Scritto e revisionato da:
Aggiornato il 13 settembre 2026
Lettura: 7 min
Articolo: Estetica Dentale
- Che cosa vuol dire "togliere smalto", in numeri
- Perché ci accaniamo tanto a restare dentro lo smalto
- Le tecniche, e quanto dente coinvolge ciascuna
- Come si stabilisce il numero prima di toccare il dente
- "Irreversibile" non significa "rovinato"
- Come lavoriamo qui
- Come si collega agli altri percorsi dello studio di Pistoia
- Cosa dicono i pazienti di Pistoia
- Domande frequenti
In sintesi
Quanti decimi di millimetro di smalto vengono coinvolti in una preparazione per faccette, come si misura prima di decidere e cosa cambia tra le tecniche. In questa pagina: che cosa vuol dire "togliere smalto", in numeri; perché ci accaniamo tanto a restare dentro lo smalto; le tecniche, e quanto dente coinvolge ciascuna; come si stabilisce il numero prima di toccare il dente. Se il problema è tuo, lo studio Adamanti di Pistoia ti riceve dal lunedì al venerdì: chiama lo 0573-32937 e ti richiamiamo per la visita.
La quantità di smalto coinvolta in una preparazione per faccette si misura in decimi di millimetro, non in millimetri, e riguarda la sola superficie frontale del dente. A seconda della tecnica si va da zero a circa mezzo millimetro. La differenza tra una preparazione conservativa e una invasiva non dipende dalla mano del clinico quel giorno: dipende da quanto è stato misurato prima, e da cosa si è deciso di misurare.
Sono il Dott. Pietro Palandri, direttore sanitario dello studio Palandri e Spinicci di Via N. Machiavelli 27 a Pistoia, vicino al centro storico e all'ospedale San Jacopo. Mi occupo di implantologia, chirurgia ed estetica dentale. Le faccette sono uno dei trattamenti su cui ricevo più domande, e quasi sempre la domanda è la stessa, formulata in modi diversi: quanto mi limate i denti. Chi la pone di solito ha già visto in rete una fotografia di denti ridotti a moncherini appuntiti e vuole sapere se il proprio caso finirà così.
La risposta merita numeri, non rassicurazioni. Ecco quali sono.
Che cosa vuol dire "togliere smalto", in numeri
Lo smalto è lo strato esterno del dente. Sulla faccia frontale di un incisivo superiore ha uno spessore che varia in genere fra qualche decimo di millimetro vicino al colletto e un millimetro abbondante verso il bordo incisale. È poco. Ed è proprio perché è poco che ogni decimo conta.
Una faccetta in ceramica tradizionale ha uno spessore di 0,5-0,7 mm. Se venisse incollata sopra il dente così com'è, quel dente risulterebbe più sporgente degli altri. Per questo si ricava lo spazio corrispondente: in genere fra 0,3 e 0,5 mm sulla sola superficie vestibolare, quella che si vede quando si sorride. La faccia interna del dente, quella rivolta verso la lingua, non viene toccata. I punti di contatto con i denti vicini vengono sfiorati solo dove serve.
Un termine di paragone concreto: mezzo millimetro è all'incirca lo spessore di una carta da gioco. Non è una riduzione strutturale, e in una preparazione condotta correttamente non si arriva alla dentina, tantomeno vicino alla polpa.
Le immagini di denti "a punta" che circolano online mostrano quasi sempre preparazioni per corone, che è un'altra cosa: lì il dente viene ridotto tutto intorno perché deve ospitare un cappuccio che lo ricopre per intero. Sono due trattamenti con indicazioni diverse, e confonderli porta a rifiutare a priori la soluzione meno invasiva delle due.
Perché ci accaniamo tanto a restare dentro lo smalto
C'è una ragione tecnica precisa, e non è l'estetica. È l'adesione.
Una faccetta non è avvitata né incastrata: sta lì perché è incollata. E il collante lavora molto meglio sullo smalto che sulla dentina. Lo smalto è un tessuto mineralizzato, stabile, che si presta a un legame prevedibile e duraturo. La dentina è viva, percorsa da tubuli, più umida: l'adesione c'è, ma è più capricciosa e invecchia peggio.
Il dato clinico va nella stessa direzione. Una revisione su faccette in ceramica seguite fino a quindici anni ha esaminato proprio l'effetto dell'esposizione di dentina sulla sopravvivenza dei restauri, e già uno studio clinico a due anni aveva confrontato faccette con gradi diversi di dentina esposta. Il messaggio, sintetizzato: più margini restano circondati da smalto, meno problemi di distacco e infiltrazione arrivano negli anni successivi.
Tradotto in pratica: quando in studio discutiamo di quanto smalto togliere, non stiamo trattando su una gentilezza da fare al paziente. Stiamo decidendo quanto durerà il lavoro.
Le faccette dentali rovinano i denti naturali? Il punto da Pistoia
Da 30 anni a Pistoia
Vorresti cambiare il tuo sorriso? Lascia nome e telefono: ti richiamiamo per una valutazione estetica con le alternative spiegate.
Le tecniche, e quanto dente coinvolge ciascuna
Non esiste "la faccetta". Esistono protocolli diversi, con costi biologici diversi.
- Composito applicato per addizione: il materiale viene modellato direttamente sul dente, senza rimuovere nulla. Zero smalto toccato, e in molti casi la procedura resta reversibile. Copre correzioni contenute: un bordo scheggiato, un dente leggermente corto, un piccolo spazio fra gli incisivi.
- Faccette ultrasottili, dette no-prep: lamine in ceramica da 0,1 a 0,3 mm, incollate sullo smalto integro. Riduzione nulla o quasi. Richiedono però smalto abbondante e non eroso, denti in posizione corretta o leggermente inclinati verso l'interno, e nessun problema occlusale rilevante.
- Preparazione minima: qualche decimo di millimetro solo in punti circoscritti, di solito dove il dente sporge o al margine gengivale, per non ottenere un profilo ingombrante. È la via intermedia più frequente.
- Ceramica tradizionale: 0,5-0,7 mm di spessore e la riduzione corrispondente. Si sceglie quando bisogna cambiare colore in modo importante, correggere forme molto irregolari o rimediare a usura marcata.
Chi promette la tecnica meno invasiva prima di aver visto la bocca sta vendendo, non curando. Un incisivo che sporge in avanti è il caso in cui il no-prep è controindicato: aggiungere una lamina su un dente già prominente lo renderebbe ancora più sporgente, e per ottenere una linea armonica servirebbe una riduzione ben maggiore del normale. In quelle situazioni, spesso, la strada corretta è un allineamento ortodontico preliminare che riporta i denti dove devono stare — così la faccetta, dopo, potrà essere sottile.
Come si stabilisce il numero prima di toccare il dente
Qui sta la differenza vera fra una preparazione conservativa e una improvvisata. Il numero di decimi non si decide con la fresa in mano: si decide prima, con tre strumenti.
- Il progetto della forma finale: si parte da come dovrà essere il dente alla fine, non da come è adesso. Il ragionamento è additivo, e la riduzione diventa la conseguenza di un progetto, non un gesto iniziale.
- Il mock-up: il progetto viene portato in bocca in resina provvisoria, senza toccare nulla. Il paziente lo guarda allo specchio, lo mostra a casa, ci pensa. E il clinico vede dove il volume nuovo eccede rispetto al dente naturale: solo in quei punti servirà spazio.
- Le guide di riduzione: mascherine in silicone ricavate dal mock-up, o guide digitali che indicano quanto è stato asportato in ogni zona. La letteratura protesica descrive proprio l'impiego di guide di riduzione a controllo digitale abbinate a strumenti di verifica alla poltrona durante la preparazione. Servono a togliere il "a occhio".
Con il mock-up in bocca, poi, un paziente può ancora dire di no. Ed è la ragione per cui in studio nessuno viene preparato nella stessa seduta in cui ha chiesto un parere sulle faccette dentali a Pistoia.
"Irreversibile" non significa "rovinato"
Su questo preferisco essere netto, perché è il punto che spesso viene taciuto.
Lo smalto rimosso non ricresce. Se si sceglie una preparazione, quel dente avrà bisogno di un restauro sulla sua superficie frontale da lì in avanti. Non è un danno, non è una compromissione della salute del dente: è un impegno da capire prima, non da scoprire dopo. Il dente resta vitale, mastica come prima, si spazzola come prima.
Diverso è il caso di chi ha già erosione dello smalto da reflusso, bevande acide o serramento: lì la riserva di smalto è già ridotta e le opzioni conservative si restringono. Ha senso valutare per prima cosa la causa dell'erosione, altrimenti si costruisce su un terreno che continua a cedere.
Il serramento notturno merita un capitolo a parte. Una faccetta sottile su denti anteriori che lavorano sotto carichi anomali è esposta a scheggiature precoci, e il problema non è la ceramica: è il carico. Nello studio di Pistoia questa parte la segue il Dott. Marco Spinicci, che si occupa di gnatologia oltre che di conservativa ed endodonzia. Quando emergono segni di bruxismo, l'estetica aspetta e si parte da una visita gnatologica a Pistoia.
Come lavoriamo qui
Il percorso in studio è sempre lo stesso. Prima visita con fotografie e valutazione dell'occlusione, poi il progetto, poi il mock-up in bocca. Solo dopo, se il paziente conferma, si parla di preparazione. Il preventivo è scritto e comprende ogni fase, e le formule di rateizzazione disponibili si definiscono in quella sede, insieme al piano.
Al telefono con la segretaria si può fissare un appuntamento in giornata. Ad agosto lo studio resta aperto con gli orari abituali, dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 19 con orario continuato. Seguiamo pazienti dalla città e dalle frazioni — Bottegone, Bonelle, Capostrada — oltre che da Quarrata, Agliana, Montale e Serravalle Pistoiese.
Prenota una prima visita valutativa allo 0573-32937 se stai considerando le faccette e vuoi sapere, sul tuo caso specifico, quanti decimi di millimetro sono realmente in gioco: uscirai con le fotografie, il quadro dell'occlusione e un preventivo scritto, prima di qualsiasi decisione.
Come si collega agli altri percorsi dello studio di Pistoia
Questa pagina è una tappa autonoma del percorso dello studio di Pistoia. Qui sotto i percorsi che le stanno vicino.
- Impianti dentali a Pistoia
- Parodontologo a Pistoia
- Dentista pediatrico a Pistoia
- Tutte le aree cliniche dello studio di Pistoia
Cosa dicono i pazienti di Pistoia
“ Studio molto professionale. L'accoglienza è ottima e discreta. Pulizia e attenzione all'igiene sono al top. Medici eccellenti e sempre disponibili. Sono in cura da tempo e mi trovo benissimo, lo consiglio a tutti! ”
“ Sono cliente dello studio da più di 4 anni e devo dire di essermi trovato sempre bene. I dottori sono accoglienti, professionali e competenti, così come le assistenti alla poltrona e le segretarie. Per quanto riguarda i servizi, effettuo tutti gli anni l'igiene dentale (l'igienista è competente e molto gentile); ho inoltre subìto otturazioni ed estrazioni e non ho mai avuto problemi. Consiglio vivamente! ”
“ Studio molto bello ed elegante. Il dottor Spinicci è stato molto gentile, accogliente e professionale, oltre che competente. Lo consiglio vivamente!! ”
Leggi tutte le 18 recensioni su Google.
Domande frequenti
Le faccette ultrasottili vanno bene per tutti?
No. Richiedono smalto abbondante e integro, denti in posizione corretta o lievemente inclinati verso l'interno e assenza di problemi occlusali importanti. Su denti che sporgono, su smalto eroso o su cambi di colore marcati, la lamina ultrasottile non è la scelta tecnica adeguata e proporla comunque significa spostare il problema più avanti.
Dopo la preparazione i denti diventano sensibili?
Una sensibilità transitoria al freddo nei giorni successivi è possibile, soprattutto quando la preparazione ha interessato zone vicine al colletto. Tende a ridursi da sola. I provvisori applicati fra la preparazione e la consegna servono anche a questo: proteggono la superficie trattata e riducono l'esposizione.
Se un giorno volessi toglierle, cosa resta sotto?
Resta il dente preparato: vitale e funzionante, ma con la superficie frontale ridotta di quei decimi. Andrà ricoperto con un nuovo restauro. Nelle preparazioni per addizione in composito, invece, la rimozione è possibile senza questa conseguenza. È una delle ragioni per cui la scelta della tecnica va discussa a fondo prima, non dopo.
Quando devo andare dal dentista se ho i denti anteriori scheggiati o usurati?
Conviene farsi valutare quando la scheggiatura è ancora piccola. Un bordo che si consuma progressivamente segnala quasi sempre un carico anomalo o un'erosione in corso, e finché lo smalto residuo è abbondante le opzioni conservative restano molte; quando si assottiglia, si riducono. Una visita diagnostica con studio dell'occlusione permette di capire da cosa dipende l'usura e di avere un piano di cura scritto prima che la situazione richieda interventi più estesi.
Il primo passo è una valutazione, non una promessa.
Faccette, sbiancamento o ricostruzioni si scelgono dopo aver visto denti e gengive: lo studio Adamanti di Pistoia parte da lì e ti mostra le alternative meno invasive.
Prenota la valutazione estetica oppure chiama lo 0573-32937: rispondiamo negli orari di apertura e ti diciamo subito le prime date disponibili.
Parlarci non
ti impegna.
- 1Valutazione di denti, gengive e sorriso
- 2Progetto estetico con le alternative
- 3Trattamento e mantenimento
Link correlati
Le sedi Adamanti
-
Lucca
Via delle Ville Prima 966
55100 Lucca (LU) -
Montecatini Terme
Via Tripoli 22
51016 Montecatini Terme (PT) -
Empoli
Via Raffaello Sanzio 199/A
50053 Empoli (FI) -
Pistoia
Via N. Machiavelli 27
51100 Pistoia (PT) -
Pisa
Via Giosuè Carducci 51
56017 Ghezzano, San Giuliano Terme (PI) -
Castelfranco di Sotto
Via Giuseppe Posarelli 9
56022 Castelfranco di Sotto (PI)
Lascia nome e telefono: ti richiamiamo per la valutazione estetica.