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Aggiornato il 14 settembre 2026
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Articolo: Implantologia
- Cosa succede davvero all'osso con l'età
- I fattori che pesano più della data di nascita
- L'osso si misura, non si stima
- Farmaci: la lista si porta in visita, tutta
- Fisso o mobile: la scelta si fa sulla funzione
- Come si svolge la valutazione nello studio di Pisa
- Come si collega agli altri percorsi dello studio di Pisa
- Cosa dicono i pazienti di Pisa
- Domande frequenti
In sintesi
Osso, farmaci quotidiani, autonomia nell'igiene: i fattori che si valutano prima di un impianto dopo i 70 anni, e come si misurano nello studio di Pisa. In questa pagina: cosa succede davvero all'osso con l'età; i fattori che pesano più della data di nascita; l'osso si misura, non si stima; farmaci: la lista si porta in visita, tutta. Se il problema è tuo, lo studio Adamanti di Pisa ti riceve dal lunedì al venerdì: chiama lo 050-9910086 e ti richiamiamo per la visita.
Un impianto dentale in età avanzata non è escluso dall'anagrafe: nessun protocollo implantologico contiene un limite di età, e non esiste una soglia oltre la quale la strada si chiude. Quello che cambia la decisione è lo stato di salute generale, l'elenco dei farmaci assunti ogni giorno, la quantità di osso ancora disponibile e la capacità di prendersi cura della bocca a casa. Sono quattro variabili misurabili, e nessuna delle quattro si legge sulla carta d'identità.
Chi arriva in visita a settantacinque o ottant'anni spesso ha già una risposta pronta in tasca — «alla mia età non ha senso», «mi hanno detto che è tardi» — e la porta come se fosse una diagnosi. Quasi sempre non lo è: è una convinzione ereditata da un'epoca in cui la chirurgia implantare era più invasiva e la pianificazione meno precisa. Nello studio di Pisa il percorso implantologico è seguito dal Dott. Edoardo Palla, iscritto all'Albo degli Odontoiatri della provincia di Pisa dal 2004, che si dedica a implantologia, chirurgia orale, protesi e parodontologia con un approccio orientato alle tecniche mininvasive. La valutazione che propone parte dai dati, non dall'anno di nascita.
Cosa succede davvero all'osso con l'età
L'osteointegrazione — il processo per cui l'osso si salda alla superficie in titanio dell'impianto — è un fenomeno biologico che rallenta con l'età, ma non si spegne. Il turnover osseo di un ottantenne è più lento di quello di un quarantenne: significa che la guarigione richiede più tempo e che i controlli nelle settimane successive contano di più, non che l'osso rifiuti l'impianto. Ne parliamo in il sole dopo un impianto dentale pesa più del mare.
È esattamente quello che ha misurato una revisione sistematica con meta-analisi pubblicata nel 2025 su Clinical Oral Implants Research, che ha confrontato la sopravvivenza degli impianti in popolazioni con età media 65-75 anni e in coorti più anziane: le differenze osservate non sostengono l'idea di un'età-limite oltre la quale il trattamento smetta di funzionare. La variabile discriminante non è quanti anni ha il paziente, ma quali condizioni sistemiche porta con sé.
Da questo deriva una conseguenza pratica che sorprende molti: un settantacinquenne autonomo, non fumatore, con pressione e glicemia sotto controllo, è spesso un candidato più lineare di un sessantenne con diabete scompensato o parodontite attiva non trattata.
I fattori che pesano più della data di nascita
Nella prima visita si costruisce un quadro che tiene insieme bocca e resto dell'organismo. I punti che cambiano concretamente la decisione sono questi:
- Il compenso delle patologie croniche. Diabete, ipertensione e patologie cardiovascolari non escludono un impianto se sono seguite e stabili. Contano i valori recenti, non l'etichetta della diagnosi.
- I farmaci antiriassorbitivi. Bifosfonati e denosumab, prescritti per l'osteoporosi, richiedono una valutazione dedicata: vanno dichiarati sempre, anche se la terapia è finita anni fa.
- La terapia anticoagulante o antiaggregante. Molto comune dopo i settanta. Non è una controindicazione, ma va conosciuta prima e gestita in accordo con il medico che l'ha prescritta.
- Il fumo. È tra i fattori che più incidono sulla guarigione dei tessuti attorno all'impianto, a qualunque età.
- Lo stato delle gengive. Una parodontite attiva va trattata prima: l'osso che deve accogliere l'impianto è lo stesso che l'infezione sta consumando.
- L'autonomia nell'igiene quotidiana. Un impianto va pulito ogni giorno. Se la manualità è ridotta — artrosi alle mani, tremore, decadimento cognitivo iniziale — si valuta chi assiste e si sceglie una soluzione protesica più semplice da detergere.
- La tolleranza alle sedute. Restare sulla poltrona a lungo può essere il vero ostacolo. Si può frazionare il lavoro in più appuntamenti brevi.
Nessuno di questi elementi si valuta a voce, sulla base di quello che il paziente ricorda. Si guardano gli esami recenti e la lista dei farmaci scritta, quella vera, con tutte le scatole.
A Pisa l'impianto in età avanzata lo decide la salute
Da 20 anni a Pisa
Denti mancanti o dentiera che si muove? Lascia nome e telefono: ti richiamiamo per una prima visita con piano scritto.
L'osso si misura, non si stima
Dopo anni di masticazione su una protesi mobile, o dopo un'estrazione avvenuta molto tempo prima, la cresta ossea si riassorbe. Quanto, però, non si capisce guardando la bocca né con una semplice panoramica: serve un esame tridimensionale.
Nello studio di Pisa la TAC cone beam si esegue in sede, e restituisce altezza, spessore e densità dell'osso nel punto esatto in cui l'impianto dovrebbe essere inserito, oltre alla posizione delle strutture da rispettare — il nervo alveolare inferiore in mandibola, il seno mascellare in alto. È su quell'immagine che si decide, con misure reali al posto delle stime.
Quando invece il volume è insufficiente, le strade restano più d'una: impianti di lunghezza ridotta, inserimento inclinato per intercettare l'osso disponibile, oppure una riabilitazione dell'intera arcata su un numero contenuto di impianti. Abbiamo dedicato una pagina specifica al tema degli impianti in caso di osso scarso a Pisa, perché è la situazione più frequente proprio nei pazienti che hanno perso i denti da più tempo.
Farmaci: la lista si porta in visita, tutta
Questo è il punto in cui una dimenticanza pesa più di ogni altra. I farmaci antiriassorbitivi per l'osteoporosi — la classe cui appartengono bifosfonati e denosumab — sono associati, in una minoranza di casi, a un rischio di osteonecrosi dei mascellari che va valutato prima di qualunque intervento chirurgico. Una scoping review pubblicata nel 2025 su Clinical Oral Implants Research ha esaminato proprio questo scenario nei pazienti portatori di impianti in terapia antiriassorbitiva: il rischio esiste, è basso, e dipende da via di somministrazione, durata e condizioni locali. Cioè da informazioni che solo il paziente può fornire.
Due regole valgono per tutti:
- Mai sospendere una terapia di propria iniziativa prima di un appuntamento odontoiatrico. La sospensione, quando serve, la decide chi ha prescritto il farmaco.
- Portare l'elenco completo, comprese le terapie interrotte di recente e gli integratori. Un antiriassorbitivo assunto per due anni e sospeso l'anno scorso resta un dato clinico rilevante.
Sul dolore post-operatorio, nei giorni successivi si utilizzano di norma farmaci di uso comune concordati in studio: la classe e le modalità vengono indicate al momento, tenendo conto delle altre terapie in corso, e per posologia e avvertenze si fa riferimento al foglietto illustrativo o al farmacista.
Fisso o mobile: la scelta si fa sulla funzione
La domanda «impianto sì o no» nasconde quasi sempre una domanda diversa: tornerò a masticare? È una questione tutt'altro che estetica. Una revisione sistematica pubblicata nel 2026 su BMC Oral Health ha analizzato l'effetto degli impianti dentali sugli esiti dietetici e nutrizionali negli adulti anziani, e una meta-analisi pubblicata nello stesso anno su Gerodontology ha valutato gli esiti funzionali della riabilitazione protesica nelle persone anziane con perdita dei denti. Il filo che le lega è chiaro: la stabilità della protesi incide su cosa una persona riesce effettivamente a mangiare, e quindi su come si nutre.
Chi porta una dentiera inferiore instabile lo sa già: elimina la carne, la frutta croccante, il pane con la crosta, e ripiega su cibi morbidi e più ricchi di zuccheri semplici. Non tutti hanno bisogno di un'arcata intera su impianti per uscirne. In molti casi due impianti che ancorano la protesi inferiore già esistente cambiano la masticazione in modo sostanziale, con un intervento contenuto. È una via di mezzo che a volte non viene nemmeno presa in considerazione, e che nei pazienti più avanti con gli anni merita di essere valutata per prima.
Come si svolge la valutazione nello studio di Pisa
Lo studio Adamanti si trova in Via Giosuè Carducci 51, comodo dal centro di Pisa e dalla zona di Cisanello, e raggiungibile dalla FI-PI-LI da Cascina, San Giuliano Terme, Vecchiano e Fornacette. La direzione sanitaria è del Dott. Edoardo Palla.
Il percorso di una prima valutazione implantologica in età avanzata è questo:
- Raccolta della storia clinica e della lista completa dei farmaci, con gli esami recenti se disponibili.
- Esame della bocca, con attenzione allo stato delle gengive e dei denti residui.
- TAC cone beam in sede quando serve misurare l'osso.
- Discussione delle opzioni realmente praticabili, comprese quelle non chirurgiche.
- Preventivo scritto con il piano di cura, i tempi e le sedute previste. Sono disponibili più formule di dilazione, che si definiscono in sede insieme al preventivo.
Per gli aspetti pratici che spesso pesano quanto quelli clinici: la segreteria risponde al telefono dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 19 con orario continuato, e può fissare un appuntamento in tempi brevi. Chi vuole capire come viene organizzata l'assistenza per una persona anziana può leggere la pagina dedicata al dentista per anziani a Pisa.
Prenota una valutazione implantologica al numero 050-9910086, per te o per un familiare: con una visita e un esame tridimensionale si sostituisce un'idea generica sull'età con dati precisi su osso e salute generale, e si esce con un piano di cura scritto e le alternative messe nero su bianco.
Come si collega agli altri percorsi dello studio di Pisa
Questa pagina è una tappa autonoma del percorso dello studio di Pisa. Qui sotto i percorsi che le stanno vicino.
- Impianti dentali a Pisa
- Parodontologo a Pisa
- Dentista pediatrico a Pisa
- Tutte le aree cliniche dello studio di Pisa
Cosa dicono i pazienti di Pisa
“ La bravura del dottor Palla é imparagonabile. L'ho conosciuto un paio di anni fa, per mia grande fortuna. Per errore di un dentista di un altro ambulatorio ero in una situazione difficile da mesi, ho girato 6 - 7 ambulatori, anche quelli più rinomati di Pisa e dintorni, nessun dottore era disposto ad aiutarmi, hanno detto che non é possibile... Dr. Palla invece ha detto, facciamolo, e il lavoro é venuto benissimo. Non ho sentito nulla, durante il lavoro, e quando il dottore dopo un oretta di lavoro ha detto "va bene per oggi abbiamo finito",non volevo alzarmi dalla poltrona! Gliel'ho chiesto, se possiamo fare ancora qualcos'altro, dall'altra parte della bocca, l'altro dente, e lui mi ha accontentato. Ringrazio a Edoardo e a tutto lo staff per la gentilezza. Ambulatorio nuovo, molto bello, bravo Antonio che esegue le pulizie denti, la Silvia, le segretarie ed assistenti. ”
“ Studio dentistico di alto livello. La gentilezza e soprattutto la competenza professionale del dott. Palla fanno la differenza. Detto da uno che gira per studi dentistici da 50 anni. Lo consiglio vivamente soprattutto a quelle persone che hanno bisogno di interventi di implantologia complessi. Il dott. Palla è un ottimo chirurgo e molto attento a non provocare dolore al paziente. Andate tranquilli! ”
“ Ho fatto tre impianti dentali presso questo studio dentistico dove ho trovato grande competenza, onestà, gentilezza e disponibilità. Nonostante la mia situazione non fosse delle più facili è andato tutto a buon fine e sono veramente molto soddisfatta. Lo consiglio vivamente ”
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Domande frequenti
Esiste un'età massima per mettere un impianto dentale?
No. Nei protocolli implantologici non compare un limite anagrafico superiore. Le condizioni che possono sconsigliare l'intervento sono cliniche: patologie sistemiche non compensate, alcune terapie farmacologiche, un'igiene domiciliare non sostenibile. Un paziente di ottant'anni in buone condizioni generali viene valutato esattamente come uno di sessanta.
Quando devo andare dal dentista se un genitore anziano non riesce più a masticare con la dentiera?
Quando la difficoltà comincia a cambiare quello che mangia. Il momento giusto è prima che l'alimentazione si riduca ai cibi morbidi e prima che l'osso della cresta si riassorba ulteriormente sotto la protesi instabile: una visita con esame tridimensionale permette di sapere quali soluzioni sono ancora sul tavolo, comprese quelle meno invasive di un'arcata completa su impianti.
Prendo farmaci per l'osteoporosi: posso fare un impianto?
Non è un'esclusione automatica, ma è una situazione che richiede una valutazione dedicata. Vanno dichiarati il tipo di terapia, la via di somministrazione e da quanto tempo la si assume, comprese le terapie sospese di recente. In alcuni casi si concorda il percorso con il medico che ha prescritto il farmaco prima di programmare qualunque intervento.
I tempi di guarigione sono più lunghi in età avanzata?
Possono esserlo, perché il rimaneggiamento osseo rallenta con gli anni. Nella pratica può tradursi in tempi di attesa fra chirurgia e protesi talvolta più estesi e in controlli programmati più ravvicinati nelle prime settimane. Come proceda la guarigione nel singolo caso si valuta in studio, controllo dopo controllo.
Il primo passo è una visita, con la TAC dove serve.
Per capire se e come sostituire i denti mancanti serve vedere osso e gengiva: lo studio Adamanti di Pisa lo fa in prima visita, con un piano scritto.
Prenota la visita implantologica oppure chiama lo 050-9910086: rispondiamo negli orari di apertura e ti diciamo subito le prime date disponibili.
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