Scritto e revisionato da:
Team clinico dello Studio Palandri & Spinicci
Direttore sanitario: Dott. Pietro Palandri
Aggiornato il 14 settembre 2026
Lettura: 6 min
Articolo: Guide & Prezzi
- Quali spese odontoiatriche non sono detraibili?
- Come funziona la franchigia di 129,11 euro sulle spese sanitarie?
- Lo sbiancamento è una spesa dentistica non detraibile?
- Pulizia dei denti, cure e apparecchi: cosa invece si detrae?
- Pagare il dentista in contanti rende la spesa non detraibile?
- Quali documenti conservare per non perdere la detrazione?
- Come chiarire i dubbi prima di pagare a Pistoia?
- La detrazione deve orientare la scelta della cura?
- Come si collega agli altri percorsi dello studio di Pistoia
- Cosa dicono i pazienti di Pistoia
- Come si può pagare
- Domande frequenti
In sintesi
Spese odontoiatriche non detraibili: cosa resta fuori dalla detrazione, come funziona la franchigia sulle spese sanitarie e quali documenti conservare. In questa pagina: quali spese odontoiatriche non sono detraibili; come funziona la franchigia di 129,11 euro sulle spese sanitarie; lo sbiancamento è una spesa dentistica non detraibile; pulizia dei denti, cure e apparecchi: cosa invece si detrae. Se il problema è tuo, lo studio Adamanti di Pistoia ti riceve dal lunedì al venerdì: chiama lo 0573-32937 e ti richiamiamo per la visita.
Se stai cercando quali sono le spese odontoiatriche non detraibili, la risposta breve è questa: restano fuori la quota sotto la franchigia, i pagamenti in contanti a uno studio privato, la parte rimborsata da un fondo sanitario e, in genere, i trattamenti con finalità solo estetica. Qui trovi i casi uno per uno, un esempio di calcolo della detrazione del 19% e i documenti da tenere per il 730. Le regole sono nazionali e valgono a Pistoia come nel resto d'Italia: sul singolo caso l'ultima parola spetta al CAF o al commercialista.
Quali spese odontoiatriche non sono detraibili?
Non si detraggono le spese prive di finalità sanitaria, quelle pagate con mezzi non tracciabili, quelle rimborsate da terzi e la parte che resta sotto la franchigia annuale. La detrazione nasce dall'art. 15 del TUIR e riguarda le spese sanitarie: prestazioni con scopo diagnostico, terapeutico o riabilitativo, documentate e intestate a chi le porta in dichiarazione. Ciò che non rispetta queste condizioni resta fuori, anche se è stato eseguito dal dentista.
- L'estetica pura. Un trattamento scelto solo per l'aspetto del sorriso, su denti sani, in genere non è considerato spesa sanitaria.
- I contanti. Dal 2020 (legge di bilancio 2020) le prestazioni di uno studio odontoiatrico privato non accreditato con il Servizio sanitario nazionale si detraggono solo se pagate con bonifico, carta o bancomat.
- I rimborsi. La quota rimborsata da un fondo sanitario integrativo, per esempio quello del contratto di lavoro, di norma non si detrae.
- La franchigia. I primi 129,11 euro di spese sanitarie dell'anno non danno diritto a nulla.
- Gli interessi. Se la cura è pagata con un finanziamento, gli interessi non sono una spesa sanitaria.
- I prodotti per l'igiene di casa. Spazzolini e dentifrici sono beni di consumo, non prestazioni.
Come funziona la franchigia di 129,11 euro sulle spese sanitarie?
La franchigia si applica una sola volta sul totale annuo delle spese sanitarie, non sulla singola fattura del dentista. Si sommano tutte le spese mediche dell'anno, comprese farmacia, visite specialistiche ed esami, anche quelle sostenute per i familiari a carico; la detrazione del 19% si calcola solo sulla parte eccedente.
Un esempio di calcolo: chi nell'anno ha sostenuto in tutto 1.000 euro di spese sanitarie tracciate detrae il 19% di 870,89 euro, cioè circa 165 euro di imposta in meno. Chi invece ha avuto soltanto un controllo e poco altro può restare sotto soglia: la spesa è detraibile sulla carta, ma in pratica non produce alcun beneficio.
A Pistoia, quali spese dentistiche non sono detraibili
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Lo sbiancamento è una spesa dentistica non detraibile?
Quando ha una finalità solo estetica, in genere sì: resta fuori dalla detrazione. Lo sbiancamento su denti sani, scelto per schiarire il colore del sorriso, non cura una patologia e per questo di solito non viene trattato come spesa sanitaria. La prassi fiscale sui trattamenti estetici però non è sempre lineare, e il singolo caso va verificato con il CAF o il commercialista partendo dalla descrizione in fattura.
Diverso è quando un intervento con effetto anche estetico ripara le conseguenze di una carie, di un trauma o di una malattia: una corona su un dente fratturato o una ricostruzione dopo una carie estesa hanno finalità riabilitativa e rientrano fra le cure. Chi sta valutando uno sbiancamento dei denti fa bene a chiedere prima come sarà indicato nel documento fiscale.
Pulizia dei denti, cure e apparecchi: cosa invece si detrae?
Si detraggono le prestazioni odontoiatriche con finalità di prevenzione, diagnosi o cura, purché pagate in modo tracciabile. È utile saperlo, perché su alcune voci circolano convinzioni sbagliate.
- Igiene professionale. La pulizia dei denti eseguita dall'igienista o dal dentista è una prestazione sanitaria e rientra fra le spese detraibili.
- Visite ed esami. Visite di controllo, panoramiche e TAC dentali si sommano alle altre spese sanitarie dell'anno.
- Cure. Otturazioni, devitalizzazioni, terapie delle gengive, estrazioni, protesi e impianti.
- Ortodonzia. L'ortodonzia, con apparecchio fisso o allineatori trasparenti, per adulti e bambini, è una cura a tutti gli effetti.
Pagare il dentista in contanti rende la spesa non detraibile?
Sì, se lo studio è privato e non accreditato con il SSN: dal 2020 la detrazione richiede un pagamento tracciabile. Vanno bene bonifico, carta di credito o di debito, bancomat e bollettino postale. Anche in contanti restano detraibili solo farmaci, dispositivi medici e prestazioni di strutture pubbliche o private accreditate.
Il mezzo di pagamento è uno dei dati che gli studi trasmettono al Sistema Tessera Sanitaria: la dichiarazione precompilata registra se il pagamento era tracciabile e ne tiene conto nel calcolo.
Quali documenti conservare per non perdere la detrazione?
Servono la fattura intestata a chi porta la spesa in dichiarazione e la prova che il pagamento era tracciabile. Il resto è ordine: chi conserva bene le carte evita sorprese in caso di controllo.
- La fattura. Riporta il codice fiscale del paziente e una descrizione della prestazione che ne faccia capire la natura sanitaria.
- La prova del pagamento. Ricevuta del POS, estratto conto oppure annotazione del mezzo di pagamento sulla fattura stessa.
- Le spese di famiglia. Per un familiare a carico la fattura può essere intestata a lui; per i figli, se la spesa non si divide a metà fra i genitori, la percentuale si annota sul documento.
- Il tempo. I documenti si tengono finché l'Agenzia delle Entrate può chiedere verifiche, di norma fino al quinto anno successivo alla dichiarazione.
Come chiarire i dubbi prima di pagare a Pistoia?
La domanda utile si fa prima del pagamento: come sarà descritta la prestazione e con quale mezzo saldarla. Nello studio Palandri e Spinicci di Pistoia il preventivo, scritto dopo la visita, elenca le singole prestazioni: è già un modo per distinguere le voci di cura da quelle con finalità estetica. Le informazioni su costi e modalità di pagamento sono raccolte nella pagina dedicata a prezzi e preventivi. Chi arriva da Agliana, Quarrata o Serravalle Pistoiese può porre la stessa domanda già al momento della prenotazione.
La detrazione deve orientare la scelta della cura?
No: la cura si sceglie in base a ciò che serve alla bocca, e l'aspetto fiscale viene dopo. Un trattamento non diventa più indicato perché si può scaricare, né va rimandato solo perché la spesa resterebbe sotto soglia. Anche qui la soluzione meno invasiva viene prima: le macchie superficiali da caffè, tè o fumo in molti casi si attenuano già con una seduta di igiene professionale, prima di pensare a uno sbiancamento.
Per un dubbio solo fiscale, del resto, non serve una visita: bastano fattura, prova del pagamento e, se il caso è complesso, il parere del CAF o del commercialista. La visita serve quando la domanda riguarda la bocca: cosa è necessario, cosa si può rimandare, cosa è soltanto estetico. Quella valutazione si fa in studio.
Prenota una visita di valutazione nello studio di Pistoia. Si prenota online su prenota.adamanti.it.
Come si collega agli altri percorsi dello studio di Pistoia
Questa pagina è una tappa autonoma del percorso dello studio di Pistoia. Qui sotto i percorsi che le stanno vicino.
- Impianti dentali a Pistoia
- Parodontologo a Pistoia
- Dentista pediatrico a Pistoia
- Tutte le aree cliniche dello studio di Pistoia
Cosa dicono i pazienti di Pistoia
“ Studio molto professionale. L'accoglienza è ottima e discreta. Pulizia e attenzione all'igiene sono al top. Medici eccellenti e sempre disponibili. Sono in cura da tempo e mi trovo benissimo, lo consiglio a tutti! ”
“ Sono cliente dello studio da più di 4 anni e devo dire di essermi trovato sempre bene. I dottori sono accoglienti, professionali e competenti, così come le assistenti alla poltrona e le segretarie. Per quanto riguarda i servizi, effettuo tutti gli anni l'igiene dentale (l'igienista è competente e molto gentile); ho inoltre subìto otturazioni ed estrazioni e non ho mai avuto problemi. Consiglio vivamente! ”
“ Studio molto bello ed elegante. Il dottor Spinicci è stato molto gentile, accogliente e professionale, oltre che competente. Lo consiglio vivamente!! ”
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Come si può pagare
Al termine della prima visita ricevi un preventivo scritto, con il dettaglio di ogni fase. Per i percorsi più impegnativi lo studio di Pistoia consente di concordare pagamenti dilazionati nel tempo: se ne parla apertamente prima di iniziare, così la decisione la prendi conoscendo tempi e importi.
Le spese odontoiatriche sono detraibili nella dichiarazione dei redditi secondo la normativa vigente.
Domande frequenti
La pulizia dei denti dall'igienista è una spesa odontoiatrica detraibile?
Sì. L'igiene orale professionale è una prestazione sanitaria, che la esegua l'igienista o il dentista, e rientra nella detrazione del 19%. Serve però un pagamento tracciabile, e si applica la franchigia annua sul totale delle spese sanitarie.
Le spese dal dentista pagate in contanti si possono detrarre nel 730?
Per uno studio privato non accreditato con il SSN, no: dal 2020 la detrazione spetta solo con bonifico, carta, bancomat o bollettino. L'eccezione riguarda farmaci, dispositivi medici e prestazioni di strutture pubbliche o accreditate. Conviene quindi scegliere il mezzo di pagamento prima di saldare.
Lo sbiancamento dei denti fatto dal dentista rientra tra le spese odontoiatriche non detraibili?
In genere sì, quando è scelto solo per schiarire denti sani: manca la finalità di cura richiesta per le spese sanitarie. Se invece il trattamento fa parte della riparazione di un danno da trauma o da malattia, il quadro può cambiare. Sul singolo caso è bene sentire il CAF o il commercialista con la fattura alla mano.
Si possono detrarre le spese odontoiatriche sostenute per un familiare a carico?
Sì: le spese per un familiare fiscalmente a carico le detrae chi le ha pagate, e si sommano alle proprie nel calcolo della franchigia. Per i figli, se la divisione fra i genitori non è a metà, la percentuale va annotata sul documento. Per un familiare non a carico la detrazione in genere non spetta, salvo casi particolari da verificare con il CAF.
Le cure dentali pagate a rate si detraggono nell'anno di ogni pagamento?
Sì, se le rate sono versate direttamente allo studio: vale il principio di cassa, e ogni pagamento tracciabile conta nell'anno in cui è stato fatto. Con un finanziamento tramite una società finanziaria, in genere si guarda all'anno in cui la finanziaria paga lo studio. Gli interessi del finanziamento non si detraggono.
Apparecchio ortodontico e allineatori trasparenti sono spese detraibili?
Sì: l'ortodonzia è una cura, e sia l'apparecchio fisso sia gli allineatori trasparenti, compreso Invisalign, rientrano fra le spese sanitarie. Vale per gli adulti e per i figli a carico, con fattura che descriva la prestazione e pagamento tracciabile. Se il trattamento dura più anni, ogni anno si detrae la parte effettivamente pagata.
Una sola visita di controllo nell'anno si può detrarre?
È una spesa sanitaria, quindi in teoria sì, ma conta la franchigia di 129,11 euro sul totale dell'anno. Se nello stesso anno non ci sono altre spese mediche, farmaci o esami, la somma può restare sotto soglia e non dare alcun beneficio. Per questo vale la pena conservare tutte le ricevute sanitarie, anche le più piccole.
Oltre alla fattura, bisogna conservare la ricevuta del pagamento?
È prudente farlo: la fattura documenta la prestazione, mentre la ricevuta del POS o l'estratto conto dimostra che il pagamento era tracciabile. Se il mezzo di pagamento è annotato sulla fattura, quel documento di solito basta. Entrambi vanno tenuti per tutto il periodo in cui l'Agenzia delle Entrate può chiedere un controllo.
Il primo passo è un preventivo scritto, dopo la visita.
Nessun prezzo serio si fa al telefono: lo studio Adamanti di Pistoia visita, spiega le alternative e consegna un preventivo scritto con le voci una per una.
Prenota la visita con preventivo oppure chiama lo 0573-32937: rispondiamo negli orari di apertura e ti diciamo subito le prime date disponibili.
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- 1Visita e diagnosi
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