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Aggiornato il 14 settembre 2026
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Articolo: Chirurgia Orale
- Sopra i molari superiori non c'è osso: c'è aria
- Cosa cambia rispetto a un'estrazione in basso
- Cosa guardo prima di programmare l'intervento
- Perché la panoramica non risponde a questa domanda
- I giorni dopo: le regole che valgono solo per l'arcata superiore
- Lo spazio non resta fermo
- Come si affronta nello studio di Pistoia
- Come si collega agli altri percorsi dello studio di Pistoia
- Cosa dicono i pazienti di Pistoia
- Domande frequenti
In sintesi
Le radici dei molari superiori possono arrivare a contatto con il seno mascellare: cosa viene misurato prima di estrarli e come cambia l'intervento. In questa pagina: sopra i molari superiori non c'è osso: c'è aria; cosa cambia rispetto a un'estrazione in basso; cosa guardo prima di programmare l'intervento; perché la panoramica non risponde a questa domanda. Se il problema è tuo, lo studio Adamanti di Pistoia ti riceve dal lunedì al venerdì: chiama lo 0573-32937 e ti richiamiamo per la visita.
Le radici dei molari superiori risalgono verso una cavità piena d'aria: il seno mascellare. In molte persone quel pavimento osseo è sottile come un foglio, e in una parte dei casi le punte delle radici lo attraversano e sporgono dentro la cavità. Estrarre un dente in quella posizione non è più difficile: è diverso. Cambia cosa va guardato prima, cambiano le manovre, cambiano le regole dei giorni successivi.
Sono il Dott. Pietro Palandri, direttore sanitario dello studio Palandri e Spinicci di Pistoia. Mi occupo di parodontologia, implantologia e protesi, e seguo la chirurgia orale dello studio. Quando dico a un paziente che quel molare in alto va tolto, la reazione più comune è sollievo: fa male da settimane, e togliere sembra la fine della storia. Poi aggiungo che prima serve un'immagine tridimensionale, e la faccia cambia. Sembra una complicazione inutile per un dente che va comunque via. Non lo è, e in questa pagina provo a spiegare esattamente perché.
Sopra i molari superiori non c'è osso: c'è aria
Il seno mascellare è una cavità pneumatica scavata nell'osso dello zigomo e della guancia. Serve ad alleggerire il massiccio facciale e a condizionare l'aria che respiri. Il suo pavimento coincide con la parte alta dell'osso che regge i denti posteriori superiori.
Quanto osso resta tra le due cose è una variabile individuale, non una costante anatomica. Gli studi che hanno misurato questa distanza con tomografia volumetrica su grandi campioni descrivono tre situazioni ricorrenti:
- Radici distanti dal pavimento, con uno strato di osso spesso e continuo in mezzo. È la condizione più comoda.
- Radici a contatto, che toccano la corticale senza attraversarla. Il pavimento del seno si adatta e si solleva a cupola attorno a ogni radice.
- Radici protruse, che sporgono dentro la cavità e sono separate dall'aria solo dalla membrana che la riveste.
La terza condizione non è rara, riguarda soprattutto la radice palatina del primo molare e le radici del secondo, e soprattutto non dà alcun sintomo. Non c'è modo di accorgersene guardando in bocca, né di dedurla dall'età o dalla corporatura.
C'è poi un fattore che sposta ulteriormente il quadro: l'infiammazione cronica. Un molare con una lesione all'apice della radice, o con una parodontite avanzata attorno, consuma nel tempo l'osso che lo separa dalla cavità. Quando arriva il momento di estrarlo, quella barriera si è già assottigliata da sola.
Cosa cambia rispetto a un'estrazione in basso
Nella mandibola il problema principale è il nervo alveolare inferiore, che va individuato e rispettato. Nell'arcata superiore posteriore il problema è di segno opposto: non c'è una struttura da evitare, c'è uno spazio vuoto oltre la punta della radice.
Le conseguenze pratiche sono tre.
- La trazione va dosata in modo diverso. Su una radice che sporge nel seno, una leva applicata con l'inclinazione sbagliata non estrae il dente: spinge in alto un frammento, o strappa via con il dente la lamella ossea che faceva da pavimento.
- L'alveolo può restare in comunicazione con la cavità. Quando la parete che li separava era assente o si è portata via col dente, resta un tramite aperto tra bocca e seno. Si chiama comunicazione oro-antrale ed è la complicanza specifica di questa zona.
- La chiusura conta più della rapidità. In basso l'alveolo si affida al coagulo. In alto, se c'è comunicazione, l'obiettivo della seduta diventa sigillare, e la tecnica di sutura viene decisa lì, sul momento.
Nelle casistiche che hanno seguito centinaia di estrazioni di terzi molari, la comunicazione con il seno compare come una complicanza definita, con una frequenza contenuta ma reale, e quasi sempre in arcata superiore. Il punto non è la probabilità: è che sia prevista prima, non scoperta dopo.
Molare superiore vicino al seno mascellare
Da 30 anni a Pistoia
Dente del giudizio, estrazione o cisti? Lascia nome e telefono: ti richiamiamo per la valutazione chirurgica.
Cosa guardo prima di programmare l'intervento
Questo è il passaggio che il paziente vede come un rinvio e che in realtà decide tutto il resto.
- La distanza tra ogni radice e il pavimento del seno. Non del dente in generale: di ogni singola radice, perché spesso una sola è quella critica.
- La continuità della lamella ossea. Se è interrotta in un punto, la comunicazione è già in atto e l'estrazione va impostata sapendolo.
- La divergenza e la forma delle radici. Radici divaricate a pinza abbracciano un setto osseo e tendono a portarselo via. In questi casi il dente viene sezionato e le radici escono una per volta, per la loro strada.
- La presenza di una lesione all'apice. Una lesione cronica ha già consumato osso e spesso ha ispessito la mucosa del seno appena sopra.
- Lo stato della mucosa sinusale. Un ispessimento marcato, o una sinusite in corso, cambiano la sequenza del percorso: a volte va trattata prima l'infezione, a volte l'estrazione stessa è la sua cura.
Su quest'ultimo punto vale la pena essere chiari, perché genera molti equivoci. Esiste una sinusite che nasce dai denti, non dal raffreddore: si riconosce perché è quasi sempre di un solo lato, resiste alle terapie prescritte per le forme respiratorie e spesso si accompagna a un cattivo odore. La sua causa è un molare o un premolare superiore infetto. In quei casi rimuovere il dente responsabile e detergere la cavità attraverso lo stesso alveolo è un approccio descritto in letteratura come risolutivo sulle forme non croniche.
Perché la panoramica non risponde a questa domanda
La radiografia panoramica appiattisce su un piano una struttura curva. Nella zona dei molari superiori le radici e il pavimento del seno finiscono sovrapposti, e l'immagine suggerisce contatti che non ci sono o li nasconde dove ci sono davvero.
La tomografia volumetrica separa i piani e restituisce misure. Nello studio di Pistoia l'esame si esegue in sede e viene letto dallo stesso professionista che opera, senza passaggi esterni: trovi il dettaglio nella pagina sulla TAC cone beam a Pistoia. La differenza pratica è semplice: sulla panoramica si stima, sulla tridimensionale si conta.
I giorni dopo: le regole che valgono solo per l'arcata superiore
Dopo un'estrazione in questa zona ricevi indicazioni che sembrano eccentriche. Hanno tutte lo stesso scopo: evitare sbalzi di pressione tra bocca e seno mentre l'alveolo si chiude.
- Non soffiare il naso per il periodo indicato. Se devi starnutire, fallo a bocca aperta.
- Niente cannuccia e niente sigaretta: la suzione crea una depressione che lavora contro il coagulo.
- Niente sforzi a glottide chiusa, sollevamenti pesanti compresi, e attenzione agli strumenti a fiato.
- Evita aerei e immersioni nei giorni indicati, per la variazione di pressione.
Il segnale che chiede una telefonata è specifico: liquidi che risalgono dal naso mentre bevi, o aria che passa dalla bocca al naso quando parli. Non è un'emergenza drammatica, ma è un'informazione che va data subito, perché una comunicazione recente si chiude con manovre semplici mentre una trascurata tende a stabilizzarsi in tragitto permanente.
Lo spazio non resta fermo
Tolto il molare, quella zona inizia a cambiare in due direzioni contemporaneamente. La cresta ossea si riassorbe perché non riceve più il carico del morso, e la cavità del seno tende a espandersi nello spazio che si libera. Nessuno dei due processi dà sintomi.
Questo è il motivo per cui una decisione presa subito dopo l'estrazione vale più di una presa tre anni dopo: non per fretta, ma perché i millimetri disponibili per un'eventuale sostituzione del dente diminuiscono col tempo, e a un certo punto rientra in gioco la necessità di aumentare il volume osseo prima di poter avvitare qualcosa. Le opzioni di sostituzione e i loro presupposti sono raccolti nella pagina sugli impianti dentali a Pistoia. Anche scegliere di non sostituire è una scelta legittima, purché sia consapevole e non un rinvio senza scadenza.
Come si affronta nello studio di Pistoia
Lo studio Palandri e Spinicci di Pistoia è in Via N. Machiavelli 27, vicino al centro storico e all'ospedale San Jacopo, comodo anche da Quarrata, Agliana, Montale e Serravalle Pistoiese.
Il percorso su un molare superiore da estrarre si svolge così:
- Visita e cone beam in sede, con la misura del rapporto tra ogni radice e il pavimento del seno.
- Piano di cura scritto, che indica la tecnica prevista, la durata della seduta e cosa succede dopo, con il preventivo. Per chi lo chiede sono disponibili formule di pagamento rateale, definite in sede insieme al piano.
- Intervento ambulatoriale in anestesia locale, con eventuale sezione del dente per far uscire le radici separatamente.
- Controllo di guarigione e, quando previsto, la valutazione della sostituzione del dente.
Lo studio è aperto dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 19. Al telefono con la segretaria si può fissare l'appuntamento in giornata.
Prenota una visita diagnostica allo 0573-32937 se ti è stato detto che un molare superiore va tolto: con la cone beam in sede si vede il rapporto reale tra le radici e il seno mascellare, e uscirai con un piano di cura scritto e un preventivo prima di fissare qualsiasi intervento.
Come si collega agli altri percorsi dello studio di Pistoia
Questa pagina è una tappa autonoma del percorso dello studio di Pistoia. Qui sotto i percorsi che le stanno vicino.
- Impianti dentali a Pistoia
- Parodontologo a Pistoia
- Dentista pediatrico a Pistoia
- Tutte le aree cliniche dello studio di Pistoia
Cosa dicono i pazienti di Pistoia
“ Studio molto professionale. L'accoglienza è ottima e discreta. Pulizia e attenzione all'igiene sono al top. Medici eccellenti e sempre disponibili. Sono in cura da tempo e mi trovo benissimo, lo consiglio a tutti! ”
“ Sono cliente dello studio da più di 4 anni e devo dire di essermi trovato sempre bene. I dottori sono accoglienti, professionali e competenti, così come le assistenti alla poltrona e le segretarie. Per quanto riguarda i servizi, effettuo tutti gli anni l'igiene dentale (l'igienista è competente e molto gentile); ho inoltre subìto otturazioni ed estrazioni e non ho mai avuto problemi. Consiglio vivamente! ”
“ Studio molto bello ed elegante. Il dottor Spinicci è stato molto gentile, accogliente e professionale, oltre che competente. Lo consiglio vivamente!! ”
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Domande frequenti
Quando devo andare dal dentista per un molare superiore che fa male da giorni?
Il dolore continuo su un molare superiore indica quasi sempre un processo attivo all'apice della radice o nei tessuti attorno, e quel processo consuma l'osso che separa il dente dalla cavità sinusale. Aspettare non lo ferma: rende più sottile la barriera e più delicato l'intervento quando arriverà. Una visita diagnostica con esame tridimensionale stabilisce se il dente è recuperabile, e se non lo è imposta l'estrazione conoscendo in anticipo il rapporto con il seno, invece di scoprirlo durante la seduta.
Se la radice tocca il seno mascellare, il dente si può comunque togliere in studio?
Sì, nella grande maggioranza dei casi si tratta di un intervento ambulatoriale in anestesia locale. La vicinanza al seno non sposta l'intervento in ospedale: cambia la tecnica, spesso con la sezione del dente per estrarre le radici una alla volta, e cambia il tipo di sutura. Il ricorso a una struttura ospedaliera resta legato a condizioni generali particolari del paziente, non alla posizione della radice.
Cosa succede se si apre una comunicazione tra bocca e seno?
Se viene riconosciuta durante la seduta, viene chiusa nella stessa seduta: si stabilizza il coagulo e si sutura in modo da isolare l'alveolo, a volte spostando un piccolo lembo di tessuto vicino. Le comunicazioni ampie o quelle rimaste aperte per settimane richiedono un intervento di chiusura dedicato. È la ragione per cui i sintomi da riferire subito sono liquidi che risalgono dal naso e passaggio d'aria tra bocca e naso.
Ho una sinusite che non passa da mesi: può dipendere da un dente?
Può. Una sinusite che interessa un solo lato, che non risponde alle terapie impostate per le forme respiratorie e che si accompagna a cattivo odore ha un'origine dentale in una quota rilevante di casi. La verifica è rapida: un esame tridimensionale mostra insieme lo stato dei molari superiori e la mucosa del seno, e permette di capire se il punto di partenza è un dente.
Il primo passo è una visita con la radiografia giusta.
Un'estrazione si programma: lo studio Adamanti di Pistoia valuta il dente, l'osso e la tua storia clinica prima di fissare l'intervento.
Prenota la visita chirurgica oppure chiama lo 0573-32937: rispondiamo negli orari di apertura e ti diciamo subito le prime date disponibili.
Parlarci non
ti impegna.
- 1Visita e radiografia (panoramica o TAC)
- 2Intervento programmato in anestesia locale
- 3Controllo post-operatorio
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