Scritto e revisionato da:
Aggiornato il 13 settembre 2026
Lettura: 8 min
Articolo: Chirurgia Orale
- Un dente fermo, non un dente mancante
- Perché non basta "tirarlo via"
- La mappa prima del bisturi
- L'intervento, raccontato come lo vive chi è in poltrona
- Le prime quarantotto ore, senza raccontarsele
- Come si svolge il percorso nello studio di Pisa
- Come si collega agli altri percorsi dello studio di Pisa
- Cosa dicono i pazienti di Pisa
- Domande frequenti
In sintesi
Un dente incluso è fermo dentro l'osso e non spunterà da solo. Come si svolge l'intervento nello studio di Pisa, quanto dura e cosa si sente davvero. In questa pagina: un dente fermo, non un dente mancante; perché non basta "tirarlo via"; la mappa prima del bisturi; l'intervento, raccontato come lo vive chi è in poltrona. Se il problema è tuo, lo studio Adamanti di Pisa ti riceve dal lunedì al venerdì: chiama lo 050-9910086 e ti richiamiamo per la visita.
Un dente incluso è un dente che si è fermato dentro l'osso e da solo non uscirà più. Nella maggior parte dei casi è il dente del giudizio, e chi lo scopre in una panoramica di controllo fa quasi sempre la stessa domanda: cosa succede, esattamente, quando me lo tolgono. La risposta breve è che l'intervento dura in genere tra venti e cinquanta minuti, si svolge in anestesia locale e la sensazione che prevale è quella di pressione. La risposta lunga è il motivo per cui vale la pena leggere il resto.
Un dente fermo, non un dente mancante
Nel linguaggio comune "incluso" suona come "assente". Non è così. Il dente c'è, è completo, ha la sua corona e le sue radici, ma è rimasto imprigionato nell'osso della mandibola o del mascellare, coperto dalla gengiva e a volte da uno strato di osso di qualche millimetro. Non è spuntato perché non ha trovato spazio, oppure perché è cresciuto storto e ha incontrato la radice del dente davanti a sé.
Le posizioni non sono tutte uguali, e la differenza conta più di quanto sembri:
- Incluso completo: il dente è interamente dentro l'osso, non se ne vede nulla in bocca.
- Semi-incluso: una porzione della corona è emersa, il resto è ancora coperto da gengiva. È la situazione che dà più infezioni ricorrenti, perché tra il lembo di gengiva e il dente si crea una tasca che nessuno spazzolino raggiunge.
- Incluso in posizione orizzontale o inclinata: il dente è disteso o obliquo e spinge contro il secondo molare.
Il dente del giudizio è il candidato naturale a questa storia perché è l'ultimo ad arrivare, di solito tra i diciotto e i venticinque anni, quando la mandibola ha già finito di crescere. Trova un posto che non c'è. Ma capita anche ai canini superiori, soprattutto nelle donne, e in quel caso il tema non è solo chirurgico: a volte il dente si recupera e si porta in arcata con l'ortodonzia invece di rimuoverlo.
Perché non basta "tirarlo via"
Un dente erotto lo si estrae con una leva e una pinza: si allarga il legamento che lo tiene all'osso e si sfila. Un dente incluso non ha una parte fuori dove far presa. Va raggiunto.
Questo cambia la natura dell'intervento. Non si tratta di un'estrazione più faticosa: è un'operazione diversa, che si chiama avulsione chirurgica e che segue una sequenza precisa. Ed è anche il motivo per cui i tempi di recupero non sono gli stessi di un dente tolto in tre minuti. Ne parliamo in estrazione molare a Pisa: 2 recuperi molto diversi.
Dente incluso a Pisa, l'intervento minuto per minuto
Da 20 anni a Pisa
Dente del giudizio, estrazione o cisti? Lascia nome e telefono: ti richiamiamo per la valutazione chirurgica.
La mappa prima del bisturi
Sotto le radici dei molari inferiori corre il nervo alveolare inferiore, quello che dà sensibilità al labbro e al mento. Su una radiografia panoramica, che è un'immagine piatta, la radice e il canale del nervo possono sembrare sovrapposti anche quando in realtà sono distanti alcuni millimetri, o viceversa.
Per questo, quando la panoramica mostra un rapporto stretto, si passa a un esame tridimensionale. La TAC dentale a Pisa si esegue in sede: è un esame che dura pochi secondi e restituisce un volume in tre dimensioni, dove si vede da che lato il canale passa rispetto alla radice, e se c'è contatto o solo prossimità. Uno studio prospettico pubblicato nel 2026 su Tomography ha misurato quanto questa informazione modifichi le decisioni: in una quota rilevante di casi il piano chirurgico cambia dopo la cone beam rispetto a quello ipotizzato sulla sola panoramica.
Tradotto in pratica: la mappa non serve a rassicurare il paziente, serve a decidere da dove entrare, quanto osso togliere e in quanti pezzi dividere il dente.
L'intervento, raccontato come lo vive chi è in poltrona
Quello che segue è l'ordine reale delle cose. Non una lista di tecnicismi: la sequenza di sensazioni che si susseguono.
- Anestesia. È l'unico momento in cui si sente una puntura, e dura pochi secondi. Poi il labbro e metà lingua diventano pesanti. Da lì in avanti l'area è muta.
- L'incisione della gengiva. Non si avverte. Il tessuto viene scollato e sollevato come una piccola tendina per scoprire l'osso sottostante. Si percepisce che qualcuno sta lavorando, non cosa sta facendo.
- L'apertura dell'osso. Qui arriva il rumore. Uno strumento rotante o a ultrasuoni rimuove il sottile strato di osso che copre il dente. Il suono si trasmette attraverso le ossa del cranio e sembra più forte di quanto sia. È la fase che spaventa di più e che fa male di meno.
- La sezione del dente. Un dente incluso spesso non esce intero: si divide in due o tre frammenti e si rimuovono uno alla volta. Non è un segno che qualcosa sia andato storto, è il contrario. Dividere il dente significa togliere meno osso attorno.
- La rimozione. Qui si sente pressione, a volte forte. Il chirurgo appoggia e spinge, e la mandibola trasmette la spinta. Pressione, non dolore: sono due segnali diversi e il cervello, sotto anestesia, li distingue bene.
- Pulizia e sutura. L'alveolo viene lavato, la gengiva riportata al suo posto e chiusa con qualche punto. I punti si rimuovono a guarigione avviata, in un controllo breve che viene fissato al termine dell'intervento.
Nel mezzo, l'assistente tiene l'aspiratore e chiede ogni tanto se va tutto bene. È una domanda vera: se qualcosa si avverte, l'anestesia si integra sul momento. Nessuno deve resistere.
Sugli strumenti si è discusso a lungo. Un trial randomizzato del 2026 pubblicato su Maxillofacial Plastic and Reconstructive Surgery ha confrontato la piezochirurgia a ultrasuoni con gli strumenti rotanti tradizionali nell'avulsione dei terzi molari inferiori inclusi, misurando gonfiore, difficoltà di apertura della bocca e qualità della vita nei giorni successivi: le differenze esistono, ma riguardano il decorso, non la riuscita dell'intervento.
Le prime quarantotto ore, senza raccontarsele
Il gonfiore ha un andamento prevedibile: cresce, raggiunge il picco tra il secondo e il terzo giorno e poi scende. Non è un peggioramento, è il calendario normale dell'infiammazione. Sapere che il momento peggiore è il martedì, se si è operato il sabato, evita telefonate in preda al panico e soprattutto evita di interpretare la normalità come una complicanza.
Le indicazioni che contano davvero sono poche:
- Ghiaccio all'esterno della guancia nelle prime ore, a intervalli, mai a contatto diretto con la pelle.
- Cibi freddi e morbidi il primo giorno, e niente cannuccia: la suzione può disturbare il coagulo che si sta formando nell'alveolo.
- Non sciacquare con forza nelle prime ventiquattro ore, per lo stesso motivo.
- Niente fumo, il più a lungo possibile. Il fumo è tra i fattori che più si associano a una guarigione difficile dell'alveolo.
- Nessun rimedio appoggiato sulla gengiva. Mettere una compressa a contatto diretto con la mucosa è un'abitudine che ancora circola tra le generazioni precedenti e provoca ustioni del tessuto.
- La terapia la indica il medico al termine dell'intervento, valutando il caso e quello che già si assume. Dosi e intervalli si leggono sulla confezione o si chiedono al farmacista.
Un capitolo a parte lo meritano i farmaci che già si assumono. Anticoagulanti, antiaggreganti, bifosfonati o denosumab per l'osteoporosi vanno dichiarati in visita, sempre, anche se sembrano scollegati dalla bocca. Non impediscono l'intervento, ma ne cambiano la preparazione. La stessa cosa vale per il diabete e per le terapie oncologiche in corso.
C'è poi la parte che nessuno mette nel foglio delle istruzioni: l'ansia della vigilia. Una revisione sistematica del 2026 su Dentistry Journal ha raccolto gli interventi non farmacologici studiati per ridurre l'ansia preoperatoria prima dell'avulsione dei terzi molari, dalla musica alle tecniche di informazione strutturata. Il dato interessante è che spiegare in anticipo la sequenza — esattamente come in questa pagina — è tra le cose che funzionano.
Come si svolge il percorso nello studio di Pisa
Nella sede di Via Giosuè Carducci 51, la chirurgia orale è seguita dal Dott. Edoardo Palla, direttore sanitario della struttura, iscritto all'Albo degli Odontoiatri della Provincia di Pisa dal 2004 e dedicato a implantologia, chirurgia orale, protesi e parodontologia con un approccio orientato alle tecniche mininvasive.
Il percorso segue sempre lo stesso ordine. Prima visita con panoramica per capire posizione e rapporti del dente; cone beam in sede quando la relazione con il nervo non è leggibile in due dimensioni; poi un preventivo scritto, discusso prima di fissare l'intervento e non dopo. Per chi lo chiede, in sede si definiscono formule di pagamento rateale insieme al preventivo. Chi affronta la rimozione del dente del giudizio a Pisa esce dalla prima visita sapendo quanto durerà, quanti giorni di gonfiore mettere in conto e quando tornare per i punti.
Lo studio è comodo dal centro e dalla zona di Cisanello, raggiungibile dalla FI-PI-LI, e segue pazienti anche da Cascina, San Giuliano Terme, Vecchiano, Calci e Fornacette. Al telefono la segreteria fissa gli appuntamenti in tempi brevi. Ad agosto gli orari restano quelli di sempre, dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 19 con orario continuato: per chi ha ferie e vuole far coincidere il recupero con i giorni liberi, è spesso il periodo più comodo dell'anno.
Prenota una visita diagnostica nello studio di Pisa allo 050-9910086 per far valutare la posizione del dente incluso con la radiografia adeguata al tuo caso. Uscirai con un quadro preciso della situazione, i tempi dell'eventuale intervento e un preventivo scritto da leggere con calma.
Come si collega agli altri percorsi dello studio di Pisa
Questa pagina è una tappa autonoma del percorso dello studio di Pisa. Qui sotto i percorsi che le stanno vicino.
- Impianti dentali a Pisa
- Parodontologo a Pisa
- Dentista pediatrico a Pisa
- Tutte le aree cliniche dello studio di Pisa
Cosa dicono i pazienti di Pisa
“ La bravura del dottor Palla é imparagonabile. L'ho conosciuto un paio di anni fa, per mia grande fortuna. Per errore di un dentista di un altro ambulatorio ero in una situazione difficile da mesi, ho girato 6 - 7 ambulatori, anche quelli più rinomati di Pisa e dintorni, nessun dottore era disposto ad aiutarmi, hanno detto che non é possibile... Dr. Palla invece ha detto, facciamolo, e il lavoro é venuto benissimo. Non ho sentito nulla, durante il lavoro, e quando il dottore dopo un oretta di lavoro ha detto "va bene per oggi abbiamo finito",non volevo alzarmi dalla poltrona! Gliel'ho chiesto, se possiamo fare ancora qualcos'altro, dall'altra parte della bocca, l'altro dente, e lui mi ha accontentato. Ringrazio a Edoardo e a tutto lo staff per la gentilezza. Ambulatorio nuovo, molto bello, bravo Antonio che esegue le pulizie denti, la Silvia, le segretarie ed assistenti. ”
“ Studio dentistico di alto livello. La gentilezza e soprattutto la competenza professionale del dott. Palla fanno la differenza. Detto da uno che gira per studi dentistici da 50 anni. Lo consiglio vivamente soprattutto a quelle persone che hanno bisogno di interventi di implantologia complessi. Il dott. Palla è un ottimo chirurgo e molto attento a non provocare dolore al paziente. Andate tranquilli! ”
“ Ho fatto tre impianti dentali presso questo studio dentistico dove ho trovato grande competenza, onestà, gentilezza e disponibilità. Nonostante la mia situazione non fosse delle più facili è andato tutto a buon fine e sono veramente molto soddisfatta. Lo consiglio vivamente ”
Leggi tutte le 42 recensioni su Google.
Domande frequenti
Quanto dura l'intervento per un dente incluso?
In genere tra venti e cinquanta minuti, dal momento dell'anestesia all'ultimo punto di sutura. La variabile principale non è la profondità del dente ma la sua inclinazione e la forma delle radici: radici divergenti o ricurve richiedono più frammentazione e quindi più tempo. Il tempo di permanenza in studio è più lungo dell'intervento, perché comprende i controlli iniziali e le indicazioni finali.
Si può togliere un dente incluso senza accorgersene?
Non si dorme: l'intervento si svolge in anestesia locale. L'anestesia rende insensibile l'area, e ciò che resta è la percezione di pressione e vibrazione. Per chi ha una forte ansia da poltrona esiste la sedazione cosciente a Pisa, che non addormenta ma abbassa la reattività emotiva: si resta collaboranti e il ricordo dell'intervento risulta molto attenuato.
Quando devo andare dal dentista per un dente del giudizio che non dà fastidio?
Un dente incluso silenzioso non è un dente innocuo: può riassorbire la radice del molare vicino o formare una cisti attorno alla corona, e nessuno dei due processi dà sintomi finché non è avanzato. Il momento giusto per una valutazione è prima che il quadro cambi, perché su un dente ancora fermo e senza infiammazione le opzioni sono più di una. Una visita diagnostica con la radiografia opportuna permette di sapere se si interviene, se si controlla nel tempo, e con che ritmo.
Meglio operarsi d'estate o aspettare l'autunno?
Non c'è una stagione clinicamente migliore. Conta la disponibilità di due o tre giorni tranquilli subito dopo, perché il picco di gonfiore arriva al secondo o terzo giorno e la bocca si apre meno del solito. Chi ha ferie in agosto spesso trova più semplice incastrare l'intervento in quel periodo, con gli studi aperti in orario normale.
Il primo passo è una visita con la radiografia giusta.
Un'estrazione si programma: lo studio Adamanti di Pisa valuta il dente, l'osso e la tua storia clinica prima di fissare l'intervento.
Prenota la visita chirurgica oppure chiama lo 050-9910086: rispondiamo negli orari di apertura e ti diciamo subito le prime date disponibili.
Parlarci non
ti impegna.
- 1Visita e radiografia (panoramica o TAC)
- 2Intervento programmato in anestesia locale
- 3Controllo post-operatorio
Link correlati
Le sedi Adamanti
-
Lucca
Via delle Ville Prima 966
55100 Lucca (LU) -
Montecatini Terme
Via Tripoli 22
51016 Montecatini Terme (PT) -
Empoli
Via Raffaello Sanzio 199/A
50053 Empoli (FI) -
Pistoia
Via N. Machiavelli 27
51100 Pistoia (PT) -
Pisa
Via Giosuè Carducci 51
56017 Ghezzano, San Giuliano Terme (PI) -
Castelfranco di Sotto
Via Giuseppe Posarelli 9
56022 Castelfranco di Sotto (PI)
Lascia nome e telefono: ti richiamiamo per la valutazione chirurgica.