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Aggiornato il 14 settembre 2026
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Articolo: Implantologia
- Nella stessa ferita succedono tre cose diverse
- La sigaretta agisce su due fronti nello stesso momento
- Il dolore non dice se l'osso sta lavorando
- Come si svolge il percorso nello studio di Pisa
- Quando smettere non è realistico, ridurre ha comunque senso
- Il conto che si presenta anni dopo
- Come si collega agli altri percorsi dello studio di Pisa
- Cosa dicono i pazienti di Pisa
- Domande frequenti
In sintesi
Dopo l'intervento la ferita ha bisogno di ossigeno e la nicotina lo riduce: cosa accade nelle prime sei settimane e come si sorveglia la guarigione a Pisa. In questa pagina: nella stessa ferita succedono tre cose diverse; la sigaretta agisce su due fronti nello stesso momento; il dolore non dice se l'osso sta lavorando; come si svolge il percorso nello studio di pisa. Se il problema è tuo, lo studio Adamanti di Pisa ti riceve dal lunedì al venerdì: chiama lo 050-9910086 e ti richiamiamo per la visita.
Un fumatore può fare un impianto dentale. Quello che cambia non è l'indicazione, è il periodo che viene dopo: nelle prime sei settimane la vite in titanio non è ancora ancorata all'osso, e il tessuto che la circonda lavora consumando ossigeno. La nicotina restringe i vasi che quell'ossigeno lo portano, il monossido di carbonio occupa il posto che nel sangue gli spetterebbe. Il problema è che questa fase non fa male: si può guarire peggio senza accorgersene, perché il dolore e l'osteointegrazione sono due cose separate.
Sono il Dott. Edoardo Palla, odontoiatra, e mi occupo di implantologia e chirurgia nello studio del Dr. Edoardo Palla di Via Giosuè Carducci 51, a Pisa. Con i pazienti fumatori non discuto se smettere: è una decisione loro e non riguarda me. Discuto una finestra precisa, quella in cui la sigaretta pesa più che in qualsiasi altro momento della loro vita, e cosa possiamo mettere in campo per sorvegliarla. Chi arriva da Cisanello, da Cascina o da San Giuliano Terme spesso ha già letto che «ai fumatori gli impianti non si fanno». Non è così, ed è una risposta che non aiuta nessuno.
Nella stessa ferita succedono tre cose diverse
Quando si parla di guarigione dopo un impianto si fa un errore di semplificazione: si immagina un unico processo che va avanti e prima o poi finisce. Sono tre processi distinti, con tempi propri, e il fumo non li disturba nello stesso modo.
- Le prime 48-72 ore. Si forma e si stabilizza il coagulo attorno al collo dell'impianto. È una struttura fragile, tenuta insieme da una rete di fibrina, e ogni cosa che genera pressione negativa in bocca o calore locale la mette in difficoltà.
- Dal terzo al quattordicesimo giorno. Il tessuto molle si chiude sopra la zona operata. Qui contano le cellule che producono collagene, e contano i globuli bianchi che tengono lontana un'infezione. Entrambi lavorano male in un ambiente con poco ossigeno.
- Dalla quarta alla dodicesima settimana. Comincia l'osteointegrazione vera: le cellule che formano osso depositano matrice a contatto con la superficie del titanio. È lenta, silenziosa, e non produce alcun sintomo che il paziente possa percepire.
Sommate le tre fasi e si capisce da dove viene il numero sei settimane: non è una soglia magica, è il periodo in cui i tre processi si sovrappongono e ognuno di loro chiede sangue ossigenato allo stesso distretto.
La sigaretta agisce su due fronti nello stesso momento
Il fumo non è un fattore unico. Nella zona di un impianto appena inserito lavora per via chimica e per via fisica, e le due cose si sommano.
Sul versante chimico:
- La nicotina provoca vasocostrizione: i vasi più piccoli, quelli che nutrono la gengiva e la superficie dell'osso, riducono il calibro proprio dove il calibro è già minimo.
- Il monossido di carbonio si lega all'emoglobina al posto dell'ossigeno. Il sangue arriva, ma trasporta meno di quello che dovrebbe.
- Altre sostanze della combustione interferiscono con i fibroblasti e con le cellule che formano osso, e riducono l'efficienza dei globuli bianchi nei primi giorni, quando servono di più.
Sul versante fisico e locale:
- Il calore dell'aria inspirata arriva sui tessuti in fase di riparazione.
- L'aspirazione richiesta dal gesto di fumare crea una pressione negativa che può disturbare un coagulo non ancora organizzato. È lo stesso meccanismo per cui, dopo un'estrazione, si raccomanda di non usare cannucce.
- La bocca resta un ambiente più secco e più contaminato in una fase in cui la barriera dei tessuti molli non è ancora chiusa.
Questo è anche il motivo per cui la sigaretta elettronica e il tabacco riscaldato non risolvono la questione: eliminano parte dei prodotti della combustione, ma la nicotina e il calore restano, e l'effetto di questi dispositivi sull'esito di un impianto non è ancora chiarito.
Impianto dentale e fumo a Pisa
Da 20 anni a Pisa
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Il dolore non dice se l'osso sta lavorando
È il punto che ripeto più spesso ai controlli. Un impianto che si sta integrando male non fa male, o fa male tardi. Per questo la sorveglianza nelle prime settimane si basa su segni osservabili, non su come si sente il paziente.
Al richiamo post-operatorio guardo cose concrete:
- l'aspetto dei margini gengivali e se i punti tengono o hanno ceduto in un tratto;
- il colore del tessuto e la presenza di essudato quando si applica una lieve pressione;
- la stabilità dell'impianto e la sua risposta, valutata con lo strumento e non a mano;
- l'immagine radiografica di controllo quando c'è un dubbio sul livello osseo.
E ci sono segnali che il paziente può riconoscere da solo. Vanno riferiti, non aspettati:
- il gonfiore che si era ridotto e riprende dopo il quinto o sesto giorno;
- un sapore o un odore persistente che prima non c'era;
- una zona che si apre e lascia intravedere la vite;
- la sensazione, anche vaga, che qualcosa si muova.
Nessuno di questi significa automaticamente che l'impianto stia fallendo. Tutti e quattro sono ragioni per farsi vedere in pochi giorni invece che aspettare il controllo programmato.
Come si svolge il percorso nello studio di Pisa
Con un paziente fumatore il protocollo non cambia nella tecnica: cambia in quanto sappiamo prima e in quanto guardiamo dopo.
- Diagnostica in sede. La TAC cone beam si esegue nello studio, senza passare da strutture esterne: serve a misurare volume e densità dell'osso nel punto esatto dell'inserimento. Se il volume è ridotto, la strategia si decide su quell'immagine — è il percorso che descriviamo nella pagina dedicata agli impianti dentali a Pisa, insieme ai casi in cui l'osso disponibile impone una scelta diversa.
- Anamnesi che entra nel merito. Quante sigarette al giorno e da quanti anni: non per giudicare, per pesare il rischio. Nella stessa occasione chiedo di dichiarare le classi di farmaci che contano in chirurgia, in particolare anticoagulanti e antiriassorbitivi dell'osso.
- Igiene professionale prima dell'intervento, così la chirurgia parte in una bocca con carica batterica ridotta.
- Controlli ravvicinati. In un fumatore i richiami sono più frequenti nelle prime settimane, e il mantenimento a distanza è programmato più stretto.
- Preventivo scritto dopo la visita, con le formule di pagamento rateale definite in sede insieme al piano.
Per l'appuntamento risponde la segreteria allo 050-9910086, dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 19 con orario continuato, e nella maggior parte dei casi si trova un posto in tempi brevi. Se prima dell'intervento vuoi capire come funziona la TAC cone beam a Pisa e perché la facciamo qui, è spiegato nella pagina dedicata.
Quando smettere non è realistico, ridurre ha comunque senso
La maggior parte dei fumatori che vedo non smette per un impianto. Alcuni ci riescono e poi riprendono. Il patto che propongo è più stretto e più breve: nessuna sigaretta nei primi giorni, quelli del coagulo, e una riduzione concordata nel resto della finestra. Un obiettivo di due settimane rispettate vale più di una promessa di sei mesi che nessuno mantiene.
Due cose da non fare, perché le vedo ancora:
- non applicare aspirina o compresse direttamente sulla gengiva: ustiona la mucosa e peggiora la zona che deve chiudersi;
- non decidere da soli il farmaco per il dolore. Se serve, la classe la indico io in dimissione — di norma un antinfiammatorio da banco o un analgesico semplice — e le modalità di assunzione si leggono sulla confezione o si chiedono al farmacista.
Il conto che si presenta anni dopo
La parte che si trascura è quella che arriva quando l'impianto è in bocca da tempo e funziona. Uno studio prospettico di Bhatt e colleghi (2025), citato fra i riferimenti in fondo alla pagina, ha confrontato fumatori e non fumatori rilevando una perdita di osso perimplantare mediamente maggiore nel primo gruppo, e la perimplantite è una malattia che decorre a lungo senza dolore, esattamente come la parodontite. È per questo che nei fumatori il richiamo di igiene degli impianti non è un adempimento: è la parte del trattamento che decide quanto durerà il resto.
Prenota una visita implantare nello studio del Dr. Edoardo Palla di Pisa se stai valutando un impianto e fumi, oppure se hai un impianto recente e la guarigione non ti convince: chiama lo 050-9910086 e riceverai una valutazione con TAC cone beam in sede e un piano di cura scritto..
Come si collega agli altri percorsi dello studio di Pisa
Questa pagina è una tappa autonoma del percorso dello studio di Pisa. Qui sotto i percorsi che le stanno vicino.
- Impianti dentali a Pisa
- Parodontologo a Pisa
- Dentista pediatrico a Pisa
- Tutte le aree cliniche dello studio di Pisa
Cosa dicono i pazienti di Pisa
“ La bravura del dottor Palla é imparagonabile. L'ho conosciuto un paio di anni fa, per mia grande fortuna. Per errore di un dentista di un altro ambulatorio ero in una situazione difficile da mesi, ho girato 6 - 7 ambulatori, anche quelli più rinomati di Pisa e dintorni, nessun dottore era disposto ad aiutarmi, hanno detto che non é possibile... Dr. Palla invece ha detto, facciamolo, e il lavoro é venuto benissimo. Non ho sentito nulla, durante il lavoro, e quando il dottore dopo un oretta di lavoro ha detto "va bene per oggi abbiamo finito",non volevo alzarmi dalla poltrona! Gliel'ho chiesto, se possiamo fare ancora qualcos'altro, dall'altra parte della bocca, l'altro dente, e lui mi ha accontentato. Ringrazio a Edoardo e a tutto lo staff per la gentilezza. Ambulatorio nuovo, molto bello, bravo Antonio che esegue le pulizie denti, la Silvia, le segretarie ed assistenti. ”
“ Studio dentistico di alto livello. La gentilezza e soprattutto la competenza professionale del dott. Palla fanno la differenza. Detto da uno che gira per studi dentistici da 50 anni. Lo consiglio vivamente soprattutto a quelle persone che hanno bisogno di interventi di implantologia complessi. Il dott. Palla è un ottimo chirurgo e molto attento a non provocare dolore al paziente. Andate tranquilli! ”
“ Ho fatto tre impianti dentali presso questo studio dentistico dove ho trovato grande competenza, onestà, gentilezza e disponibilità. Nonostante la mia situazione non fosse delle più facili è andato tutto a buon fine e sono veramente molto soddisfatta. Lo consiglio vivamente ”
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Domande frequenti
Quante sigarette al giorno fanno la differenza?
Non esiste una soglia sotto la quale l'effetto scompare, ma la relazione è dose-dipendente: più sigarette e più anni di abitudine, più alto è il rischio misurato nelle revisioni sulla perdita precoce degli impianti. Chi fuma poco parte da una posizione migliore di chi fuma un pacchetto, e chi riduce nella finestra critica migliora la propria, anche senza smettere.
È urgente fare una visita se dopo l'impianto il gonfiore torna al settimo giorno?
Un gonfiore che si era ridotto e riprende dopo cinque o sei giorni non è il decorso atteso, e va guardato entro pochi giorni. Non significa che l'impianto sia perso: nella maggior parte dei casi si tratta di un problema dei tessuti molli, che si affronta molto meglio adesso che fra tre settimane. Una valutazione clinica in questa fase serve a distinguere le due cose con una radiografia e un esame diretto, invece di aspettare che il quadro si definisca da solo.
Ho fumato due giorni dopo l'intervento: devo rifare tutto?
No, e non serve nasconderlo al controllo. Una sigaretta non annulla la guarigione, ma cambia il modo in cui vale la pena sorvegliarla: se lo dici, il richiamo si anticipa e l'igiene si programma più stretta. Il danno vero, nella mia esperienza, non viene dalla sigaretta dichiarata ma da quella tenuta nascosta per timore del rimprovero.
La sigaretta elettronica è accettabile nelle prime settimane?
Riduce l'esposizione ai prodotti della combustione, ma mantiene nicotina e calore, cioè i due fattori che agiscono direttamente sul microcircolo e sul coagulo. I dati disponibili sui prodotti senza combustione non bastano per considerarli un'alternativa neutra nella fase di guarigione: nei primi giorni l'indicazione resta la stessa del tabacco.
Il primo passo è una visita, con la TAC dove serve.
Per capire se e come sostituire i denti mancanti serve vedere osso e gengiva: lo studio Adamanti di Pisa lo fa in prima visita, con un piano scritto.
Prenota la visita implantologica oppure chiama lo 050-9910086: rispondiamo negli orari di apertura e ti diciamo subito le prime date disponibili.
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- 1Prima visita e radiografie in sede
- 2Piano di cura scritto, con fasi e tempi
- 3Intervento e controlli programmati
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