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Aggiornato il 13 settembre 2026
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Articolo: Conservativa & Restaurativa
- Non è un parere, è una lista di misure
- Il dente si salva, ma non si può ricostruire
- Il criterio che a Pistoia guardiamo con attenzione particolare: come mordi
- Se il dente è già stato devitalizzato una volta
- Perché l'estrazione va decisa, non subita
- Come si svolge la valutazione nello studio di Pistoia
- Il tempo non è neutro
- Come si collega agli altri percorsi dello studio di Pistoia
- Cosa dicono i pazienti di Pistoia
- Domande frequenti
In sintesi
Salvare un dente o toglierlo non è un'opinione: sono quattro misure oggettive. Quali sono, chi le valuta e come si decide nello studio Palandri e Spinicci di Pistoia. In questa pagina: non è un parere, è una lista di misure; il dente si salva, ma non si può ricostruire; il criterio che a pistoia guardiamo con attenzione particolare: come mordi; se il dente è già stato devitalizzato una volta. Se il problema è tuo, lo studio Adamanti di Pistoia ti riceve dal lunedì al venerdì: chiama lo 0573-32937 e ti richiamiamo per la visita.
Quando si arriva al punto in cui un dente va salvato o tolto, la decisione non nasce da una sensazione clinica: nasce da quattro misure che si possono verificare una per una. Quanto dente sano resta sopra la gengiva, se la radice è integra, quanto osso la sostiene, e se quello che resta si può ricostruire e sigillare. Se le quattro reggono, il tentativo di salvataggio ha senso. Se una manca in modo netto, insistere costa tempo e osso.
C'è poi una domanda che i pazienti fanno meno spesso di quanto dovrebbero: chi la prende, questa decisione. Perché a seconda di chi guarda la radiografia, la risposta può cambiare — e nello studio Palandri e Spinicci di Pistoia la guardano in due, con due competenze diverse.
Non è un parere, è una lista di misure
Il primo malinteso da sciogliere è che la scelta tra terapia canalare ed estrazione sia una questione di scuola di pensiero. Non lo è. Esistono variabili oggettive, e si controllano prima di parlare di piani di cura:
- La struttura residua sopra la gengiva. Dopo aver rimosso carie e vecchi restauri, deve restare una fascia di dente sano continua attorno alla circonferenza, sopra il margine gengivale. È quella fascia che abbraccia la futura ricostruzione e le impedisce di scardinarsi durante la masticazione. Se la distruzione scende sotto la gengiva su tutto il perimetro, mancano le fondamenta.
- L'integrità della radice. Una frattura verticale che corre lungo la radice non si sutura, non si sigilla e non si ripara: resta una via d'ingresso permanente per i batteri. Su questo non esistono compromessi onesti.
- L'osso di supporto. Un canale può essere trattato in modo impeccabile, ma se la parodontite ha già consumato l'osso attorno alla radice il dente continua a muoversi. Endodonzia e salute gengivale si valutano nella stessa seduta, non in due mondi separati.
- La ricostruibilità. Il dente deve poter tornare a mordere. Serve la possibilità di ancorare una corona o un intarsio con un sigillo che tenga fuori i batteri per anni.
La revisione sistematica di Patel e colleghi sulla sopravvivenza dei denti posteriori trattati endodonticamente arriva alla stessa conclusione da un'altra strada: i fattori che pesano davvero sull'esito sono legati al dente e a quello che ne resta, non alla sfortuna.
Il dente si salva, ma non si può ricostruire
È lo scenario che manda in confusione più pazienti. La devitalizzazione riesce, la radiografia di controllo è pulita, e sei mesi dopo il dente si spacca sotto una mandorla.
Non è un mistero: la terapia canalare disinfetta e sigilla l'interno del dente, ma non gli restituisce il tessuto che la carie ha già portato via. Un dente devitalizzato e lasciato per mesi con un'otturazione provvisoria è un dente che lavora scoperto. La revisione sistematica di Afrashtehfar e colleghi sui restauri singoli su denti trattati endodonticamente misura esattamente questo: la maggior parte dei fallimenti riguarda la ricostruzione e il suo sigillo, non la terapia dei canali.
Da qui una conseguenza pratica: la ricostruzione è metà del salvataggio, e va decisa insieme all'altra metà. Se già in fase di valutazione si capisce che non ci sarà modo di coprire il dente in modo stabile, il conto va fatto subito, non a canali sigillati.
Devitalizzazione o estrazione, chi decide a Pistoia
Da 30 anni a Pistoia
Dente sensibile, scheggiato o con una vecchia otturazione? Lascia nome e telefono: ti richiamiamo per la visita.
Il criterio che a Pistoia guardiamo con attenzione particolare: come mordi
Qui entra un elemento che nelle discussioni sul salvare o togliere finisce spesso ai margini, e che invece sposta la prognosi: quanta forza scarichi su quel dente.
Chi digrigna o serra i denti — di notte, o durante il giorno senza accorgersene — applica alle ricostruzioni carichi molto superiori alla media. Lo stesso molare, con la stessa quantità di dente residuo, ha una prospettiva diversa nella bocca di chi mastica in modo equilibrato e in quella di chi stringe per otto ore. E se il dente vicino mostra faccette di usura, crepe smaltate o restauri che si sono già scheggiati una volta, quell'informazione va messa sul tavolo prima di scegliere.
Nello studio di Pistoia questo controllo è naturale perché conservativa, endodonzia e gnatologia sono seguite dalla stessa persona: il Dott. Marco Spinicci valuta il dente compromesso e, nella stessa visita, come le arcate entrano in contatto e come si comportano i muscoli masticatori. Quando emerge un quadro di serramento importante, il piano non cambia solo nel materiale della ricostruzione: può prevedere anche una protezione notturna, perché salvare un dente e poi rimetterlo sotto lo stesso carico che lo ha rovinato non è un salvataggio.
Se il dente è già stato devitalizzato una volta
Molte persone arrivano alla domanda «salvare o togliere» con un dente già trattato anni prima che ha ripreso a dare segnali: un gonfiore che va e viene, un fastidio alla pressione, un colore che cambia.
In questi casi la terza via esiste, e si chiama ritrattamento: si riaprono i canali, si rimuove il materiale vecchio, si cerca quello che la prima volta è rimasto fuori — un canale non individuato, un tratto non sigillato — e si richiude. La revisione sistematica di Chércoles-Ruiz e colleghi ha confrontato proprio questo: endodonzia, ritrattamento e chirurgia dell'apice da un lato, estrazione con impianto dall'altro. Le due strade mostrano esiti sovrapponibili, il che significa che l'estrazione non è la scelta prudente per definizione. È una scelta come l'altra, e va motivata.
Quello che rende il ritrattamento impraticabile non è l'età del trattamento precedente: sono la frattura della radice, un perno cementato che non si può rimuovere senza distruggere quel che resta, o un osso di supporto già andato.
Perché l'estrazione va decisa, non subita
Togliere un dente richiede pochi minuti. Quello che comincia dopo dura anni, e va guardato prima di firmare.
L'alveolo vuoto non resta com'è: l'osso che sosteneva la radice, senza più stimoli dalla masticazione, si riassorbe in altezza e in spessore nei mesi successivi. I denti vicini tendono a inclinarsi verso lo spazio, l'antagonista può allungarsi cercando un contatto che non trova, e il lato opposto della bocca inizia a lavorare per due. Sono processi lenti e silenziosi, e questo è il problema: non fanno male mentre avvengono.
Perciò la sequenza corretta ha un ordine solo. Prima si verifica se il dente naturale è recuperabile. Poi, se non lo è, si decide come sostituirlo — e la decisione sulla sostituzione va presa nello stesso colloquio dell'estrazione, non un anno dopo, quando l'osso disponibile per un impianto è meno di quello che c'era. Il confronto sistematico di Sinsareekul e colleghi tra denti trattati endodonticamente e riabilitazioni su impianto mostra che entrambe le soluzioni funzionano: cambia il prezzo biologico di partenza, perché una conserva la radice e il suo legamento, l'altra li sostituisce.
Come si svolge la valutazione nello studio di Pistoia
Lo studio Palandri e Spinicci è in Via N. Machiavelli 27, vicino al centro storico e all'ospedale San Jacopo, a pochi minuti dalla stazione: comodo anche per chi arriva da Quarrata, Agliana, Montale o Serravalle Pistoiese.
Il percorso su un dente dubbio è concreto. Si parte dall'esame clinico e dalla radiografia. Quando l'immagine bidimensionale non basta — una lesione all'apice di cui non si vede l'estensione, il sospetto di una frattura, un canale già trattato che può nascondere sorprese — si passa alla TAC cone beam eseguita in sede a Pistoia, che restituisce il dente e l'osso attorno in tre dimensioni. Nessuna attesa in strutture esterne: i dati arrivano nella stessa struttura in cui si decide.
La decisione, poi, ha due firme. L'endodonzia e la conservativa sono seguite dal Dott. Marco Spinicci; la chirurgia e l'implantologia dal Dott. Pietro Palandri, Direttore Sanitario della sede. Significa che «si può salvare» e «va tolto e sostituito» vengono valutate dalle due competenze insieme, sulla stessa immagine, nello stesso studio — non da chi ha in mano una sola delle due strade. Sulla pagina dedicata alla devitalizzazione a Pistoia trovi come si svolge il trattamento nel caso in cui il dente risulti recuperabile.
Il paziente esce con un quadro esplicito — dente recuperabile, recuperabile con riserva, o non recuperabile — e con un piano di cura scritto che confronta le opzioni reali per il suo caso, con fasi e tempi. Per i percorsi più articolati esistono diverse formule di pagamento rateale, definite in sede insieme al preventivo.
Un dettaglio pratico per chi lavora: lo studio è aperto dal lunedì al venerdì con orario continuato 9-19, anche in agosto. Al telefono la segreteria può fissare l'appuntamento in giornata quando il caso lo richiede.
Il tempo non è neutro
Fra le due strade, una sola ha una scadenza. L'estrazione si può fare oggi o fra sei mesi, e il dente sarà comunque estraibile. Il salvataggio no: ogni settimana in cui un'infezione cova attorno a una radice, o una carie profonda continua a scendere, sottrae qualcosa alla lista delle quattro misure. Prima la struttura residua, poi l'osso.
Ed è il motivo per cui un dente che ha smesso di far male non è un dente guarito. Quando la polpa si necrotizza, il dolore sparisce perché non c'è più il nervo che lo segnalava; l'infezione, invece, continua il suo lavoro in silenzio. Sono i casi in cui il paziente arriva tranquillo, convinto di essere fuori dal problema, e la radiografia racconta un'altra storia.
Prenota una visita di valutazione nello studio Palandri e Spinicci di Pistoia chiamando lo 0573-32937: il dente viene esaminato con radiografia e, quando serve, con TAC cone beam in sede, e riceverai un piano di cura scritto con il confronto tra le opzioni per il tuo caso. Se hai già un preventivo di estrazione in mano, portalo: si parte da quello.
Come si collega agli altri percorsi dello studio di Pistoia
Questa pagina è una tappa autonoma del percorso dello studio di Pistoia. Qui sotto i percorsi che le stanno vicino.
- Impianti dentali a Pistoia
- Parodontologo a Pistoia
- Dentista pediatrico a Pistoia
- Tutte le aree cliniche dello studio di Pistoia
Cosa dicono i pazienti di Pistoia
“ Studio molto professionale. L'accoglienza è ottima e discreta. Pulizia e attenzione all'igiene sono al top. Medici eccellenti e sempre disponibili. Sono in cura da tempo e mi trovo benissimo, lo consiglio a tutti! ”
“ Sono cliente dello studio da più di 4 anni e devo dire di essermi trovato sempre bene. I dottori sono accoglienti, professionali e competenti, così come le assistenti alla poltrona e le segretarie. Per quanto riguarda i servizi, effettuo tutti gli anni l'igiene dentale (l'igienista è competente e molto gentile); ho inoltre subìto otturazioni ed estrazioni e non ho mai avuto problemi. Consiglio vivamente! ”
“ Studio molto bello ed elegante. Il dottor Spinicci è stato molto gentile, accogliente e professionale, oltre che competente. Lo consiglio vivamente!! ”
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Domande frequenti
Quando devo andare dal dentista per una carie profonda che non fa male?
Prima possibile, proprio perché non fa male. L'assenza di dolore su un dente molto compromesso può indicare che la polpa è già necrotizzata, e in quel caso l'infezione avanza verso l'apice della radice senza segnali. Il momento migliore per una valutazione è mentre le quattro condizioni di recuperabilità sono ancora tutte in piedi: una visita con radiografia permette di sapere se il dente è salvabile e di avere un piano di cura scritto, invece di scoprirlo quando la scelta si è già ridotta a una.
Mi hanno detto che il dente va tolto: ha senso far rivedere il caso?
Sì, ed è una prassi normale. Si porta la documentazione esistente e si riesamina il dente con radiografia e, se serve, con TAC cone beam. In una parte dei casi la seconda valutazione conferma l'estrazione, e allora si passa a pianificare la sostituzione con più serenità. In un'altra parte emerge un margine di recupero che il primo esame non aveva approfondito. In entrambi gli scenari, avere due competenze e un'immagine tridimensionale è più solido che decidere su una radiografia sola.
Un dente devitalizzato è più fragile?
Perde l'idratazione interna, ma la fragilità dipende soprattutto da quanto tessuto è già stato portato via dalla carie e dalla cavità d'accesso. Un molare devitalizzato e coperto correttamente con una corona o un intarsio ben sigillato mastica per anni; lo stesso molare lasciato scoperto con un provvisorio è un candidato alla frattura. È per questo che la ricostruzione fa parte del salvataggio, e non è un capitolo a sé.
Se il dente si può salvare, l'impianto resta un'opzione per il futuro?
Sì, e conservare il dente in genere migliora le condizioni di partenza di un eventuale impianto futuro: finché la radice è in sede e in funzione, l'osso attorno riceve stimoli e si riassorbe meno. Il contrario non vale allo stesso modo: un'infezione cronica lasciata a covare attorno a una radice senza prognosi erode proprio il tessuto che servirebbe più tardi.
Il primo passo è una visita con radiografia.
Una carie piccola si cura in una seduta, una grande in più passaggi: la differenza la fa quando la si vede. lo studio Adamanti di Pistoia la cerca dove non fa ancora male.
Prenota la visita oppure chiama lo 0573-32937: rispondiamo negli orari di apertura e ti diciamo subito le prime date disponibili.
Parlarci non
ti impegna.
- 1Visita e radiografia del dente
- 2Otturazione o intarsio, secondo il danno
- 3Controllo del morso e richiamo
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