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Aggiornato il 13 settembre 2026
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Articolo: Ortodonzia
- Quanto deve coprire un dente per essere "troppo"
- Il danno lavora in silenzio per anni
- Gengive, mandibola e muscoli: dove arriva l'onda lunga
- Denti o scheletro: la domanda che decide tutto
- Come si corregge, in concreto
- Il percorso nello studio di Pistoia
- Come si collega agli altri percorsi dello studio di Pistoia
- Cosa dicono i pazienti di Pistoia
- Domande frequenti
In sintesi
Gli incisivi superiori coprono quasi del tutto gli inferiori: perché il morso profondo logora i denti e la mandibola, e come si corregge a Pistoia. In questa pagina: quanto deve coprire un dente per essere "troppo"; il danno lavora in silenzio per anni; gengive, mandibola e muscoli: dove arriva l'onda lunga; denti o scheletro: la domanda che decide tutto. Se il problema è tuo, lo studio Adamanti di Pistoia ti riceve dal lunedì al venerdì: chiama lo 0573-32937 e ti richiamiamo per la visita.
Il morso profondo è la malocclusione che si nota meno guardandosi allo specchio e si paga di più col tempo. Quando si chiude la bocca, gli incisivi superiori coprono quasi per intero quelli inferiori: il sorriso resta ordinato, a volte perfino gradevole, e per anni non fa male niente. Il conto arriva sotto forma di smalto consumato sui denti davanti, gengive che si ritirano dietro gli incisivi superiori e muscoli masticatori che lavorano fuori asse. Correggerlo da adulti è possibile, ma la strada dipende da una distinzione che si fa solo con la diagnosi: se il problema sta nei denti o nelle ossa.
Nello studio Palandri e Spinicci di Pistoia, in Via N. Machiavelli 27, l'ortodonzia è seguita dalla Dott.ssa Erika Schioppa, odontoiatra laureata all'Università degli Studi di Firenze e iscritta all'Ordine di Pistoia dal 2008; la direzione sanitaria della sede è del Dott. Pietro Palandri. Qui spieghiamo cosa sia davvero un morso profondo, quali danni produce quando resta com'è, e come si costruisce un percorso ortodontico su un caso adulto.
Quanto deve coprire un dente per essere "troppo"
In una chiusura equilibrata gli incisivi superiori scavalcano quelli inferiori di pochi millimetri: coprono all'incirca un terzo della loro altezza. È una sovrapposizione voluta, serve a tagliare il cibo e a guidare la mandibola quando va avanti e indietro.
Si parla di morso profondo quando quella copertura supera abbondantemente la metà. Nei casi più marcati si arriva al cosiddetto morso coperto: gli incisivi inferiori spariscono del tutto dietro i superiori e il loro bordo va a toccare la mucosa del palato invece che il retro dei denti.
La differenza fra i due quadri non è una questione di gradi su un referto. Cambia il punto dove finisce la forza della masticazione:
- Con una sovrapposizione fisiologica il carico si distribuisce sui settori posteriori, che sono fatti per reggerlo.
- Con un morso profondo una quota di quel carico si scarica sui denti anteriori, che sono fatti per tagliare, non per sostenere.
- Nel morso coperto una parte del carico finisce direttamente sulla gengiva palatale, che non è fatta per niente di tutto questo.
Il danno lavora in silenzio per anni
La ragione per cui il morso profondo arriva spesso tardi in poltrona è che non produce un sintomo riconoscibile. Non c'è dolore, non c'è un dente che si muove, non c'è nulla che spinga a prendere un appuntamento. C'è un'usura che avanza di frazioni di millimetro all'anno.
I segni che si vedono per primi sono questi:
- I bordi degli incisivi inferiori diventano piatti e leggermente traslucidi, e a un certo punto tutti della stessa altezza, come tagliati con un righello.
- La faccia interna degli incisivi superiori si scava, e lo smalto si assottiglia fino a lasciare intravedere il colore più caldo della dentina sottostante.
- I denti anteriori si scheggiano su un angolo, si ripara, e nel giro di qualche anno si scheggiano di nuovo nello stesso punto.
- Otturazioni e ricostruzioni estetiche sui denti davanti si staccano più spesso della media, perché ricevono un carico per cui non erano state progettate.
Quando un paziente racconta di aver rifatto tre volte lo stesso restauro anteriore, l'ipotesi da verificare non è la qualità del materiale: è il modo in cui quella bocca chiude.
Il morso profondo a Pistoia consuma i denti davanti
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Gengive, mandibola e muscoli: dove arriva l'onda lunga
Il secondo fronte è parodontale. Nel morso coperto il bordo degli incisivi inferiori preme in modo ripetuto sulla mucosa dietro gli incisivi superiori: la gengiva si infiamma, si ritira, e in alcuni casi si arriva a scoprire la radice. Sui denti inferiori accade il fenomeno speculare, con recessioni sul versante esterno degli elementi più caricati.
Il terzo fronte riguarda l'articolazione temporomandibolare e i muscoli. Qui bisogna essere precisi, perché su questo argomento circolano semplificazioni: il morso profondo non causa automaticamente un disturbo dell'articolazione. Esiste però una letteratura che ha osservato, nei pazienti con morso profondo o morso incrociato, una prevalenza più alta di disturbi temporomandibolari e livelli di attrito dentale superiori rispetto ai controlli. Tradotto in pratica clinica: è un fattore che va pesato, non ignorato e nemmeno drammatizzato.
I sintomi che meritano una valutazione, se compaiono insieme a un morso profondo, sono la rigidità della mandibola al risveglio, il mal di testa che parte dalle tempie, un click all'apertura, la sensazione che i denti non trovino un punto di appoggio stabile. In quel caso il percorso comincia da una valutazione funzionale prima ancora che ortodontica: nello studio di Pistoia la gnatologia è seguita dal Dott. Marco Spinicci, e le due discipline lavorano sullo stesso caso.
Denti o scheletro: la domanda che decide tutto
Un morso profondo può nascere in due modi diversi, e la terapia cambia radicalmente a seconda della risposta.
- Di origine dentale. Gli incisivi sono cresciuti troppo (o si sono estrusi negli anni), oppure i settori posteriori si sono abbassati perché mancano dei denti e la dimensione verticale della bocca si è ridotta. Le basi ossee sono proporzionate: il problema sta nella posizione degli elementi dentali.
- Di origine scheletrica. La mandibola è più corta o più chiusa in senso rotatorio rispetto al mascellare superiore, tipicamente in una seconda classe. Qui non sono i denti a essere fuori posto: sono le ossa che li portano.
La maggior parte dei casi adulti è mista, con una componente dell'una e una dell'altra. Distinguerle richiede l'esame clinico, le fotografie, la scansione delle arcate, una teleradiografia con analisi cefalometrica e — quando il quadro lo richiede — una TAC cone beam, che nei nostri studi si esegue nella stessa struttura. Non è un elenco di esami per completezza burocratica: è quello che permette di dire se un obiettivo è raggiungibile o se si sta promettendo qualcosa che l'anatomia di quel paziente non concede.
Come si corregge, in concreto
Ridurre un morso profondo significa recuperare spazio in verticale, e ci sono tre leve meccaniche per farlo. Un piano di ortodonzia a Pistoia le combina in proporzioni diverse a seconda del caso:
- Intrudere gli incisivi, cioè farli rientrare nell'osso. È la leva più usata negli adulti con un sorriso che mostra troppo dente. Richiede un ancoraggio robusto, spesso con miniviti, perché la forza deve spingere il dente dentro e non il resto dell'arcata fuori.
- Estrudere i settori posteriori, cioè far uscire leggermente molari e premolari per riaprire la bocca. Funziona bene su chi ha un viso corto e chiuso, molto meno su chi ha già una faccia lunga.
- Inclinare gli incisivi in avanti, quando sono verticalizzati verso l'interno, tipico della seconda classe seconda divisione. Poco spostamento, effetto immediato sulla profondità del morso.
Gli strumenti per applicarle sono l'apparecchio fisso con archi differenziati, gli allineatori trasparenti con attacchi e ausiliari dedicati, le miniviti come ancoraggio scheletrico. Gli allineatori trasparenti a Pistoia gestiscono bene le intrusioni programmate e la parte dentale del problema; su una discrepanza scheletrica marcata nessun dispositivo removibile può fare quello che l'anatomia non permette, e nei casi importanti la strada passa da un approccio combinato con la chirurgia ortognatica.
Due cose vanno dette prima di cominciare, non dopo. La prima è che il morso profondo è fra le malocclusioni con la maggiore tendenza a tornare indietro: la contenzione dopo il trattamento non è un accessorio, fa parte della cura. La seconda riguarda i denti già consumati. Se lo smalto anteriore è andato, l'ortodonzia da sola non lo ricostruisce: serve una sequenza in cui prima si riporta il morso a una dimensione corretta e poi si ricostruisce, perché ricostruire su una chiusura sbagliata significa rifare gli stessi restauri fra pochi anni.
Il percorso nello studio di Pistoia
Lo studio è in Via N. Machiavelli 27, vicino al centro storico e all'ospedale San Jacopo, comodo anche da Quarrata, Agliana, Montale e Serravalle Pistoiese.
La prima visita ortodontica per un morso profondo risponde a tre domande, in quest'ordine: quanto è profondo e da cosa dipende, se sta producendo danni attivi su smalto e gengive, quali obiettivi sono realistici in quel caso specifico. Il percorso pratico è lineare: esame clinico e fotografie, scansione digitale delle arcate, radiografie ed eventuale TAC cone beam eseguita in sede. Da lì esce un piano di cura scritto con le opzioni compatibili e il preventivo dettagliato. Se serve distribuire la spesa, le formule di pagamento si definiscono in sede insieme al preventivo, non al telefono.
Due note organizzative. Al telefono con la segretaria si può fissare un appuntamento in giornata quando c'è disponibilità. Ad agosto lo studio resta aperto con orario normale, dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 19 con orario continuato.
Prenota una visita ortodontica nello studio di Pistoia chiamando lo 0573-32937 se ti riconosci in questo quadro: dalla valutazione esci sapendo quanta parte del tuo morso profondo è dentale e quanta scheletrica, cosa si può correggere e con quali strumenti, con un piano di cura scritto.
Come si collega agli altri percorsi dello studio di Pistoia
Questa pagina è una tappa autonoma del percorso dello studio di Pistoia. Qui sotto i percorsi che le stanno vicino.
- Impianti dentali a Pistoia
- Parodontologo a Pistoia
- Dentista pediatrico a Pistoia
- Tutte le aree cliniche dello studio di Pistoia
Cosa dicono i pazienti di Pistoia
“ Studio molto professionale. L'accoglienza è ottima e discreta. Pulizia e attenzione all'igiene sono al top. Medici eccellenti e sempre disponibili. Sono in cura da tempo e mi trovo benissimo, lo consiglio a tutti! ”
“ Sono cliente dello studio da più di 4 anni e devo dire di essermi trovato sempre bene. I dottori sono accoglienti, professionali e competenti, così come le assistenti alla poltrona e le segretarie. Per quanto riguarda i servizi, effettuo tutti gli anni l'igiene dentale (l'igienista è competente e molto gentile); ho inoltre subìto otturazioni ed estrazioni e non ho mai avuto problemi. Consiglio vivamente! ”
“ Studio molto bello ed elegante. Il dottor Spinicci è stato molto gentile, accogliente e professionale, oltre che competente. Lo consiglio vivamente!! ”
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Domande frequenti
Quando devo andare dal dentista per un morso profondo?
Quando compare un segno oggettivo, non quando arriva il dolore — che in questa malocclusione spesso non arriva mai. I segni sono quattro: i bordi degli incisivi inferiori che diventano piatti e uniformi, un restauro anteriore che si stacca o si scheggia più di una volta, una gengiva che si ritira dietro gli incisivi superiori, la mandibola rigida al risveglio. In quella fase una valutazione ortodontica stabilisce se il quadro è stabile o in progressione, e mette per iscritto la situazione di partenza prima che si aggiungano danni da ricostruire.
Da adulto è tardi per correggere un morso profondo?
No, cambia la strada. Nell'adulto non si può più guidare la crescita delle ossa, quindi la componente scheletrica si gestisce in modo diverso: si compensa a livello dentale entro i limiti dell'osso disponibile, oppure si valuta un approccio combinato. Quello che conta più dell'età anagrafica è lo stato delle gengive e la quantità di osso attorno alle radici, perché sono quelli a definire quanto un dente si può spostare.
Se non mi fa male, devo per forza trattarlo?
Non necessariamente. Un morso profondo lieve, stabile, senza usura in progressione e senza sofferenza gengivale può essere tenuto sotto controllo con visite documentate e confronto fotografico nel tempo: non trattare è una decisione clinica legittima. Diventa un problema quando la si prende senza aver mai verificato niente, perché è proprio l'usura lenta a passare inosservata.
Il bite è sufficiente per risolvere un morso profondo?
Il bite protegge e riequilibra, non riposiziona i denti in modo stabile. È utile quando c'è un serramento notturno che accelera l'usura, o durante una fase diagnostica per capire come reagiscono muscoli e articolazione. Ma se la copertura degli incisivi resta quella, il carico anteriore torna appena il dispositivo esce di bocca: sono due strumenti che rispondono a due domande diverse, e a volte si usano insieme.
Il primo passo è una valutazione ortodontica.
Apparecchio fisso o allineatori si decidono sulla bocca, non sul catalogo: lo studio Adamanti di Pistoia valuta e propone le alternative con tempi realistici.
Prenota la valutazione ortodontica oppure chiama lo 0573-32937: rispondiamo negli orari di apertura e ti diciamo subito le prime date disponibili.
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- 1Valutazione ortodontica e impronte
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- 3Trattamento e contenzione finale
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