponibili. Sono in cura da tempo e mi trovo benissimo, lo consiglio a tutti! ” — Pistoia
Leggi le 1.015 recensioni Google dei 6 studi Adamanti.
Come si può pagare
Al termine della prima visita ricevi un preventivo scritto, con il dettaglio di ogni fase. Per i percorsi più impegnativi lo studio di Adamanti consente di concordare pagamenti dilazionati nel tempo: se ne parla apertamente prima di iniziare, così la decisione la prendi conoscendo tempi e importi.
Le spese odontoiatriche sono detraibili nella dichiarazione dei redditi secondo la normativa vigente.
Domande frequenti
L'impronta dentale digitale fa male?
La scansione non prevede aghi, paste da trattenere o materiali che induriscono in bocca, quindi in genere è ben tollerata. Il fastidio, quando c'è, riguarda il tempo con la bocca aperta e il passaggio del manipolo nelle zone posteriori, dove la punta tocca lingua e guance. Si può interrompere in qualsiasi momento e riprendere dal punto raggiunto, senza ricominciare da capo.
Quanto dura una scansione intraorale?
Per una singola arcata servono in genere pochi minuti, ai quali si aggiungono la registrazione del morso e i controlli delle zone incomplete. I tempi si allungano quando gli elementi da rilevare sono molti, quando si lavora su impianti o quando le gengive sanguinano e bisogna ripetere qualche passaggio. Il medico spiega prima quanto durerà la seduta nel tuo caso.
L'impronta digitale emette radiazioni?
No: lo scanner intraorale lavora con la luce e con una telecamera, quindi la scansione non comporta esposizione a radiazioni ionizzanti. Le radiazioni riguardano le radiografie, che sono esami diversi, con indicazioni proprie, e si prescrivono soltanto quando il quadro clinico le richiede. Le due cose possono convivere nello stesso piano di cura senza sovrapporsi.
Ho un forte riflesso del vomito: posso fare la scansione?
Spesso sì, ed è una delle situazioni in cui questo rilievo risulta più gestibile dell'impronta tradizionale, perché palato e gola non vengono riempiti di materiale. Aiutano la respirazione nasale, pause brevi concordate in anticipo e la possibilità di fermarsi a ogni conato. La tolleranza resta individuale e va verificata in visita, provando qualche passaggio prima di impostare la seduta.
La scansione si può fare sui bambini?
Con un bambino collaborante è spesso più semplice di un'impronta con la pasta, perché la procedura si divide in tentativi brevi e non richiede di restare immobili con la bocca occupata. Molto dipende dall'età, dalla capacità di stare fermi e dal motivo del rilievo. Se il bambino non collabora, il medico valuta se rinviare o scegliere un'altra tecnica.
Si può usare con un apparecchio fisso in bocca?
Dipende dal motivo del rilievo. Attacchi e fili ortodontici nascondono parte delle superfici dentali e possono rendere incompleto il modello nelle zone coperte. Per alcune finalità, come il controllo di un movimento o la costruzione di un dispositivo dopo la rimozione, il rilievo si programma in un momento preciso del percorso. È una scelta clinica, da concordare con il medico che segue la cura.
Devo togliere la protesi mobile prima della scansione?
In genere sì, perché il rilievo riguarda denti, gengive e tessuti che stanno sotto la protesi. In alcuni casi può essere utile scansionare anche la protesi esistente, per conservarne forma e dimensioni come riferimento. Nelle arcate senza denti, però, la sola scansione ottica può non bastare: servono tecniche che registrino i tessuti sotto pressione.
L'impronta digitale si può usare per le protesi su impianti?
Sì, ed è uno degli impieghi più frequenti: si rilevano le posizioni degli elementi avvitati così che la struttura appoggi senza tensioni. Su molti impianti e su arcate complete, però, i risultati descritti in letteratura sono meno uniformi rispetto ai casi singoli, quindi il medico può affiancare verifiche cliniche o tecniche diverse prima di far costruire il manufatto definitivo.
Il file della mia scansione resta disponibile nel tempo?
Il modello digitale fa parte della documentazione clinica e viene conservato con la cartella, quindi può essere richiamato a distanza di mesi per confrontare la situazione o per rifare un manufatto. Come per ogni documento sanitario, le modalità per ottenerne copia si chiedono direttamente alla sede in cui è stato eseguito il rilievo.
Perché a volte bisogna rifare la scansione?
Perché le condizioni della bocca cambiano il risultato: saliva o sangue sulle superfici, un margine coperto dalla gengiva, un movimento della lingua o un tratto lungo senza riferimenti possono produrre zone imprecise. Il vantaggio è che il difetto si vede subito sullo schermo e si corregge nello stesso appuntamento, invece di scoprirlo quando il manufatto è già in lavorazione.
L'impronta digitale è più precisa di quella tradizionale?
Non in assoluto. Per corone singole, intarsi e pochi elementi la letteratura che ha confrontato le due tecniche le considera paragonabili; su arcate complete e su molti impianti i dati sono meno uniformi. La differenza vera la fanno le condizioni cliniche, l'esperienza dell'operatore e la lavorazione successiva, non la tecnologia da sola.
Serve l'anestesia per un'impronta dentale digitale?
Il rilievo in sé non la richiede, perché non si incide e non si asporta tessuto. L'anestesia può essere comunque presente quando nella stessa seduta si prepara un dente o si eseguono manovre sulla gengiva prima di scansionare. È il piano della seduta a stabilirlo, e viene spiegato prima di cominciare.
La scansione si può fare con le gengive infiammate?
Meglio no, se il rilievo serve a costruire un manufatto: tessuti che sanguinano e si gonfiano restituiscono margini inaffidabili e un lavoro che poi non combacia. In questi casi si cura prima l'infiammazione, con igiene e controlli, e si rinvia il rilievo di qualche settimana. Antibiotici o antinfiammatori, se servono, li prescrive il medico dopo la visita.
Negli Studi Dentistici Adamanti come si decide se fare l'impronta digitale?
Si parte dalla visita: esame clinico, radiografie quando il quadro le richiede, alternative discusse e piano scritto con fasi e tempi. Solo se il piano prevede un manufatto o un movimento da progettare si passa al rilievo, scegliendo fra scansione intraorale e impronta tradizionale in base al caso. Parlarne non impegna a iniziare alcuna cura.
Una scansione non è una cura: è il modo di copiare bene una bocca di cui si è già capito il problema.
Se nel tuo caso serva un'impronta dentale digitale, per quale manufatto e con quali alternative possibili, lo si stabilisce in visita, con l'esame clinico davanti e un piano scritto da leggere a casa. Parlarne non impegna a iniziare alcuna cura.
Prenota una visita di valutazione: scegli la sede e lasciaci il numero, ti richiama la segreteria dello studio (lun-ven 9-19).
Parlarci non
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- 1Visita, esami e piano scritto
- 2Scansione e progettazione del lavoro
- 3Prova in bocca e controlli nel tempo
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Le sedi Adamanti
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50053 Empoli (FI) -
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Castelfranco di Sotto
Via Giuseppe Posarelli 9
56022 Castelfranco di Sotto (PI)
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